lunedì 15 ottobre 2012

La storia e la Storia

"L'URSS, per le masse popolari di tutto il mondo, era l'esempio vivente che il capitalismo (un sistema sociale basato sul dominio dell'uomo sull'uomo) non era l'unica forma di società possibile ma si poteva tentare di fuoriuscirvi per approdare a un sistema che consentisse finalmente alle classi subordinate di emanciparsi. 
D'altronde gli storici, in massima parte neoliberali (molti ex-comunisti), tendono a demonizzare il "comunismo storico novecentesco" e lo fanno perché per la prima volta nella storia dell'umanità le classi dominate, pur se attraverso la mediazione di gruppi specializzati di rappresentanza sono andate al potere stabilmente, anche se per un periodo relativamente breve (1917-1991). 
Bisogna demonizzare e criminalizzare questo dato perché i dominati non devono nemmeno pensare alla possibilità di riprovarci! 
Una vera vergogna intellettuale, di cui questi servi delle oligarchie dominanti saranno chiamati a rispondere davanti alla storia".

Questo pensiero, così lucidamente espresso da un utente facebook sul profilo di Pietro Ancona, lo condivido pienamente.
Del resto la storia (quella con la s minuscola) è sempre scritta dai vincitori o dai loro incaricati. 
Ieri, oggi, domani.
E nessuno dei vincitori o dei loro pennivendoli ha mai pagato per averla scritta con furbizia travisando spesso la verità.
La Storia (quella con la S maiuscola) tenta di ristabilire la verità molto dopo, quando ormai è troppo tardi per tutti. 
E non sempre ci riesce.

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