mercoledì 25 marzo 2020
lunedì 23 marzo 2020
domenica 15 marzo 2020
martedì 6 marzo 2018
Caporali e generali
Il volto aperto, sorridente e soddisfatto è quello di un giovane deputato appena eletto nel Movimento 5 Stelle.
Si chiama Davide Galantino ed è di Bisceglie (BT).
Perché ho voluto inserirlo nel mio post?
Ho voluto farlo per rendere merito a questo ragazzo che proviene dal mondo con le stellette e per ringraziarlo di una cosa importante.
Provengo anche io da quel mondo e, solo fino a ieri, avevo visto salire nei Palazzi del potere unicamente generali con almeno tre-quattro stelle o, al massimo, qualche baldo sottufficiale.
Mai - che io sappia - un semplice caporal maggiore.
Anche se, a ben ricordare, un precedente illustre c'era già stato: Benito Mussolini era appunto un caporal maggiore dei bersaglieri. Ma quella è tutta un'altra storia.
Oggi saluto con piacere questa possibilità che viene data democraticamente a chiunque abbia la voglia e la passione di fare politica. E, per quanto riguarda i militari, a prescindere dai gradi.
Complimenti dunque al giovanissimo deputato e grazie al Movimento 5 Stelle.
P.S.: vorrei però sommessamente ricordare al neo eletto - se mai mi leggerà - che anche quello della politica, al pari del servizio militare, è un nobile spendersi per gli altri e non un comodo alibi per rincorrere onori, vantaggi e privilegi.
mercoledì 4 ottobre 2017
Montanelli e i generali
Provengo, qualcuno lo sa, dal mondo delle stellette.
È un mondo che per tanti anni è stato il "mio" mondo, un mondo che ho finito per amare profondamente e che mi ha dato la possibilità di venire in contatto con persone di grandi qualità umane. È pur vero che in questo mondo ho spesso incrociato palloni gonfiati, ho avuto a che fare con personaggi affetti da evidenti deliri di onnipotenza ma ho anche conosciuto tanti colleghi con i piedi per terra, leali, onesti, sinceri; ho anche avuto la fortuna di lavorare quasi sempre con gente semplice, concreta e senza grilli per la testa, quali erano in genere i nostri Sottufficiali; ho anche ammirato l'infinita pazienza e l'incredibile generosità di migliaia di giovani di leva, prima che nelle nostre caserme approdasse un esercito di mestieranti e mercenari.
Nel "mio" Esercito i valori dell'esempio, del sacrificio, della dedizione al dovere erano i pilastri sui quali venivano fatti poggiare, più che sul grado, il prestigio e il carisma dell'autorità.
A questi valori sono stato educato e a questi valori ho cercato di ispirarmi pur con tutti i miei limiti.
Ed è per questo che non ho mai sopportato che, nei gradi più elevati, ci fosse talvolta più di un'ombra ad offuscare una limpida adesione a quei valori nei quali ho sempre creduto da giovane ed ai quali, per fortuna, continuo a credere da vecchio.
Faccio tre nomi a caso per intenderci meglio: il generale Giudice, che, da Comandante della Guardia di Finanza, fu oggetto di un severo editoriale di Montanelli, il generale Speciale, anch'egli ex Comandante della Guardia di Finanza, il generale Rossi, ex Sottosegretario alla Difesa.
Forse qualcuno della mia età ricorderà le vicende del primo ai tempi - ormai lontani - dello scandalo petroli e la mancanza di lealtà del secondo nei confronti dell'allora Ministro Padoa Schioppa.
Per quanto riguarda il terzo, è nota a tutti la recentissima e niente affatto edificante vicenda dell'assunzione di un figlio come assistente parlamentare da parte del collega di partito on. Caruso.
Di generali così (l'iniziale minuscola è voluta) faremmo molto volentieri a meno e, soprattutto, ne trarrebbe grande vantaggio l'Istituzione.
Ecco il servizio de "Le Iene" che ha scoperchiato la pentola.
venerdì 24 febbraio 2017
A mio padre
Oh quante volte sul finir del giorno
Ti venni incontro, Padre, sulla strada
Lieto e felice per il Tuo ritorno!
domenica 12 febbraio 2017
Coloro che perdi vogliono perderti.
"Le
persone non si perdono. Le persone, se le perdi, le puoi chiamare,
cercare, rincorrere e, se non ti rispondono, è perché scelgono
liberamente di non risponderti e di non esserci più, ne sono
consapevoli.
Allora non le hai perse. Sono loro che hanno scelto di perdere te".
Allora non le hai perse. Sono loro che hanno scelto di perdere te".
Ho colto - come ape da un fiore - questo bel pensiero dal web. Lo ritengo così aderente alla realtà che mi fa piacere condividerlo.
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