mercoledì 29 aprile 2009

Siate le valanga che sale


Piazza Armerina (Enna) - Monumento al Generale Cascino
Quando la retorica è capace di sovvertire anche le fondamentali leggi fisiche. Così spronava i suoi soldati al fronte il Generale Cascino. Fantasioso ma senza dubbio efficace!

martedì 28 aprile 2009

Il pensiero di un ateo

"Quale è il tuo cuore, tale è il tuo Dio".

venerdì 24 aprile 2009

Ed io do altri 50 euro...

Il recente terremoto, la perdurante crisi economica e finanziaria, il crescente andamento del debito pubblico (2° solo al Giappone), le sempre più pressanti richieste di aiuto che provengono dai ceti deboli richiedono un impegno pratico che non deve più esaurirsi nelle parole ma deve tradursi in fatti ed iniziative concrete.
Nessuno nega a Berlusconi grandi qualità di comunicatore e, prima ancora, di accorto, pragmatico e lungimirante imprenditore. Così come tutti gli riconoscono una prorompente fantasia creativa che lo ha sempre soccorso nelle varie attività e che, con gli anni, si è ulteriormente affinata al punto tale da trasformare radicalmente il noioso e spesso incomprensibile linguaggio dei politici in affabili chiacchierate da talk-show, i Congressi di partito e perfino le barbose riunioni del Consiglio dei Ministri in amene coreografie televisive con Ministre e Sottosegretarie le quali nulla hanno da invidiare a veline e soubrettes.
Possibile che ieri dal suo magico cilindro non abbia saputo estrarre altro che la scelta del capoluogo abruzzese quale sede del prossimo G8?
Per risparmiare soldi poteva onestamente fare molto di più ed a costi molto vicini allo 0.
Regalare ad esempio di tasca sua - come fece a Genova per le borse di pelle (o qualcosa di simile) donate ai suoi colleghi in occasione di quel G8 - 7 belle webcam, le più belle esistenti in commercio e tutto sarebbe risolto. Anche i costi di consegna e di spedizione potrebbero essere risparmiati. A che servono allora i nostri superpagati Ambasciatori? A ciascuno dei 7 incaricati della consegna potrebbe essere assegnato anche l'incarico di provvedere ad una elegante confezione regalo. La più raffinata e diplomatica possibile.
Ma in ogni caso, anche ammesso che Berlusconi e i suoi 7 Ambasciatori non volessero contribuire, la copertura finanziaria verrebbe comunque assicurata da Giacomo Di Girolamo (con i suoi 50 euro offerti nella puntata di ieri sera di Anno Zero) e da me con altri 50 e, se necessario, 100- 150 euro.
Nessuno si muoverebbe da casa sua, tutti potrebbero vedersi e parlare tra di loro, concordare testi e comunicati congiunti ed i costi del G8 sparirebbero come per incanto.
Peccato che ci abbia pensato solo il giovane e oscuro direttore di un giornale on-line siciliano e non sia venuto subito in mente al nostro immaginifico Premier. Ma Berlusconi farebbe ancora in tempo e, dall'alto del suo carisma, potrebbe tentare di convincere i suoi 7 colleghi ed amici. Anzi sono sicuro che ci riuscirebbe al primo tentativo. Altrimenti che comunicatore sarebbe lui e che amici sarebbero gli altri?

giovedì 23 aprile 2009

Lo splendore del cobalto

La bellezza inimitabile e la incessante potenza creatrice della natura. Spinoza probabilmente aveva visto meglio di tutti: Deus sive Natura!

domenica 19 aprile 2009

Pietas e indignazione

Voglio dedicare questo post alla trascrizione integrale di un commento bellissimo inviato da un blogger colto, raffinato e sensibile che da tempo mi onora della sua amicizia. Si chiama Carlo ovvero fosco6 e lo ringrazio per questo suo nobilissimo sfogo. Eccolo:

"Ho sentito anche io con raccapriccio il vanto del telegiornale sui record d'ascolti come se dipendesse dalla loro bravura e non da una disgrazia nazionale come il Terremoto, e allora mi è montato uno sdegno e una rabbia che hanno messo a tacere anche la pietà per quei poveri morti, per quella gente sfollata, senza più casa, senza più nulla...
E il rancore è aumentato quando ho sentito i giochi di parole dei politici che si arrampicavano sugli specchi per impedire un accorpamento elettorale che avrebbe significato milioni di euro da dare ai terremotati dell'Abruzzo, per meschini interessi di parte, tra l'altro solo presunti...
E allora ho deciso che non avrei mandato neanche un euro, perché con questa classe politica, con questi furbi e furbetti d'Italia, con questi delinquenti e assassini che prima rubano e poi versano lacrime da coccodrillo non voglio avere più nula a che fare, perchè non mi sento di avallare la loro ipocrisia tacitando la mia coscieza con un'euro, perchè mi sentirei ancora più connivente, perché mi vergognerei di non essere andato a scavare con le mie mani fra quella gente per portare un contibuto concreto e non un obolo dalla poltrona di casa, perchè non voglio più che la solidarietà nasconda i mali di questo Paese, perchè non sopporto più che la civiltà venga sostituita con il pietismo una tantum, perché provo un senso di nausea quando vedo chi specula anche sul dolore e sulle disgrazie altrui, perchè in questi frangenti non vorrei essere italiano, perchè maledico chi mi fa vergognare di esserlo, perchè sono incazzato nero.
Solo quando non vedrò più parlamentari e ministri fare passeralla propagandistica in occasione di ogni tragedia, solo quando saprò invece che senza bisogno dei riflettori delle Tv saranno andati la prossima volta (purtroppo ci saranno ancora tante prossime e volte) a scavare ferendosi le mani tra le macerie per tentare di salvare una vita umana, solo allora,se non potrò andare anch'io a prestare soccorso, manderò non un euro, ma tutto il denaro di cui potrò privarmi per esprimere la mia solidarietà ai miei connazionali.
Ciao Pino, ti sono grato per aver pubblicato quello sfogo, che condivido in tutto e per tutto e che avrei voluto tanto scrivere io stesso... un caro saluto...CARLO!"

sabato 18 aprile 2009

Invito ai politici

400 e più milioni di euro buttati via per il capriccio della Lega in un momento particolarmente difficile nella vita del nostro Paese. Aver voluto caparbiamente rifiutare l'"election day," nonostante le pressioni in tal senso di buona parte dell'opinione pubblica, significa soltanto una cosa: che la nostra classe politica, oltre ad aver accentuato l'arroganza tipica di chi non vuole ascoltare i consigli di chicchessia, ha perso del tutto il collegamento con la realtà e continua a vivere in un Olimpo dorato e distante, che le sempre più cospicue prebende rendono ancora più lontano dalle esigenze e dalle necessità delle persone.
Oggi più che mai non riesco a comprendere come - di fronte ai bisogni pressanti della gente, in presenza di un'emergenza gravissima come quella del terremoto in Abruzzo - i nostri beneamati politici possano continuare a vivere tranquilli e senza il minimo senso di colpa.
La situazione in Italia dovrebbe - orami da tempo - far tremare le vene e i polsi a qualsiasi persona responsabile e consapevole dei propri doveri.
Ma evidentemente non ai politici nostrani, i quali credono di essere al di sopra di tutto, di non dover rispondere a nessuno e probabilmente nemmeno alla propria coscienza, in una sorta di immoralità costituzionalmente garantita.
Ed è per me sommamente immorale che essi siano tra i più pagati al mondo, che il Presidente della Repubblica riceva appannaggi superiori a quelli di un Monarca, che i compensi dei Consiglieri e degli Assessori regionali e provinciali siano attestati sui livelli scandalosi che conosciamo. E' un'offesa alla giustizia, al buon senso, alla solidarietà, alla sobrietà.
E in un momento come questo un'offesa anche maggiore.
Ma fate ancora in tempo a rimediare!
Decidete subito - con effetto retroattivo dal 6 aprile 2009 - di assegnarvi un terzo dello stipendio e delle indennità di cui godete. Credetemi, sarà sempre un trattamento più che decoroso, specie per chi dice di far politica solo per passione.
E poi - voi lo sapete bene! - tante famiglie italiane dimostrano di saper vivere dignitosamente con molto, molto meno.
Questo sì che vi farebbe recuperare un pò di credibilità e di stima. Non le parole o le passerelle tra le macerie.

venerdì 17 aprile 2009

Epicuro e Spinoza

"Occhi di Dio"
Incredibile modernità di Epicuro. Alcuni suoi guizzi di genio anticipano Spinoza.

La divinità - secondo Epicuro - esiste ma non si occupa del mondo, se ne sta beata ed indifferente alle vicende degli uomini e delle creature. E la presenza del male è la prova che Dio non partecipa alle cose di quaggiù.
Ecco le sue parole:
"Dio o vuol togliere i mali e non può, o vuole e può. Se vuole e non può, è impotente: il che non può essere di Dio. Se può e non vuole, è invidioso: il che del pari è contrario a Dio. Se né vuole né può, è invidioso e impotente, perciò non è Dio. Se vuole e può, ciò solo conviene a Dio, da dove viene dunque l'esistenza dei mali? e perché non li toglie? Dio non fa nulla, non è preso da alcuna occupazione, a nessuna opera lavora, gode soltanto della sua sapienza e virtù."

Spinoza, il grande e dolce Spinoza, a distanza di secoli usa più o meno le stesse parole per i medesimi concetti.
Ecco come egli descriveva Dio nella sua "Etica":
"Sostanza eterna, infinita e assoluta che non opera con libera volontà né con intelligenza, non ha alcun rapporto personale e diretto con gli uomini né con alcuna altra specie, non è né misericordioso né vindice o giustiziere, non è affetto da gioia né da tristezza. Non vi è pregiudizio più misero di quello che che subordina il presunto amore dell'essere infinito alla venerazione ricevuta da una natura finita. Altrettanto meschina è la convinzione di poter modificare i decreti di Dio per mezzo delle nostre preghiere, come si potrebbe fare con un padre, un giudice e un re".

martedì 14 aprile 2009

Acuta messa in guardia di R.Kapuscinski

"I media, anche quando non prestiamo loro fede, anche quando riteniamo che mentano, hanno un'enorme importanza sull'uomo in quanto stabiliscono in sua vece l'elenco degli argomenti, limitando così l'attività di pensiero a una serie di informazioni e opinioni impartite dall'alto.
Dopo un pò di tempo, e non ce ne rendiamo conto, pensiamo quello che si vuole che pensiamo (il più delle volte si tratta di questioni futili ma ingigantite a bella posta, oppure di problemi rappresentati falsamente).
Pertanto chi ritiene di pensare liberamente per il fatto di criticare i contenuti trasmessi dai media, è in errore. Il pensiero autonomo è l'arte del pensiero proprio, individuale, su argomenti liberamente tratti dalle proprie osservazioni ed esperienze, trascurando ciò che i media si sforzano di imporre."

In un mondo come il nostro è pressocché impossibile ragionare autonomamente. E non soltanto oggi, con il potere ingigantito dei media. Il lavaggio del cervello è sempre stata la preoccupazione più importante di chi aveva interesse a controllare le masse. Ciononostante bisognerebbe provare ad imporre alla propria testa qualche piccolo esercizio quotidiano di autonomia.

lunedì 13 aprile 2009

I discepoli di Emmaus

"Se fosse necessario dare tutto il Vangelo per una sola scena, in cui esso sia interamente riassunto, non esiterei a designare i discepoli di Emmaus.
E può darsi che questa sia stata l'intenzione di S.Luca, ad un cardine della sua opera, in quell'intervallo in cui finiva la storia visibile di Gesù per iniziare la sua presenza invisibile: dipingere una scena che indicasse le vie della fede negli spititi attraverso a difficoltà decrescenti."
Gesù - Jean Guitton - Marietti (pag 301)

venerdì 10 aprile 2009

I mistici e le calamità naturali

Quante fatiche fatte senza frutto, perché manca la vita della Divina Volontà! Avete spezzato ai popoli un pane senza lievito del Fiat, e perciò essi, mangiandolo, l’hanno trovato duro, quasi indigeribile; e, non sentendo la vita in loro, non si sono arresi ai vostri insegnamenti. Perciò, mangiatelo voi questo pane del Fiat Divino, così formerete con tutti la sua vita ed una sola volontà. Il terzo appello lo faccio a tutto il mondo intero, a tutti imiei fratelli e sorelle e figli miei. Sapete perché vi chiamo tutti? Perché voglio dare a tutti la vita della Divina Volontà! Essa è più che aria, che tutti possiamo respirare; è come sole, da cui tutti possiamo ricevere il bene della luce; è come un palpito di cuore, che in tutti vuol palpitare; ed io, come piccola bambina, voglio, sospiro che tutti prendiate la vita del Fiat! Oh, se sapeste quanti beni ricevereste, mettereste la vita per farla regnare in voi tutti! Questa piccola Piccina vuol dire un altro segreto, che le ha confidato Gesù; e ve lo dico, affinché mi diate la vostra volontà ed, in ricambio, riceviate quella di Dio che vi renderà felici nell’anima e nel corpo. Volete sapere perché la terra non produce? Perché in vari punti del mondo la terra coi terremoti spesso si apre e seppellisce nel suo seno città e persone? Perché il vento, l’acqua formano tempeste e devastano tutto? Perché tanti mali, che tutti sapete? Perché le cose create posseggono una Volontà Divina, che la domina, e perciò sono potenti ed imperanti; sono più nobili di noi, perché noi siamo dominati da una volontà umana, e perciò siamo degradati, deboli ed impotenti. Se per nostra sorte metteremo da banda l’umana volontà, e prenderemo la vita del Divino Volere, anche noi allora saremo forti, imperanti; saremo fratelli con tutte le cose create, le quali non solo non ci molesteranno più, ma ci daranno il dominio sopra di loro, e noi saremo felici nel tempo e nell’eternità! Siete contenti? Perciò, fate presto: ascoltate questa povera Piccina che vi vuol tanto bene. Ed io allora sarò contenta, quando potrò dire che tutti i miei fratelli e sorelle sono Re e Regine, perché tutti posseggono la vita della Divina Volontà! Coraggio dunque, rispondete all’appello.

Dagli scritti di Maria Luisa Piccarreta, mistica di Corato

giovedì 9 aprile 2009

La grande poesia italiana

Sogno d'estate

Tra le battaglie, Omero, nel carme tuo sempre sonanti
la calda ora mi vinse: chinommisi il capo tra 'l sonno
in riva di Scamandro, ma il cor mi fuggì su 'l Tirreno.
Sognai, placide cose de' miei novelli anni sognai.
Non più libri: la stanza da 'l sole di luglio affocata,
rintronata da i carri rotolanti su 'l ciottolato
de la città, slargossi: sorgeanmi intorno i miei colli,
cari selvaggi colli che il giovane april rifioría.
Scendeva per la piaggia con mormorii freschi un zampillo
pur divenendo rio: su 'l rio passeggiava mia madre
florida ancor ne gli anni, traendosi un pargolo a mano
cui per le spalle bianche splendevano i riccioli d'oro.
Andava il fanciulletto con piccolo passo di gloria,
superbo de l'amore materno, percosso nel core
da quella festa immensa che l'alma natura intonava.
Però che le campane sonavano su da 'l castello
annunziando Cristo tornante dimane a' suoi cieli;
e su le cime e al piano, per l'aure, pe' rami, per l'acque,
correa la melodia spiritale di primavera;
ed i peschi ed i meli tutti eran fior' bianchi e vermigli,
e fior' gialli e turchini ridea tutta l'erba al di sotto,
ed il trifoglio rosso vestiva i declivii de' prati,
e molli d'auree ginestre si paravano i colli,
e un'aura dolce movendo quei fiori e gli odori
veniva giú dal mare; nel mar quattro candide vele
andavano andavano cullandosi lente nel sole,
che mare e terra e cielo sfolgorante circonfondeva.
La giovine madre guardava beata nel sole.
Io guardava la madre, guardava pensoso il fratello,
questo che or giace lungi su 'l poggio d'Arno fiorito,
quella che dorme presso ne l'erma solenne Certosa;
pensoso e dubitoso s'ancora ei spirassero l'aure
o ritornasser pii del dolor mio da una plaga
ove tra note forme rivivono gli anni felici.
Passar le care imagini, disparvero lievi co 'l sonno.
Lauretta empieva intanto di gioia canora le stanze,
Bice china al telaio seguía cheta l'opra de l'ago.

Giosuè Carducci (da Odi barbare)

Il sogno avviene d'estate ma il paesaggio è quello primaverile, il colore quello dei fiori di campo, l'atmosfera quella di Pasqua. Più attuale di così!

mercoledì 8 aprile 2009

Il giornalismo...

"Il giornalismo non è un mestiere che consenta un tempo libero autonomo rispetto alla professione. Richiede una vocazione. Se quella vocazione non c'è, inutile provarci.
Vocazione al giornalismo vuol dire voglia e capacità di entrare nelle vita degli altri, per raccontarli coglendoli in tutte le loro posture, quelle gradevoli e quelle inquietanti, innocue o criminose, normali o devianti. Vocazione ad invadere la vita degli altri, a cominciare da quelli che esercitano un potere. Perciò il giornalismo è anche un contropotere e come tale detiene un intenso potere di controllo. Questa è la ragione che rende la libertà di stampa necessaria alla democrazia e tutelata dalle costituzioni democratiche, una patente di nobiltà che però non ne modifica l'essenza: invadere la vita altrui."
Da "L'uomo che non credeva in Dio" di Eugenio Scalfari - Einaudi

"L'unico consiglio che mi sento di dare – e che regolarmente do – ai giovani è questo: combattete per quello in cui credete. Perderete, come le ho perse io, tutte le battaglie. Ma solo una potrete vincerne. Quella che s'ingaggia ogni mattina, davanti allo specchio."
Indro Montanelli

"Credo che per fare del buon giornalismo si debba innanzitutto essere degli uomini buoni. I cattivi non possono essere buoni giornalisti. Solo l'uomo buono cerca di comprendere gli altri, le loro intenzioni, la loro fede, i loro interessi e le loro tragedie."
Ryszard Kapuscinski

Mi piace molto quest'ultima affermazione. Anche secondo me il buon giornalista deve essere innanzitutto un uomo buono. Se non è un uomo buono, egli non saprà mai rispettare il dolore degli altri, non sarà mai capace di fermarsi di fronte al pianto ed alla disperazione del prossimo, sarà piuttosto simile ad uno sciacallo cinico e senza scrupoli che si aggira avido e ingordo sulle macerie di una città distrutta.

lunedì 6 aprile 2009

Una preghiera per le vittime del terremoto

Siamo un paese fragilissimo. Che Dio ci aiuti ed accolga nel Suo grembo le vittime incolpevoli di questo nuovo disastro!

domenica 5 aprile 2009

La domenica delle palme

La cosiddetta domenica delle palme rievoca per unanime tradizione l'ingresso di Gesù a Gerusalemme prima della Pasqua. Ma - secondo alcuni autori - si sarebbe trattato di un ingresso nella città avvenuto con maggiore probabilità nell'autunno precedente e, precisamente, in occasione della festività ebraica delle Capanne (Sukkoth) che era festa di gioia, festa dei prodotti della terra e del vino e che - come la Pasqua e la festa delle settimane (Shavuoth) - obbligava i pii ebrei ad uno dei tre pellegrinaggi annuali a Gerusalemme.
Elemento importante di Sukkoth era il Lulav (palma), mazzo di rami formato da un ramo di palma, tre di mirto, due di salice e un cedro.
Anche secondo il mio modesto parere le circostanze dell'ingresso festoso a Gerusalemme, che i vangeli sinottici e la chiesa collocano simbolicamente in stretta correlazione con la Pasqua, andrebbe in realtà anticipato di qualche mese, all'inizio dell'autunno precedente e ciò in coincidenza del pellegrinaggio nella città santa per la festa delle Capanne: questa e non la Pasqua era infatti caratterizzata da un singolare rito - prescritto dal Levitico - secondo cui le palme dovevano essere prese nella mano destra ed agitate per tre volte verso i quattro punti cardinali, verso l'alto e verso il basso.

sabato 4 aprile 2009

E' dentro di noi un fanciullino...

L'infanzia è una stagione fatata. La sola di tutta una vita che non finisce mai e t'accompagna fino all'ultimo respiro.
Anche i ricordi dell'infanzia ti seguono negli anni, sono gli ultimi ad annebbiarsi e quando le cellule che presidiano la memoria sentono già il logorio del tempo, il gocciolio del tempo che cade dalla gronda del cielo sui tuoi pensieri ormai svagati e sconnessi, il fanciullino che è rimasto in te ancora ti invia segnali, segnali di riso e di pianto, di gioco e di malinconia.

Da "L'uomo che non credeva in Dio" di Eugenio Scalfari - Einaudi

giovedì 2 aprile 2009

La supervalutazione dell'ego


Da "Belin, sei sicuro? Storia e canzoni di Fabrizio De André" di Riccardo Bertoncelli, Giunti Editore
da Fabrizio De André:
"Ogni artista crede sempre di valere più di quello per cui è apprezzato. "
Ma non solo l'artista, aggiungo io...

mercoledì 1 aprile 2009

Sine titulo

Da "L''ha ucciso lei"di Tahar Ben Jelloun, edizioni Einaudi

"La povertà, l''insicurezza e la promiscuità non lasciano spazio al dialogo e alla tolleranza. La gente esasperata perde ogni controllo".

(pag.7)