lunedì 15 dicembre 2008

Parole di fuoco

Lecce - Piazza Duomo e Palazzo Vescovile
Giacomo 5, 1 - 6

1 A voi ora, o ricchi! Piangete e urlate per le calamità che stanno per venirvi addosso! 2 Le vostre ricchezze sono marcite e le vostre vesti sono tarlate. 3 Il vostro oro e il vostro argento sono arrugginiti, e la loro ruggine sarà una testimonianza contro di voi e divorerà le vostre carni come un fuoco. Avete accumulato tesori negli ultimi giorni. 4 Ecco, il salario da voi frodato ai lavoratori che hanno mietuto i vostri campi, grida; e le grida di quelli che hanno mietuto sono giunte agli orecchi del Signore degli eserciti. 5 Sulla terra siete vissuti sfarzosamente e nelle baldorie sfrenate; avete impinguato i vostri cuori in tempo di strage. 6 Avete condannato, avete ucciso il giusto. Egli non vi oppone resistenza.

I ricchi e le loro ricchezze non potevano subire condanna più dura!

11 commenti:

FolleRumba ha detto...

ciao,
ti ho aggiunto ai miei siti amici

grazie
ciao
follerumba

evergreen ha detto...

Grazie a te!

Gennaro ha detto...

Di solito la gente è infastidita da quei passi della Bibbia che non comprende, mentre i passi che infastidiscono me sono quelli che comprendo (Mark Twain).

Pipoca ha detto...

a be', allora anche il Papa avrebbe da tremar parecchio, ma non mi sembra.
del resto si potrebbe opinionare che anche il povero oggi per certi comportamenti si può equiparare al ricco. male, mi dirai, doppia colpa del ricco, quando conduce anche il povero, per necessità, a macchiarsi delle sue stesse colpe.

ma tra tutto 'sto gran ciarlare di beni e ricchezze, spesso finiamo per attribuire valori sbagliati alle cose.

tutto ciò però ad un livello, ma su un piano concreto, benché sì, si debba sperare, campare, pregare etc.etc. per un qualcosa che arriverà chissà quando, a me, ora, nel mio presente, il solo pensiero di vedere qualcuno che soffre per la cupidigia di un altro (mi si passi i termini) mi girare di molto le palle.

Pipoca ha detto...

mi viene in mente un'altra riflessione.

che una persona potrebbe anche dire: Be' ma non spetta a te giudicare, né far giustizia!
Sì, è vero, ma confidare nelle parolette di qualcun altro e non far niente, mentre accanto soffre qualcuno, per me sarebbe come quel tale che se ne lavò le mani.

***

Ma in fin dei conti, c'è qualcosa che ci può risollevare il morale: l'economia italiana, solo per far un esempio locale, oramai permette a ben pochi la ricchezza; la maggior parte degli italiani è bell'e che sistemata (spiritualmente s'intende) che la ricchezza oramai se la sogna, se ha tempo.
che stai a vedere, verrà fuori che ai banchieri a questo giro gli metteranno pure l'aureola ed il cero in mano e finirà che ci faranno bere la storia che
loro son la salvezza dell'umanità, perché tenendoci nella povertà più nera ci han salvato dall'inferno ed i suoi tarli.

Peppe ha detto...

Parole molto attuali!

lellofieramosca ha detto...

A me non mi viene di giudicare il ricco,se questo è diventato tale dopo aver fatto parecchi sacrifici.
Giudico il ricco che non si ricorda di essere stato povero.

evergreen ha detto...

Per Gennaro: bellissima la citazione di Mark Twain. Grazie!

evergreen ha detto...

Per Peppe: sono parole attualissime. Nella lettera di Giacomo ci sono altri brani che riguardano il comportamento che la Chiesa dovrebbe tenere verso i poveri e che meritano ugualmente di essere riproposti. Mi pare di averlo già fatto ma penso che lo rifarò...forse anche domani. Buona serata, Cavaliere!

evergreen ha detto...

Per Lello: secondo la morale calvinista la ricchezza è un segno della benedizione di Dio. Più uno è ricco più grande è la benedizione divina. Io non condanno il ricco in quanto tale ma non sopporto che le immense risorse della terra debbano essere appannaggio di un'esigua minoranza dell'umanità nelle cui mani risiede la maggior parte dela ricchezza mondiale mentre la maggior parte degli uomini viene ad essere privata anche del suo miserabile tozzo di pane quotidiano. Buona serata, caro Lello!

evergreen ha detto...

Sagace e arguta Pipoca, grazie delle visite sempre proficue e istruttive per me. Certo che il Papa avrebbe da temere e non poco! Al posto suo sarei molto preoccupato... E poi sai cosa mi suggerisce la tua ultima considerazione sui banchieri e le loro aureole prossime venture? Che proprio questo è lo scopo di tutto l'ambaradan delle costruzioni teologiche di questo basso mondo: far credere ai poveri cristi in terra che per loro esiste un paradiso speciale nel cielo; che più soffrono oggi più meriti acquistano per il domani. La funzione principale della religione è esattamente quella di tenere sedata l'indignazione delle coscienze, di esercitare un controllo cinico ma molto efficace sulle masse che altrimenti potrebbero pericolosamente tumultuare e rivoltarsi contro un potere ingiusto e vorace. Questa arbitraria trasformazione del destino ultraterreno dell'uomo in una gioiosa lotteria a premi o in una crudele fabbrica di castighi a seconda del bene o del male commesso, questi giochi poco puliti con l'aldilà, questo cinico terrorismo psicologico praticato da subito sulla tenera coscienza di un bambino, sono mezzi potentissimi per l'asservimento quasi totale dell'umanità. Non per nulla la religione è spesso diventata "di Stato" quasi che l'una fosse necessaria a puntellare l'altro e l'esistenza dell'uno fosse funzionale a quella dell'altra. Il sacerdote si è trasformato in re e viceversa.
La vera religione è quella del cuore. Di un cuore limpido e puro. La vera religione è quella interiore, quella che ti consente di rimanere incantato contemplando la vastità e l'armonia del creato, quella che ti consente di entrare in completa sintonia con la dolcezza della vita e della natura quella che ti lega intimamente all'essenza divina che è in tutti, senza ricorrere a costosi e interessati intermediari.