sabato 23 marzo 2013

Due paroline sui marò


Due cose dovrebbero esssere sacre per l'uomo: la vita e la parola data.
Nella vicenda dei due militari italiani mi sembra che non si sia avuto il minimo  rispetto né per l'una né per l'altra.
Ammazzare due pescatori indiani scambiati per pirati non è un atto di eroismo. Si tratta semplicemente di un duplice omicidio.
Per questo ho trovato sgradevoli, inopportune, fuori luogo le accoglienze trionfali - con tanto di suggello quirinalizio  -   riervate ai due "eroi" in occasione del loro primo rientro in Patria.
Non rispettare inoltre la parola data è un atto di levantinismo di bassa lega, è un bieco sotterfugio indegno di uomini di onore.
Per questo, mentre si levavano tantissimi cori di approvazione, non ho condiviso minimamente la scelta del Governo di trattenere in Italia Latorre e Girone al termine della seconda licenza "elettorale" o, meglio, elettoralistica.
Ma il vergognoso dietro-front dell'altro ieri appare addirittura inqualificabile e getta un immane discredito sull'intera Nazione.
Mi auguro che i cosiddetti "tecnici" del nostro fulgido Esecutivo tolgano il disturbo al più presto.

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