sabato 10 dicembre 2011

Da "Un'utopia conservatrice"...


 "Venuti al mondo come figli illegittimi, senza eredità, senza legami con quelli che ci hanno preceduto, nelle nostre anime non abbiamo nulla degli insegnamenti anteriori alla nostra esistenza attuale... 
Quello che negli altri popoli è istinto, abitudine, noi dobbiamo farcelo entrare in testa a martellate.
I nostri ricordi non vanno più in là di ieri, noi siamo, per così dire, stranieri a noi stessi... 
È la naturale conseguenza di una cultura tutta importata e d'imitazione. Non c'è da noi uno sviluppo interiore, un progresso naturale: le nuove idee spazzano le vecchie, perché non derivano da loro e ci sono piovute addosso da chissà dove. Siccome prendiamo sempre solo idee già elaborate e fissate, nelle nostre intelligenze non si formano quelle tracce incancellabili che un movimento di idee senza soluzione di continuità imprime negli spiriti facendone la forza. 
Cresciamo ma non maturiamo, procediamo, ma in senso obliquo, in una direzione che non porta alla meta... Soli, sulla terra, non abbiamo dato al mondo nulla, non gli abbiamo insegnato nulla, non abbiamo contribuito per nulla al progresso dello spirito umano, anzi abbiamo snaturato quanto abbiamo ottenuto dal progresso degli altri..."  
Piotr Caadaev, Lettere filosofiche, 1829 (tratto da "Un'utopia conservatrice" di Andrej Waliki, Einaudi editore)  

La ragione per cui il mondo va avanti così lentamente, con grande affanno, senza apprezzabili e duraturi risultati in nessun campo, è tutta in questo pensiero.

3 commenti:

evergreen ha detto...

Certe idee non ci entrano in testa nemmeno a martellate...

evergreen ha detto...

Forse dovremo cambiare testa:-))

evergreen ha detto...

Ed è proprio per questo motivo che l'umanità procede come il gambero: un passo avanti e due indietro!