mercoledì 31 ottobre 2012

Bertinotti, Fini e la Signora di Gela


Ecco tre storielle che hanno per protagonisti Bertinotti, Fini ed una Signora di Gela.

Comincio da quest'ultima.
Era una donna di circa 65-70 anni. Di lei non conoscevo nulla. Forse era vedova ed abitava al piano rialzato di un vechio stabile popolare di Gela.
Il mio reparto ed io ci trovavamo in quella città della provincia di Caltanissetta per i "Vespri Siciliani", operazione concepita per contrastare il fenomeno mafioso e durata parecchi anni senza tuttavia sortire gli effetti desiderati
I soldati - allora tutti di leva - erano adibiti al controllo del territorio ed incaricati della vigilanza continua di alcuni "siti" (in genere abitazioni di persone a rischio come magistrati, pentiti, personalità politiche, religiose, ecc.). 
Uno di questi "siti" era vicino alla casa di quell'anziana Signora che ebbe la costanza quasi eroica di compiere un amorevole rito per chissà quanto tempo: per tutti e due i mesi del nostro impiego a Gela, certamente ancora prima di noi e, successivamente, anche durante la permanenza degli altri reparti alternatisi in quel settore, la Signora si alzava puntualmente alle 4 o 5 di mattina, preparava due tazzine di caffé caldo e, con un sorriso, le porgeva dal davanzale della sua finestra ai soldati di quel turno di guardia.
Sarebbe stato più giusto attendersi quelle quotidiane attenzioni dal palazzo accanto dove, cioè, abitava il diretto beneficiario del servizio di vigilanza prestato dai due militari. E invece no! 
Se ne occupò silenziosamente, cristianamente, umanamente, maternamente, in modo del tutto disinteressato, quella meravigliosa  Signora di Gela di cui non ho mai saputo nemmeno il nome.

Continuo con l'On. Fini.
Qualche anno fa venne a casa nostra, per salutare mio figlio, un suo ex commilitone che aveva frequentato, insieme con lui, il corso per carabinieri ausiliari a Benevento e poi era stato assegnato al battaglione mobile di Roma.
Durante il pranzo il giovane amico di mio figlio mi raccontò che nella Capitale i carabinieri ausiliari venivano solitamente impiegati per la vigilanza alle sedi centrali dei vari partiti.
A lui era spesso toccato di fare questo servizio sia presso la sede di Alleanza Nazionale sia presso la sede di Rifondazione Comunista.
L'On. Fini - mi raccontava -, entrando nel palazzo, scambiava volentieri qualche battuta con i giovani militari dell'Arma e li invitava spesso alla bouvette offrendo loro caffé e cornetto per la colazione del mattino.

Finisco con Bertinotti (ometto l'Onorevole).
L'amico di mio figlio - continuando i suoi racconti "romani" - mi diceva ancora che Bertinotti, a differenza di Fini, non solo non degnava di un saluto i carabinieri di guardia alla sede centrale del suo partito ma - senza alcuna indulgenza - era pronto a segnalare al Comando Generale le mancanze, anche le più veniali, dei giovani ausiliari (ad es. se qualche busta di plastica dei sacchetti viveri oppure una bottiglia d'acqua vuota venivano lasciate distrattamente o per la fretta sul posto).
Da uno che - a parole - si faceva passare per paladino dei lavoratori e della classe operaia mi sarei francamente aspettato un comportamento assai diverso e molto più comprensivo nei riguardi di giovani di leva.

E, poiché credo più ai fatti che alle parole, ritengo che a Bertinotti si possa tranquillamente assegnare uno zero spaccato (come si diceva una volta a scuola), un 9 pieno all'On. Fini ed un bel 10 alla Signora di Gela.

venerdì 26 ottobre 2012

Il solito inganno delle parole

 

Ieri l'ennesima vittima delle cosiddette missioni di pace: la cinquantaduesima da quando l'Italia ha deciso di inviare i propri soldati nel teatro afgano.
La pace in tutto questo discorso non c'entra un fico secco.
La nostra partecipazione a queste missioni cosiddette di pace non è che un'arrendevole adesione ai voleri di una dissennata classe dirigente, che dall'altra parte dell'oceano vuole "esportare" la cosiddetta democrazia a colpi di bombe e di invasioni armate.
Il conseguente bilancio di distruzioni e di morti è sotto gli occhi di tutti. 
Seguire gli americani in tutto quello che decidono di fare non fa certo onore a chi - come noi - continua a pagare un pesante tributo di risorse e di sangue nella tenue speranza di raccattare briciole dalla spartizione delle spoglie.
Si vede che i nostri govenanti non hanno mai letto la famosa favola di Fedro che parla di una pericolosa alleanza con il re della foresta.

martedì 23 ottobre 2012

Attenti all'inganno delle parole...

Bertrand Russell
"Acquisire un'immunità alla eloquenza è della massima importanza per i cittadini di una democrazia".
La raccomandazione del filosofo inglese fa il paio con questa considerazione di William Somerset Maugham:
"la generale idiozia dell'umanità è tale che si possono muovere gli uomini a furia di parole".
A giudicare da come sono andate e da come vanno le cose nel nostro Paese, mi sembra più che legittimo temere che gli italiani si faranno prendere ancora una volta per i fondelli dai vari Renzi, Bersani, Grillo, Monti, Casini, Di Pietro, Vendola, Maroni e compagnia cantante...

martedì 16 ottobre 2012

La sensibilità di un Padre della Chiesa


"O Dio, aiutaci ad amare tutte le cose viventi, i nostri piccoli fratelli cui Tu hai dato questa terra come casa insieme a noi. Possa l'uomo rendersi conto che essi non vivono soltanto per lui, ma per sé stessi e per Te, ed amano la dolcezza della vita quanto noi, e Ti servono meglio di quanto facciamo noi."
Basilio, Vescovo di Cesarea

lunedì 15 ottobre 2012

La storia e la Storia

"L'URSS, per le masse popolari di tutto il mondo, era l'esempio vivente che il capitalismo (un sistema sociale basato sul dominio dell'uomo sull'uomo) non era l'unica forma di società possibile ma si poteva tentare di fuoriuscirvi per approdare a un sistema che consentisse finalmente alle classi subordinate di emanciparsi. 
D'altronde gli storici, in massima parte neoliberali (molti ex-comunisti), tendono a demonizzare il "comunismo storico novecentesco" e lo fanno perché per la prima volta nella storia dell'umanità le classi dominate, pur se attraverso la mediazione di gruppi specializzati di rappresentanza sono andate al potere stabilmente, anche se per un periodo relativamente breve (1917-1991). 
Bisogna demonizzare e criminalizzare questo dato perché i dominati non devono nemmeno pensare alla possibilità di riprovarci! 
Una vera vergogna intellettuale, di cui questi servi delle oligarchie dominanti saranno chiamati a rispondere davanti alla storia".

Questo pensiero, così lucidamente espresso da un utente facebook sul profilo di Pietro Ancona, lo condivido pienamente.
Del resto la storia (quella con la s minuscola) è sempre scritta dai vincitori o dai loro incaricati. 
Ieri, oggi, domani.
E nessuno dei vincitori o dei loro pennivendoli ha mai pagato per averla scritta con furbizia travisando spesso la verità.
La Storia (quella con la S maiuscola) tenta di ristabilire la verità molto dopo, quando ormai è troppo tardi per tutti. 
E non sempre ci riesce.

sabato 13 ottobre 2012

Dio non ha bisogno di mediatori interessati...


"Come possiamo supporre che un Dio vivente abbia bisogno di una chiesa? 
Se non può manifestarsi senza una chiesa, la cosa è molto sospetta.
Per me, un Dio simile significherebbe dannatamente poco. 
Vedete, non si tratta di trovare un contenitore: siamo noi il contenitore, siamo noi lo strumento e, se non funzioniamo come tali, non abbiamo spirito." (C. G. Jung)

Sento di essere in perfetta sintonia con questo pensiero del grande psicanalista svizzero.

mercoledì 10 ottobre 2012

L'inferno, se esiste, è vuoto...

Potrebbe mai un padre punire così duramente e stoltamente i propri figli al punto da consentire al suo peggior nemico di seviziarli per sempre?
Dio farebbe né più né meno la stessa cosa se condannasse al fuoco eterno i suoi figli smarriti, consegnandoli - per colmo di sadismo - al Suo nemico per antonomasia che è il demonio.
Così ragionano i testimoni di Geova. Ed io sono d'accordo con loro.
La minaccia delle fiamme eterne non può provenire da Dio ma da quegli abili mistificatori che su Dio e sulle pene ultraterrene hanno costruito da sempre le proprie fortune.
E d'altra parte non è il Cristianesimo ad aver inventato l'inferno o il paradiso. Gli Orfici ed altri ci avevano pensato molto prima.

martedì 9 ottobre 2012

Le parole sono vuote...

Questo grido di dolore di un padre che piange il figlio la dice lunga su quanto alcune parole siano diventate false e blasfeme.
La pace è una di questa.
La vittoria un'altra.
La democrazia, la giustizia, l'eguaglianza altre ancora...

domenica 7 ottobre 2012

Riprendiamo i classici...


Il canto delle sirene incantatrici è ricominciato da qualche giorno e puntualmente tutti sono lì a  promettere mari, monti e monti(bis).
Renzi, patetica edizione toscana di Obama, minaccia di rottamare la vecchia classe dirigente ma non indica l'entità e la durata degli incentivi.
Grillo, menestrello esagitato, urlante, fuor di misura, continua a  mandare a quel paese tutti e tutto con la presunzione di costruire un' Italia a 5 stelle.
Berlusconi, prestidigitatore-illusionista sulla via del pensionamento, studia i trucchi di una palingenetica ma impossibile resurrezione dai morti.
Di Petro attende sornione l'alleato di turno.
Vendola sgrana rosari rossi e snocciola litanie ossessive di una fede politica senza più opere.
Casini è pronto a vendere il solito fumo d'incenso mentre Bersani tenta di preparare un improbabile arrosto misto con contorno di verdure lesse.
Maroni spera di ricompattare il gregge delle pecorelle leghiste smarrite nelle brume del nord ricorrendo al richiamo del vecchio, abusato armamentario padano.
I coristi (cioè tutti gli altri) tentano accordare le loro voci rotte e sgangherate alle tonalità di destra, di centro o di sinistra a seconda della personale convenienza.

Personalmente rileggerò il canto delle sirene e farò come Ulisse.

sabato 6 ottobre 2012

Lo spazio dei ricordi...


La figura di mio padre occupa gran parte dei miei ricordi.

Egli era per me la forza d'animo fatta persona, la laboriosità in carne ed ossa, l'amore dimostrato con i fatti, il sorriso incarnato su un volto dolcissimo.

venerdì 5 ottobre 2012

Grande Prezzolini

 "L'Italiano ha un tale culto per la furbizia, che arriva persino all'ammirazione di chi se ne serve a suo danno". 
Così scriveva Prezzolini ai suoi tempi.
Ho trovato in questa frase la sintesi perfetta di quello che è stato il berlusconismo in questi ultimi 20 anni di storia italiana.
La schiera dei furbi è aumentata a dismisura a danno degli onesti. 
Spero tuttavia  che questi ultimi siano rimasti ancora la maggioranza in questo nostro sfortunato Paese.
Altrimenti è finita!

mercoledì 3 ottobre 2012

Vita, morte e resurrezione

Da "Il manoscritto ritrovato ad Accra" di Paulo Coelho, Edizioni Bompiani

SULLA SCONFITTA (I parte)

Durante l''inverno, una foglia può sentirsi sconfitta dal freddo, quando cade dall''albero? L'albero dice alla foglia: Tu pensi di aver incontrato la morte ma, in realtà, continuerai a vivere in me. È  per il tuo sacrificio che io posso continuare a esistere, a respirare. Ed è anche grazie a te che mi sono sentito amato, giacchè ho potuto ristorare con l'ombra il viandante esausto. La tua linfa scorre nei miei umori: siamo un'unica entità.

Per anni, un uomo si è preparato per scalare la montagna più alta del mondo ma, nel momento in cui deve dare l''assalto alla vetta, scopre che la natura l'ha cancellata con una tempesta: può allora sentirsi sconfitto? Allora l'uomo guarda le nubi e dice alla montagna: Adesso non mi vuoi. Però il tempo inevitabilmente cambierà e io potrò raggiungere la tua cima. Continua ad aspettarmi, ti prego.

Nel ciclo della natura, non esistono né vittoria né sconfitta: esiste solo il moto del cambiamento.

L'inverno lotta per imporre il suo regno ma, alla fine, è costretto ad accettare la vittoria della primavera, che porta fiori e allegrezza.

L'estate cerca di estendere il dominio dei suoi giorni caldi, giacchè è convinta che il calore sia un elemento benefico per le genti. Ma finisce per piegarsi all'arrivo dell''autunno, che regala un meritato riposo alla terra.

La gazzella si nutre di arbusti ma, contemporaneamente, è il cibo del leone.

Non si tratta di una questione di forza o di scaltrezza, bensì del modo in cui la natura ha scelto di mostrarci il ciclo della morte e della resurrezione.

(Pag. 25-26)

martedì 2 ottobre 2012

Basta poco per essere felici...

E impari che il profumo del caffè al mattino è un piccolo rituale di felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve.
E impari che la felicità è fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi. (JL)