lunedì 29 dicembre 2008

Il lavoro...

"Il lavoro è l'amore rivelato.
Se non potete lavorare con amore
ma soltanto con disgusto,
abbandonate il vostro lavoro
per sedervi alle porte del tempio
e ricevere le elemosine di coloro
che operano nella gioia".


Con questi perentori e brucianti versi di K. Gibran auguro ai miei ventitré lettori (accipicchia tra poco raggiungo addirittura quelli di don Lisander!) la gioia e la felicità che ciascuno di essi merita.

7 commenti:

Peppe ha detto...

E' veramente un bel augurio! Grazie.

progvolution ha detto...

Grazie per i versi stupendi.
Anche se non so se avrò mai il coraggio richiesto dal poeta...
Sussurri obliqui

XPX ha detto...

Grazie: contraccambio ^__^

Farfallaleggera ha detto...

Magari si potesse fare...Io credo che sarei la prima e chissà quanti mi seguirebbero. Cmq se devo essere sincera il lavoro che faccio a me piace, solo che vorrei andarmene in pensione per godermi la vita.
Buon Anno caro amico giò

stella ha detto...

Pardon,ne hai dimenticata una...

Prendo lo stesso gli auguri e li ricambio di cuore!

Pipoca ha detto...

Ciao Ever. Buongiorno.

e come dire, sì! in fin dei conti ognuno di noi ha qualcosa di insuperabile, qualcosa che sa fare magistralmente e che ama ed è quello che dovrebbe trasformare nel proprio lavoro.

che dire! con me, hai colto nel segno.
amo il mio lavoro e se non lo amassi o me lo dovessero togliere, andrei alle porte del tempio, che poi significherebbe partire alla ventura!

Permangono le difficoltà del caso (il precariato) che mi fa vivere con l'amarezza in gola, che mi fa assaporare ancora di più la bellezza quel diritto che è il diritto al lavoro e che di fatto spesso ci viene negato per la degenerata situazione economica.
un diritto che diventa un miraggio!
che tristezza e che dolore.
dipingiamo il lavoro sempre come qualcosa di terribile, ma forse è perché non ne abbiamo capito bene il valore:
fare ciò che amiamo di più,
fare ciò che più si adatta alla nostra personalità.

se tutti avessimo questa capacità...
o questa possibilità...non saremmo sulla terra.

sono contenta però che con la crisi economica che c'è, si paventi la possibilità di tornare ad una dimensione più umana del lavoro, all'artigiano che impregna di amore gli oggetti a discapito della globalizzazione e le corporazioni/multinazionali.

Ti lascio questa frase più che famosa:
...rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori...

è, tra le altre, in un articolo di un economista che apprezzo tantissimo (e che ho anche conosciuto in occasione di incontri sull'attuale situazione finanziaria, una persona che pare goda di luce propria!)
l'articolo è Riprendersi l'anima in www.disinformazione.it
se ti va, fammi sapere che ne pensi

Un abbraccio e un buon augurio immenso per tutto!

p.s. questo è un argomento interessantissimo, su cui ci sarebbe da riflettere molto.

Dual ha detto...

Un saluto ed un augurio di un felice anno nuovo!