A me dispiace che un Papa come Francesco, intrepido e passionale annunciatore del Vangelo, un Pontefice che personalmente ho amato molto e che ho considerato un vero dono di Dio alla Chiesa e al mondo, venga considerato anche da morto un usurpatore del trono di Pietro, un eretico, un traditore dell’ortodossia, un vuoto parolaio, un populista, un perfido ingannatore, un cinico antiCristo e tanto altro ancora.
In tale denigratorio contesto, la fitta schiera dei detrattori di Francesco, con evidente malevolo retro pensiero, non smette tuttavia di tessere le lodi del nuovo Papa americano che, nelle loro intenzioni, metterà finalmente in soffitta un Pontificato sciagurato e sciatto che ha avuto il torto di aver svuotato le chiese, che ha benedetto quello che non doveva benedire, che ha avuto la colpa di predicare la misericordia erga omnes, che ha avuto l’ardire di ridimensionare la proprietà privata, che ha condannato senza indugio la ferocia delle guerre e il cinismo dei mercanti di armi, che non ha mai cessato di difendere poveri, emarginati, migranti e che ha infine avuto il coraggio temerario di testimoniare con uno stile di vita semplice la fedeltà agli imperiosi doveri di sobrietà richiesti a qualsiasi cristiano.
Tutto questo è desolante e dimostra ancora una volta che i figli delle tenebre tentano con ogni mezzo, lecito e illecito, di avere il sopravvento sui figli della luce.
Sono sicuro che Papa Leone saprà difendersi da par suo dalle insidie di questi subdoli lodatori, i quali - nella pratica quotidiana -, pur professandosi cristiani, non mi pare che siano mai stati capaci di riconoscere nel povero, nel migrante, nell’affamato, nell’assetato, nel perseguitato il volto stesso di Dio.
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