mercoledì 4 ottobre 2017

Montanelli e i generali

Provengo, qualcuno lo sa, dal mondo delle stellette. 
È un mondo che per tanti anni è stato il "mio" mondo, un mondo che ho finito per amare profondamente e che mi ha dato la possibilità di venire in contatto con persone di grandi qualità umane. È pur vero che in questo mondo ho spesso incrociato palloni gonfiati, ho avuto a che fare con personaggi affetti da evidenti deliri di onnipotenza ma ho anche conosciuto tanti colleghi con i piedi per terra, leali, onesti, sinceri; ho anche avuto la fortuna di lavorare quasi sempre con gente semplice, concreta e senza grilli per la testa, quali erano in genere i nostri Sottufficiali; ho anche ammirato l'infinita pazienza e l'incredibile generosità di migliaia di giovani di leva, prima che nelle nostre caserme approdasse un esercito di mestieranti e mercenari.
Nel "mio" Esercito i valori dell'esempio, del sacrificio, della dedizione al dovere erano i pilastri sui quali venivano fatti poggiare, più che sul grado, il prestigio e il carisma dell'autorità.
A questi valori sono stato educato e a questi valori ho cercato di ispirarmi pur con tutti i miei limiti.
Ed è per questo che non ho mai sopportato che, nei gradi più elevati, ci fosse talvolta più di un'ombra ad offuscare una limpida adesione a quei valori nei quali ho sempre creduto da giovane ed ai quali, per fortuna, continuo a credere da vecchio.
Faccio tre nomi a caso per intenderci meglio: il generale Giudice, che, da Comandante della Guardia di Finanza, fu oggetto di un severo editoriale di Montanelli, il generale Speciale, anch'egli ex Comandante della Guardia di Finanza, il generale Rossi, ex Sottosegretario alla Difesa.
Forse qualcuno della mia età ricorderà le vicende del primo ai tempi - ormai lontani - dello scandalo petroli e la mancanza di lealtà del secondo nei confronti dell'allora Ministro Padoa Schioppa. 
Per quanto riguarda il terzo, è nota a tutti la recentissima e niente affatto edificante vicenda dell'assunzione di un figlio come assistente parlamentare da parte del collega di partito on. Caruso.
Di generali così (l'iniziale minuscola è voluta) faremmo molto volentieri a meno e, soprattutto, ne trarrebbe grande vantaggio l'Istituzione.
Ecco il servizio de "Le Iene" che ha scoperchiato la pentola.

venerdì 24 febbraio 2017

A mio padre


Oh quante volte sul finir del giorno 
Ti venni incontro, Padre, sulla strada   
Lieto e felice per il Tuo ritorno! 


domenica 12 febbraio 2017

Coloro che perdi vogliono perderti.

"Le persone non si perdono. Le persone, se le perdi, le puoi chiamare, cercare, rincorrere e, se non ti rispondono, è perché scelgono liberamente di non risponderti e di non esserci più, ne sono consapevoli.
Allora non le hai perse. Sono loro che hanno scelto di perdere te".

Ho colto - come ape da un fiore - questo bel pensiero dal web. Lo ritengo così aderente alla realtà che mi fa piacere condividerlo.