giovedì 6 maggio 2010

Solidarietà alla nazione greca!

Dedico questo post con tutto il rispetto e con tutto l'amore ad una grande nazione e a un popolo al quale tutti dobbiamo qualcosa. La bellezza è la bellezza greca, la filosofia è greca, la lingua della buona novella è greca e, purtroppo, anche la tragedia è greca.
Lo faccio con tutta l'indignazione possibile per chi gioca da sempre sulla pelle dei poveri in Grecia e dappertutto.

8 commenti:

Ernest ha detto...

una tragedia che i nostri politici stanno togliendo dalla loro agenda...
un saluto

evergreen ha detto...

I nostri campioni della politica hanno tutto l'interesse ad anestetizzare il Paese distogliendone l'attenzione dai problemi veri. Tra questi anche quello di un'inespugnabile casta che irrita sempre di più per i suoi incredibili privilegi mentre le persone normali pagano sulla propria pelle la crisi economica.

stella ha detto...

Pino quanto mi dispiace per ciò che sta accadendo in Grecia...
E' inammissibile!
Un abbraccio

Tomaso ha detto...

L'Europa ha il diritto e dovere di aiutare ma anche di controllare con severità ciò che avviene in tutti i Stati uniti dell'Europa.
Ti informo che per un mese sarò assente ma ritornerò a farti visita quando ci sarò di nuovo.
un caro saluto
Tomaso

Mayo ha detto...

Ciao Pino =( Se il popolo non ha piu' niente da perdere...I ricchi possono cominciare a farsi il segno della croce...((( AMEN ))) buon week-end mon ami =) ;-) Mayo

evergreen ha detto...

@La rabbia dei poveri è imprevedibile nelle sue conseguenze e nei tempi in cui potrebbe esplodere ma assolutamente necessaria per abbattere l'ingiustizia. Dovrebbero tenerne conto coloro che detengono il potere economico.
Paolo VI, papa troppo presto dimenticato perché sacrificato sull'altare del trionfalismo di marca wojtyliana e oscurato dal culto della personalità riservato al suo successore, ammoniva saggiamente:«Ostinandosi nella loro avarizia, non potranno che suscitare il giudizio di Dio e la collera dei poveri, con conseguenze imprevedibili. Chiudendosi dentro la corazza del proprio egoismo, le civiltà attualmente fiorenti finirebbero con l'attentare ai loro valori più alti, sacrificando la volontà di essere di più alla bramosia di avere di più. E sarebbe da applicare ad essi la parabola dell'uomo ricco, le cui terre avevano dato frutti copiosi e che non sapeva dove mettere al sicuro il suo raccolto: «Dio gli disse: “Insensato, questa notte stessa la tua anima ti sarà ritolta”» (Lc 12,20). (Enciclica Populorum Progressio, del 26 marzo 1967, n. 49)

Mayo ha detto...

Magnifica risposta, non fa una piega il tuo commento Pino =) Condivido totalmente questo tuo modo di pensare ;-) merci mon ami =) ti auguro una buona giornata Pino =)ciao ;-) Mayo

evergreen ha detto...

Sempre generoso, caro Mayo! Ti auguro un buon WE, ottimo amico italo-francese...