giovedì 28 maggio 2009

Bravo Agnoletto!

Mi è capitato ieri sera di ascoltare un paio di interventi dell' On. Agnoletto a "Porta a porta". Uno degli argomenti trattati riguardava la proposta di ridurre il numero dei parlamentari. Il vivace e battagliero esponente di Rifondazione Comunista, per ben due volte, ha chiesto agli ingessati rappresentanti della maggioranza e dell'opposizione in studio o in collegamento se avevano in animo di dimezzare, oltre che il numero, anche gli stipendi dei parlamentari, così come ha già deciso di fare il Parlamento europeo.
Su questa precisa domanda, silenzio tombale da parte di tutti, nessuno escluso. La casta non gradisce simili provocazioni.
Eppure Agnoletto suggeriva soltanto di dimezzare e non di ridurre, che so io, a un terzo i corposi emolumenti di una classe politica divenuta sempre più ingorda e vorace.
Con buona pace della politica alta e nobile intesa come servizio alla collettività e come palestra di sobrietà e di buon esempio.
Peccato che gli italiani siano così storditi da anni ed anni di "Grandi Fratelli", di "Amici", di "tronisti", di "naufraghi" e "veline" da aver perso completamente di vista il primo dovere di una classe politica degna di questo nome: la capacità di imporre sacrifici e rinunzie soprattutto a se stessa e non alle classi sociali più deboli quando la situazione economica di un Paese diventa grave e preoccupante come la nostra.

6 commenti:

Aliza ha detto...

ed io aggiungo: bravo Pino!!
ma come si sà "non c'è peggior sordo..."
buon fine settimana A

evergreen ha detto...

Grazie Aliza! Buon WE anche a te!

lellofieramosca ha detto...

Noooo caro Pino
per i politici perdere le agevolazioni "conquistate"(tessere gratis,cinema gratis,autostrade gratis,gratis,gratis,gratis ....) sarebbe già per loro un grosso sacrificio.
Figuriamoci toccare i loro stipendi.
Sarebbe fantascienza.
Un abbraccio e scusami se ultimamente mi faccio sentire poco.

evergreen ha detto...

Caro Lello, hai perfettamente ragione! Proprio per questo ho deciso di non dare più il mio voto a nessuno. E' un modo per difendere la mia dignità e la dignità di tante famiglie italiane di fronte all'arroganza di una classe politica che ha fatto del privilegio una bandiera. Io, tra l'altro, sono per una visione "cristiana" del mondo e dei rapporti umani. Nel Vangelo, disatteso anche dalla Chiesa e completamente ignorato da coloro che dicono di seguirlo, è scritto a chiare lettere: "Chi fra voi vuol diventare grande sarà vostro servo, e chi fra voi vorrà essere al primo posto si farà vostro schiavo, come il Figlio dell'uomo che non è venuto ad essere servito, ma a servire...".
Non vedo ormai niente di simile ad un "servizio" nel comportamento dei politici italiani sia di destra, sia di sinistra, sia di centro.
Essi non servono assolutamente gli altri ma se ne servono!

sileno ha detto...

Caro Ever.
io non rinuncio a dare il mio voto,mai!
E' l'unica possibilità che mi è rimasta di fare delle scelte, anche se frequentemente la scelta è solo fra il meno peggio, però rinunciare anche a quello, per me significherebbe:" Avete vinto voi, vi delego le mie scelte e il mio futuro".
Una croce sulla scheda la traccerò sempre finché mi sarà concesso.
Ciao
Sileno

evergreen ha detto...

x Sileno: dare il voto equivale a dare una delega. Ma se io non trovo persone affidabili non posso dare questa delega alla cieca. Mi piacerebbe poterla dare a chi veramente la merita. E francamente da molti anni a questa parte non vedo politici seri,lungimiranti, capaci di progettare il futuro. Vedo soltanto piccoli e grandi opportunisti gelosi dei privilegi di casta, gente senza passione in cerca di potere ed al soldo del Padrone di turno. Io sinceramente non me la sento di legittimare col mio voto una situazione così penosa. Anche se mi dispiace...