sabato 28 novembre 2009

Angelina Lo Dico

Ieri sera, nel corso della telefonata serale di mia madre (che ricorda anche di averla vista), mi sono imbattuto casualmente e per la prima volta in questo straordinario personaggio, questa giovane donna vissuta negli anni venti a Tinchi, una contrada poco distante dal mio paese natale. La sua abnegazione, il suo altruismo, il suo amore per gli ultimi appartengono ad altri tempi e ad altre culture. Ma sarebbe un vero peccato abbandonare nel dimenticatoio il ricordo di un'eccezionale testimonianza cristiana come questa.

mercoledì 25 novembre 2009

La vera discontinuità

Anche io ho un sogno.
Sogno una classe politica profondamente diversa dall'attuale. Vorrei che chi mi rappresenta fosse lungimirante, preparato e competente. Vorrei che chi mi rappresenta fosse onesto, coerente e leale. Vorrei che chi mi rappresenta difendesse i diritti dei cittadini, specie di quelli più bisognosi e non le bizze dei capi-partito. Vorrei soprattutto che chi mi rappresenta facesse a meno di auto blu, che si accontentasse di emolumenti normali e non scandalosi come quelli di questo signore, e mettese definitivamente al bando tutti i privilegi noti e non noti che una casta senza scrupoli e senza pudore si è ritagliata nel tempo.
E' arrivato il momento di dare un forte segnale di discontinuità.
Ed il segnale più convincente per il cittadino elettore sarebbe secondo me quello di una ritrovata sobrietà ed austerità nei comportamenti di tutti i politici, a cominciare dalla massima carica istituzionale per finire all'ultimo deputato o consigliere regionale, provinciale e comunale.
Destra, sinistra o centro non contano. L'importante a questo punto e di questi tempi è dare questo segnale in nome di una politica che sappia essere finalmente al servizio del Paese.
Chi saprà darlo avra il mio voto e la mia fiducia.
In caso contrario non voterò più per nessuno. Non mi va di diventare complice di questo imperante malcostume che attraversa purtroppo tutti i partiti.

domenica 15 novembre 2009

Segreti di Stato


"Cosa sono le vite di cinque pescatori di Molfetta di fronte al bene supremo dell'Alleanza Atlantica da preservare ad ogni costo? Scheletri in fondo al mare. E che lì rimangano per sempre".
(Dall'introduzione di Andrea Purgatori al libro di Gianni Lannes "NATO: colpito e affondato" - La tragedia insabbiata del Francesco Padre)

Aria di natale

Siamo già in piena atmosfera natalizia.

Processi brevi

La legge sulla prescrizione breve lede il principio di legalità (art 25 Cost) e di eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge (art 3 Cost). Essa non accelera i tempi del processo, ma avvantaggia i delinquenti più pericolosi e punisce i più deboli. (Dalle Note su Facebook di Ferdinando Imposimato).

sabato 14 novembre 2009

Elogio del peperoncino


Il peperoncino non solo è buono e fa bene al cuore ma fa anche festa sul mio balcone.

Traduzione dal latino

Silvius Berlusconi ante iudices vocabitur

Tribunal Italicum, cuius munus est de legum communium congruentia cum lege suprema iudicare, sollemniter constituit legem nomine ministri Alfano appellatam, qua quattuor summi magistratus ante iudices per totum mandatum deferri non possint, legi supremae incongruam esse. Quare Silvius Berlusconi, minister primarius Italorum, in ius vocabitur corruptelae, fraudis et adulterationis accusatus: qui se dixit minime magistratu se abdicaturum esse et iudices et rei publicae praesidentem accusavit, quod sinistrae parti faveant.

Silvio Berlusconi dovrà rispondere in giudizio

La Corte Costituzionale Italiana, che ha il compito di pronunciarsi sulla costuzionalità/incostituzionalità delle leggi, ha solennemente dichiarata incostituzionale la legge Alfano, in virtu della quale le quattro più alte cariche dello Stato non possono essere giudicate per l'intera durata del (loro) mandato. Per questo Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio dei Ministri italiano, sarà chiamato a rispondere (dei reati) di corruzione, di frode e falso (in bilancio): ma egli ha detto che non si dimetterà affatto ed (anzi) ha accusato i giudici ed il presidente (della Repubblica) perché orientati a (favorire la) sinistra (alias sono comunisti).

lunedì 2 novembre 2009

La radice ebraica del cristianesimo è anche il suo limite.

Nelle vicende del cristianesimo è accaduto né più né meno quel che da sempre si verifica in natura: innestare un ramo di una pianta su un albero di diversa specie presenta dei rischi. L'attecchimento è infatti tanto più difficile quanto meno simili all’albero originario sono le specie su di esso innestate.
Non v’è chi non veda che la "buona novella" è lontana anni luce dall’ebraismo, che pure ne costituisce la matrice: nell’ebraismo prevaleva pesantemente la forma; nella visione cristiana del mondo la sostanza e la semplicità di un cuore sincero; nell’uno la facevano da padrone i riti, i sacrifici, le regole, le decime; nell’altro veniva predicata la libertà impagabile dei veri adoratori del Padre; nella Torah assumeva un ruolo fondamentale la lettera; nell'insegnamento del Galileo lo spirito della legge; tra i figli di Abramo vigeva il barbaro contrappasso del taglione; tra i seguaci di Cristo il comandamento divino dell’Amore.
Come si vede due mondi agli antipodi, due visioni del mondo difficilmente conciliabili. Ci fu tuttavia chi - come Paolo di Tarso - da subito volle operare una sintesi tra i due mondi e decise di farli convivere ed unificarli nella medesima, formale esaltazione del Tempio e del rituale ad esso legato. La conseguenza di questa scelta è stata disastrosa: la forza ed il vigore del "Verbo" si sono di gran lunga attenuati, si è miseramente annacquato l'annuncio evangelico, si è in parte svuotato il significato di autentica novità che esso conteneva, si è di molto appannata la luce del messaggio cristiano, messaggio folgorante e veramente rivoluzionario sul suo nascere ma ben presto soffocato, mortificato ed appiattito dai nuovi farisei sugli stessi formalismi e sugli stessi riti dell’ebraismo.
Per questa ragione, dopo 2000 anni da quell'incredibile annuncio, il mondo non riesce ancora a far lievitare il vangelo. Per questa ragione è rimasta frenata la forza dirompente delle beatutudini. Per questa ragione l'ingiustizia regna sovrana e le evidenti diseguaglianze sociali sono ancora oggi ben lontane dall'essere abbattute. Ed è ancora per questa ragione che l'umanità continua a vivere sotto la pesante, invasiva schiavitù delle norme e delle leggi che uccidono la libertà dei figli di Dio.

Brigitte Bardot

Un autentico mito dei miei anni giovanili. La bellezza aggressiva e semiselvaggia della Bardot fece piazza pulita dei canoni di una bellezza melensa, priva di sex-appeal e senza personalità che aveva dettato legge fino ad allora. La Bardot, con la sua prorompente sensualità, divenne subito un simbolo di quei favolosi anni 60, pieni di vita e di novità.