lunedì 15 febbraio 2010

Scuole cattoliche e la legge del vangelo

Nel corso di un'interessante trasmissione di ieri sera su RAI3 la preside di una scuola cattolica, che fa capo a Comunione e Liberazione, ha dichiarato in un'intervita che i ragazzi portatori di handicap non sono presenti nel suo istituto e che, così facendo, non si contravviene ad alcuna legge dello Stato non esistendo per le scuole private alcun obbligo di ammettere alunni disabili, i quali - oltretutto - comporterebbero un incremento di spesa dovuto agli emolumenti per l'insegnante di sostegno.
Ma come è possibile che per una scuola cattolica valgano più le leggi dello Stato (tra l'altro assai prodigo di aiuti) e le leggi del profitto puro e semplice e non quelle del precetto cristiano dell'amore?
Non credo che sia in sintonia con il vangelo tenere in piedi esclusive e costosissime scuole private il cui accesso, reso possibile solo alla medio-alta borghesia, è proscritto nel modo più assoluto ai poveri o ai figli degli immigrati.
Non sono forse i poveri i destinatari privilegiati della buona novella?
Finiamola di prenderci in giro. Lo dico da cristiano. Lo dico da persona che ritiene il privilegio un'offesa alla dignità dell'uomo. Lo dico perché credo fermamente nei valori della giustizia e dell'uguaglianza.
Bisognerebbe stare molto attenti a che la "rabbia dei poveri" non arrivi un giorno ad esplodere in modo irreparabile.
Sarebbe troppo tardi per tutti!

5 commenti:

Tomaso ha detto...

Caro Pino questo mi sconcerta, non ho visto RAI tre, dove mi trovo io non la ricevo, posso dire che è una vergogna sentire queste cose, proprio da quelle scuole che dovrebbero dare un esempio umano e segno di carità cristiana, non so dove stanno andando su questo mondo ingiusto e travagliato.
Buona serata caro amico, sono proprio arrabbiato,
Tomaso

stella ha detto...

Incredibile, pazzesco, disumano...!

Mayo ha detto...

Ciao Pino =) (((INFO)))...
In Italia la stragrande maggioranza delle scuole private risulta gestita direttamente da ordini o istituti cattolici o si ispira all’educazione cattolica.
Per chi considera che l'educazione è un compito esclusivo o principale dello stato una legislazione che determina lo stanziamento di fondi pubblici in favore della scuola privata è considerato come un "favore" alla Chiesa cattolica...Visto che e' cosi' =( togliamoci questo (((FAVORE)))Sono sicuro che poi... Una mano divina sapra' guidarli nella carita' cristiana???????? he!he! ;-) Mayo

@enio ha detto...

solitamente quelli di CL dovrebbero interessarsi dei poveri in quanto cristiani... molto strano!

evergreen ha detto...

Sempre durante la stessa trasmissione su RAI 3 la Preside (o la Dirigente come si chiama oggi) di un'altra scuola privata cattolica affermava spudoratamente che nel suo istituto non vengono ammessi i ragazzi di colore o di basso censo anche per evitar loro il disagio di un confronto mortificante con i rampolli delle famiglie ricche e benestanti. Ai miei rempi questa veniva chiamata "carità pelosa". L'amore del prossimo è tutta un'altra cosa...!