martedì 1 marzo 2011

Una lucida risposta di Don Sciortino


Mia madre, il prossimo mese, compie ottant’anni. Dopo una vita di “buona politica”, come lei dice, oggi si sente tanto amareggiata. Per questo, ha condiviso la manifestazione delle donne a difesa della propria dignità. Lei non ha potuto parteciparvi, ma ha scritto questa lettera alle donne, in vista del prossimo 8 marzo. «Chiudendo la mia vita travagliata mi chiedo, e chiedo, a chi di competenza, di scendere dagli “altari” e guardare da vicino la sofferenza degli operai in lotta per il lavoro, dei pensionati abbandonati negli ospizi, di chi vive con seicento euro al mese. Come non indignarsi degli scandali morali di chi ci governa? A nome di tutte le donne offese nella dignità di madri, mogli e figlie, dico al “Re sole” di lasciare il suo posto. Il popolo italiano crede nel valore della famiglia, dell’uguaglianza e della giustizia. Il mio grido non è di disperazione, ma di speranza verso un nuovo mondo per le generazioni future».
Tomasina P.

La lezione di tua mamma ci fa bene. Soprattutto perché viene da una donna carica di anni e di saggezza. Che se avesse potuto sarebbe stata in prima fila, il 13 febbraio scorso, a manifestare per la difesa della dignità delle donne. Una lezione per tantissime persone, lontane dai problemi che gravano sulle famiglie, sui giovani senza futuro e speranza, sui disoccupati o sugli anziani abbandonati e umiliati a vivere con quattrocento euro al mese. E, allo stesso tempo, assistiamo a sprechi, corruzione e ostentazioni di ricchezza che gridano vendetta agli occhi di Dio. È uno schiaffo ai poveri, a chi fa la fila per un pasto al giorno. A chi risparmia sul riscaldamento perché i soldi non bastano più. Feste e festini sono uno scandalo per un Paese povero che arranca.
Don Sciortino

La risposta di Don Sciortino alla lettera della Signora Tomasina P. è tanto breve quanto esemplare. Non è retorica comunista. Non è artificio letterario. Non è mistificazione della verità. Basta affacciarsi alle mense della Caritas per farsi un'idea di come vengano umiliati e abbandonati i poveri, anche quelli di casa nostra. Non dalla Caritas ovviamente ma da un sistema economico che li spinge sempre di più ai margini della società.
Un cristiano vero non può non sottoscrivere questa breve risposta. Le gerarchie non possono dissociarsene. 
Il Vangelo è dalla parte di chi ha fame e sete di giustizia e non certo dalla parte dei corrotti e degli ostentatori delle ricchezze ingiuste.
Il Vangelo è dalla parte dei poveri e non dei ricchi. 

Bravo Don Sciortino!

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