lunedì 26 settembre 2011

Potrebbe capitare domani

Stipendi decurtati, pensioni tagliate, tredicesime abolite, TFR rinviato alle calende greche. Non è un allarme campato in aria. Potrebbe accadere domani. Il problema non riguarderà -  come al solito - chi ha accumulato beni e risorse finanziarie tali da poter vivere tranquillo per due o tre generazioni, magari all'estero e in residenze dorate. Saranno dolori che - come al solito - passeranno sulla pelle della povera gente. Gente che non ha santi in Pardiso, che non è stata mai protetta da nessuno, che si è fidata troppo di disinvilti e cinici amministratori della cosa pubblica.
Un consiglio? Cominciamo a riscoprire la frugalità e la sobrietà anche a tavola. Fa bene alla salute e pure al portafoglio!

giovedì 22 settembre 2011

Perché rinunciare alla nostra bella lingua?

Mi è capitato sotto gli occhi questo "Rapporto Esercito" o "Army Report" pubblicato ad aprile di quest'anno.  Pagine patinate, progetto e elaborazione grafica interessanti, con testo in italiano e testo inglese.
Tuttavia, nonostante la traduzione a fronte, il testo italiano risulta pieno zeppo di inglesismi secondo la imperante  moda corrente. 
Cosa vi leggo? Ecco: il "Master plan" dell'Esercito"..."la nuova vision dello strumento terrestre"..."la Forza Armata ha sentito l'esigenza di dotarsi di un framework concettuale di riferimento"..."l'appeal esercitato dalla Foprza Armata" ed altri barbarismi simili. Noto con un certo sollievo la perenne giovinezza del latino nel cartiglio del "Salus Rei Pubblicae Suprema Lex Esto" e, scorrendo le pagine,  un isolato, incredibile "continuum", probabilmente usato dal redattore solo per il fatto che il termine - di pura marca latina - è stato recepito da tempo anche dagli anglofoni.
Ho sempre avvertito un certo disappunto nei confronti di questa nostra tendenza a rinunciare alla propria lingua. Forse che "master plan" esprime meglio il concetto di "progetto (o piano) generale" o "vision" quello di "visione" o "framework" quello di "contesto" o "appeal" quello di "attrattiva"?
Boh!

martedì 20 settembre 2011

La crisi economica e la classe politica italiana


La crisi economica è il frutto di un'allegra gestione della cosa pubblica. Il debito pubblico stellare dell'Italia è il figlio di scelte dissennate, niente affatto lungimiranti che hanno scaricato su questi anni infelici disinvolte politiche clientelari. Ma la classe politica, pur avendo da tempo dissipato risorse, pur avendo mangiato a quattro ganasce, pur avendo abbandonato lo stile sobrio ed austero che ne avrebbe aumentato di molto prestigio, non è la sola responsabile del disastro economico. La colpa è delle consorterie dei banchieri e dei gruppi di pressione finanziari che condizionano pesantemente le politiche economiche degli Stati. 
La colpa, in definitiva, è di quel sistema capitalistico che non è riuscito a superare la prova decisiva della globalizzazione.
Occorre quindi ripensare altri sistemi economici che possano assicurare la massima soddisfazione al maggior numero di persone possibile, buttando definitivamente a mare quel vecchio arnese che è costato lacrime e sangue e che ha finora garantito il massimo profitto soltanto ad un numero scandalosamente esiguo di uomini e donne, abbandonando al proprio destino la restante parte del genere umano.
Il sistema più efficace esiste, è alla portata di tutti, non ha bisogno di grandi trattati o di monumentali  opere divulgative essendo esso tutto racchiuso in quella piccolissima, sintetica ma chiara ammonizione evangelica: "ama il prossimo tuo come te stesso,"
Sarò troppo ingenuo?

martedì 13 settembre 2011

AchilleRacconti
La sentenza di risarcimento alle vittime di Ustica è sacrosanta e guai a chi la tocca.
Ma il risarcimento non dovrà essere caricato su tutti gli italiani.
Lo paghi la casta che ha prodotto i depistaggi di cui parlano i giudici.
Lo paghi la politica che ha firmato questa orrenda pagina della storia italiana.
Lo paghino Giovanardi e tutti i suoi colleghi che hanno “gestito” il fatto Ustica.
I familiari delle vittime purtroppo hanno perso qualcuno ma anche l’Italia intera ha perso qualcosa: la dignità.
La dignità di poter contare su politici onesti, saggi e responsabili.
Evidentemente non siamo più degni di certi politici, se tutto quello che gli italiani si meritano è l’Italia ridotta così.
Questo commento incrociato sul sito de "il Fatto Quotidiano" mi trova perfettamente d'accordo. 
Perché far pagare sempre e soltanto i cittadini di questo infelice Stato? Perché far pagare i Vertici delle Forze Armate responsabili di depistaggi certamente vergognosi ma comunque imposti all'epoca dalla classe politica che deteneva il potere?
Paghi tutta la nostra classe politica, quella di allora e quella di adesso. 
Del resto 100 milioni di euro o poco più non fanno altro che un buco nell'acqua nelle tasche di questa famelica  casta che ci governa.
P.S.: il Giudice monocratico bersaglio delle sparate di Giovanardi è peraltro donna. Ci sarebbe voluto più rispetto da parte di un Ministro della Repubblica nei riguardi di una Signora coraggiosa, che, nella sua sentenza, ha anche saputo interpretare bene il sentimento di gran parte della comunità nazionale in merito all'oscura vicenda di Ustica e dell'abbattimento del Mig 23 libico caduto a Castelsilano.

lunedì 12 settembre 2011

Misteri irrisolti, stragi e delitti impuniti in Italia

Mi chiedo quanto tempo deve passare perché sia fatta luce sulle tante zone d'ombra della nostra storia e perché mai i vari detentori del potere in Italia non si sono mai decisi né si decidono ad eliminare il segreto di Stato su fatti come quelli di Ustica e dell'aereo libico caduto in Calabria.
La forza di una vera democrazia poggia essenzialmente sulla verità. Le ombre s'appartengono a regimi che definire totalitari sarebbe troppo poco!


venerdì 9 settembre 2011

Gli Stati dovrebbero eliminare i servizi segreti e fornire solo servizi...

Ritengo che gli Stati farebbero meglio a concentrare sforzi e risorse per fornire servizi di qualità ai cittadini. Servizi di pubblica utilità, servizi ben organizzati, servizi al passo con i tempi. Del resto è proprio questa la funzione di uno Stato. Uno Stato che si rispetti non può invece sperperare uomini e mezzi nella organizzazione di tutt'altro genere di servizi: quei servizi cosiddetti segreti il cui costo è inversamente proporzionale ai benefici che si intendono conseguire.
La storia italiana e mondiale è piena di misteri ancora avvolti nelle ombre delle mezze verità,  tra le quali  però si intravvedono quasi sempre  mente e longa manus di spregiudicati 007.
Anche l'abbattimento delle torri gemelle, l'attacco al Pentagono e tutto quel popò che accadde l'11 settembre di dieci anni fa non escludono affatto questa ipotesi.
Se così non fosse,  bisognerebbe allora concludere che i servizi segreti più efficienti e più pagati del mondo altro non sono che un grossissimo bluff!