giovedì 14 giugno 2012

La profonda semplicità dei grandi


Ecco il testo di uno degli ultimi scritti di Nicola Petruzzellis alla vigilia della morte.

Non sarò mai abbastanza riconoscente al mio amico Prof. Antonio Di Palma (che fu suo allievo a Napoli) per avermi fatto apprezzare - parlandone a lungo e con venerazione - il suo Maestro di vita e di pensiero che fu appunto il Prof. Nicola Petruzzellis.
Originario di Trani, insegnò filosofia teoretica prima nell'Università di Bari (1951-'58) e poi in quella di Napoli (dal 1959 in poi). 
Studioso di grande levatura e mente lucidissima, il Petruzzellis fu autore prolifico e si interessò anche di pedagoglia e di storia della filosofia. Moltissimi i libri ed innumerevoli le pubblicazioni di questo filosofo.
Personalità di rara rettitudine e di eccezionale spessore morale, all'epoca delle contestazioni studentesche del '68, che lo coinvolsero direttamente, abbandonò orgogliosamente la cattedra e si ritirò a vita privata, non disdegnando tuttavia di seguire con amorevole cura, presso la propria abitazione, alcuni suoi studenti (tra i quali il Di Palma) nella stesura delle tesi di laurea.
Recentemente, sempre per merito del Prof. Di Palma, sono entrato in possesso di queste ultime pagine scritte dal Petruzzellis.
Un gioiello di sintesi, un compendio essenziale di meditazioni e di riflessioni durate una vita su una figura, quella di Gesù, di vitale importanza per ogni singolo uomo e per l'umanità nel suo complesso.
In una specie di testamento spirituale, il Nostro - come un pittore di grande talento - tratteggia con magistrale rapidità  le relazioni salienti di Gesù con l'uomo visto da molteplici angolazioni.
Ne scaturiscono considerazioni per me bellissime, che ho voluto condividere con i miei cinque lettori.
Una in particolare, quella su Gesù fra i ricchi, mi obbliga certamente a rivedere la mia visione del mondo, forse viziata da un eccesso di pauperismo. 
E infatti non solo i poveri, che rimangono pur sempre i destinatari privilegiati della "buona novella", ma anche i ricchi possono salvarsi, a patto che lo vogliano davvero e che sappiano rinunciare al superfluo per amore del povero.

2 commenti:

Tomaso ha detto...

caro Pino quante belle cose racconti e cose che ignoro, e grazie ate vengo sapere dal tuo blog che mi piace tanto frequentare.
Ciao e buona serata amico.
Tomaso

evergreen ha detto...

Ti ringrazio tanto per la tua semplicità. Sei un GRANDE anche tu, caro Tomaso!