giovedì 16 ottobre 2008

Parole sublimi

La donna adultera (Gv 8, 1-11)

1 Gesù andò al monte degli Ulivi. 2 All'alba tornò nel tempio, e tutto il popolo andò da lui; ed egli, sedutosi, li istruiva. 3 Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna còlta in adulterio; e, fattala stare inmezzo, 4 gli dissero: «Maestro, questa donna è stata còlta in flagrante adulterio. 5 Or Mosè, nella legge, ci ha comandato di lapidare tali donne; tu che ne dici?» 6 Dicevano questo per metterlo alla prova, per poterlo accusare. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere con il dito in terra. 7 E, siccome continuavano a interrogarlo, egli, alzato il capo, disse loro: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei». 8 E, chinatosi di nuovo, scriveva in terra. 9 Essi, udito ciò, e accusati dalla loro coscienza, uscirono a uno a uno, cominciando dai più vecchi fino agli ultimi; e Gesù fu lasciato solo con la donna che stava là in mezzo. 10 Gesù, alzatosi e non vedendo altri che la donna, le disse: «Donna, dove sono quei tuoi accusatori? Nessuno ti ha condannata?» 11 Ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù le disse: «Neppure io ti condanno; va'e non peccare più».

La tolleranza, il rispetto della persona, l'emancipazione femminile devono molto a questo memorabile colloquio di Gesù con la donna "peccatrice". Due mentalità sono a confronto: quella reazionaria e oppressiva e quella della libertà e della comprensione. Se quest'ultima ha iniziato a farsi faticosamente strada in un mondo che ancora non riesce a liberarsi dai lacci della violenza, dalle tentazioni della facile condanna, dai pregiudizi di ogni tipo, lo si deve in gran parte a queste sublimi parole.

4 commenti:

Octuagenario ha detto...

Ever, permettimi di dissentire, per una volta dalla tua intepretazione :D

secondo me Gesù esprime comprensione sì, ma non libertà. Quella ce la diamo da soli quando non abbiamo la forza di seguire certe prescrizioni connesse inscindibilmente al nostro credo.

evergreen ha detto...

La libertà di ciascuno o la libertà di un intero popolo è il frutto (per ora ancora acerbo) della comprensione degli uni verso gli altri e quindi l'una non può fare a meno dell'altra!!

Octuagenario ha detto...

Si, ma si propone anche un problema di "estensione" della libertà, mi pare. Mi pare che anche Gesù ponesse comunque dei paletti nella sua morale.

lellofieramosca ha detto...

il fatto è che la tolleranza e' una virtu' pesonale.
la mia tolleranza e' diversa da quella di un altro.
ricordiamoci che un popolo,il piu' delle volte,e' guidato da un lider.
questo è pur sempre una sola persona,con il suo concetto di tolleranza.