domenica 28 novembre 2010

Lucida ed obiettiva analisi

Bertrand Russell 
Trovo Facebook uno strumento molto efficace per favorire scambio di opinioni e libera circolazione delle idee. Ecco, ad esempio, come la pensa uno degli amici che su quel social network frequento di più.
Inutile dire che sottoscrivo pienamente il suo pensiero. Lo trascrivo qui di seguito integralmente:
"...quello che io vedo è una civiltà sulla via del tramonto, per usare un eufemismo. Mi pare che la gran massa dei pensanti concordi nell'individuare nei "valori" perseguiti dalla nostra classe dirigente la causa di questo fenomeno. Constato che questa classe dirigente continua a riscuotere il consenso della maggioranza popolare elezione dopo elezione, vergogna dopo vergogna, prevaricazione dopo prevaricazione, in una sorta di sindrome di Stoccolma. Ed ho il forte sospetto -per usare un altro eufemismo- che questa maggioranza lo faccia perché composta da gente che alla dignità, per sè e per i posteri, preferisce la speranza di qualche briciola caduta dal tavolo del potere. Speranza nutrita da ciò che ha sostituito il libero pensiero: i media.
È su questo piatto che io sputo, come Remarque quando scrisse "Non è la mia Patria". E non è il "mio". Non è quello del Rinascimento -come sembri credere- e neanche, con qualche distinguo, quello del Risorgimento. È quello di chi questo retaggio uccide.
Io non predico l'abolizione di partiti (se mai quella del finanziamento obbligatorio di TUTTI i partiti) né la loro demonizzazione; ma l'abolizione di ciò che impedisce al sistema di funzionare secondo le regole che, da che esisto, si sono chiamate "democratiche".
La rivoluzione vera, quella della disperazione e del sangue, quella che la storia ci indica come valvola di sfogo di situazioni come questa, ci è impedita dal consenso artificiale verso il suo logico obiettivo e dall'illusione di vivere che un potere scaltrito ha instillato nella gente.
Io sarò certamente cretino; ma non tanto da incitare, oggi, la gente a spaccare le teste altrui. Non perché sarebbe "brutto" (ogni rivoluzione lo è). Perché sarebbe inutile.
L'unica rivoluzione che io vedo possibile e necessaria, oggi, è quella dell'informazione. 
Ed è quella che cerco di attivare".
A questa sintetica ma esuriente analisi mi permetto solo di aggiungere che oggi è più che mai necessario non farsi irretire dalla propaganda e dal suo assordante tam-tam mediatico ed è quanto mai attuale il severo monito di Russell: «acquisire un'immunità alla eloquenza è della massima importanza per i cittadini di una democrazia.»

7 commenti:

Tomaso ha detto...

Grazie caro Pino che mi hai dato l'opportunità di leggere questo interessante plico, come tu saprai io non ne capisco tanto di politica! ma se questa è la vera democrazia mi domando dove andremo finire. L'analisi è giusta!
CIVILTÀ SULLA VIA DEL TRAMONTO...
Buona serata caro amico,
Tomaso

Lara ha detto...

Ciao Evergreen, sì credo che la tua frase conclusiva, quella citata da Russell, sia veramente la giusta sintesi del post.
Secondo me abbiamo anche un governo davvero inconcepibile, senza opposizione, tutti ... fantocci con smanie di protagonismo.
Ti vorrei segnalare un post di oggi sul blog IDEOLOGIA VERDE scritto da Vincenzo Cucinotta, non so se hai il link, ora io non lo ricordo, ma lo trovi eventualmente sul mio blog.
Mi piacerebbe avere una tua opinione in merito, se non ti secca troppo :)

Per ora ti auguro una buona serata!
Lara

evergreen ha detto...

Caro Tomaso, a volte ti invidio per avere tu la fortuna di vivere in un paese molto più civile del nostro. Da cosa lo deduco? Dalla pulizia esteriore della pulitissima Svizzera che è indizio quasi sicuro anche di pulizia morale.
Noi siamo sommersi dall'immondizia!

evergreen ha detto...

Cara Lara, il mio modesto parere in merito a quanto mi chiedi è che le parole, al pari di tutte le cose ed in particolare delle teorie socio-economiche, sono soggette al logoramento del tempo. Tempus edax! Ogni cosa viene a perdere nel tempo il suo originario valore ed il suo significato. Così oggi è evidente che le vecchie classificazioni di destra, di sinistra, di centro sono ormai vuote di contenuto. Tanto è vero che i programmi politici degli uni e degli altri sembrano essere fatti con il ciclostile. Così è avvenuto anche per la libertà, parola abusatissima e costantemente violentata da tutti gli schieramenti politici e dalle tuttora vigenti teorie economiche. Per sintetizzare: la vecchia bandiera della libertà è sempre più sfilacciata. I tempi sono maturi per la sostituzione del drappo. E questa "nuova" bandiera - se vuole garrire a lungo - non può che rifarsi al grandioso comandamento "nuovo" che partì 20 secoli fa dalle oscure contrade della Palestina e che l'uomo ha sempre volontariamente ignorato: "amatevi gli uni gli altri, come io vi ho amati". In questo senso va correttamente intrepretato anche il passo degli Atti: (4:12) "E in nessun altro è la salvezza; poiché non v'è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad esser salvati". A questo dovrebbero ispirarsi anche le teorie socio-economiche se vogliono salvare (anche quì sulla terra) l'uomo. Teorie socio-economiche diversamente ispirate non potranno che fallire producendo miserie, diseguaglianze e guerre così come purtroppo è accaduto ed accade ancora oggi.
Un caro saluto.

Lara ha detto...

Grazie per la tua bellisssima risposta, Evergreen!
A presto e un abbraccio,
Lara

Liliana ha detto...

Condivido la lettura in tutto e per tutto Giuseppe!
Grazie per averla postata.

Liliana

Anonimo ha detto...

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