domenica 18 maggio 2008

Con perpetuo moto incalzandosi.....


"Gare di parte, personali rancori,
ire di umani interessi, sociali differenze
su questa soglia giammai rivalicata abbandonando,
le generazioni di un Popolo
che ha comuni Patria, gloria, altari, gioie, dolori,
con perpetuo moto incalzandosi,
vengono in questo sacro recinto
a confondersi nella suprema uguaglianza
di una fossa dal tempo e dalla morte santificata".
(Iscrizione marmorea posta all'ingresso del cimitero di Corato)

4 commenti:

Octuagenario ha detto...

Chi è Ever, un poeta coratino?
Te lo chiedo perché l'iscrizione davanti al cimitero di Andria è stata composta da Pasquale Cafaro, che è stato il più illustre poeta della città.
Curioso che dopo il Novecento per un uomo di lettere l'unico impegno veramente ben remunerato (dal comune) fosse di mettere giù quattro versi per le anime dei morti...

scusa se dissacro :) In realtà questi versi sono molto belli.

evergreen ha detto...

Non conosco l'autore di questa ariosa iscrizione. La lapide non lo riporta. Certamente doveva essere un capace uomo di lettere, un erudito che sapeva scegliere e collocare al posto giusto le parole, uno scrittore che, avendo ben presente il concetto, sapeva rappresentarlo come si conviene....della serie "rem tene, verba sequentur". Un cordiale saluto.

Octuagenario ha detto...

Saluti a te, caro compagno di sventura :D
(la vecchiaia)...

evergreen ha detto...

Coraggio, nobile amico! Ogni età ha il suo fascino. E la nostra non è ancora da buttare del tutto!!!!