lunedì 25 marzo 2013

Passio Domini Nostri...

I Vangeli sono essenzialmente il racconto della passione e morte di Gesù e del relativo processo durante il quale venne decisa la condanna. Secoli di letture acritiche, di riflessioni teologiche e di arte hanno finito per rivestire quel testo di patine ed incrostazioni tenaci che ancora oggi impediscono di vederlo per quello che è, vale a dire un racconto non privo di contraddizioni e inverosimiglianze. Si avverte in primo luogo lo sforzo dei redattori di scagionare il più possibile l'autorità romana e di addossare la responsabilità di quella morte ai giudei. Niente di più antistorico. La crocifissione era una condanna tipicamente romana che solo il procuratore di Roma poteva infliggere, non altri. Perché allora Pilato - che dagli storici dell'epoca è stato descritto sanguinario e feroce - viene fatto passare dagli evangelisti per un giudie umano e clemente, costretto a infliggere suo malgrado castighi cruenti ed esecuzione capitale a un ebreo innocente soltanto sotto la spinta fastidiosa di altri ebrei che glielo avrebbero portato nel pretorio per farlo condannare a tutti i costi? I suoi reiterati quanto improbabili tentativi di sottrarlo al patibolo si sarebbero fermati solo di fronte all'argomento decisivo messo in campo dagli stessi connazionali di Gesù i quali - secondo gli evangelisti - volevano a tutti i costi il sacrificio di un profeta galileo che appena tre o quattro giorni prima era stato acclamato e accolto in città da una folla festante. Atteggiamento tra l'altro in assoluto contrasto con l'orgoglio e il patriottismo di un popolo fiero che avrebbe dovuto difendere con i denti e scagionare in tutti i modi un suo compatriota di fronte all'odiato invasore. Essi, gli ebrei, i sudditi più recalcitranti dell'impero sarebbero andati addirittura contro se stessi ed i propri interessi nazionali preferendo minacciare il procuratore di deferirlo a Roma qualora avesse mandato libero uno di loro! "Se non lo metti a morte non sei amico di Cesare". Perché questa evidente mistificazione storica? Semplice. Non era possibile né opportuno dire esattamente come si erano svolti i fatti per non urtare la suscettibilità dei romani ed inimicarsi così il potere imperiale proprio nella fase più delicata di penetrazione della "buona novella" nel mondo dei dominatori dell'epoca. Di fatto però la condanna di Gesù e la sua morte portano la firma inequivocabile di Roma. L'aquila romana lo accompagnò fino al Golgota e fu presente quando Egli esalò l'ultimo respiro. Ma tutto questo appare messo in ombra nel racconto degli evangelisti i quali preferirono far cadere tutte le colpe sul sinedrio e sull'intera nazione ebraica. "Il suo sangue cada su di noi e sui nostri figli". La radice dell''antisemitismo nasce proprio da qui: da queste diplomatiche bugie dei "pii" redattori.
Per chi volesse approfondire segnalo questo interessante sito che propone quasi interamente il documentatissimo libro di Widdig Fricke "Il caso Gesù" - Il più controverso processo della storia - Ed. Rusconi.

1 commento:

Liliana ha detto...

Quindi sono stati i romani a condannare Gesù, altro che ebrei!
Grazie del post Giuseppe!