venerdì 11 novembre 2011

Una beatificazione (forse) mancata...

Vorrei mettere al corrente i miei 4 lettori di ciò che mi è capitato di incrociare in questi giorni nel vasto e variegato mondo del web, le mie reazioni in merito e le indignate controreazioni.

Per concludere questa nostra lunghissima analisi su Tonino Bello, durata per quattro puntate nell’arco di più di un mese, affidiamoci alle parole di un suo confratello nell’episcopato che lo conobbe, il vescovo emerito di Senigallia Oddo Fusi Pecci: «Ho conosciuto Tonino Bello e non ne conservo buona idea. Persona degna sul piano personale, ma io sono contrario alla sua beatificazione. Dottrinalmente e teologicamente era molto arruffone, confuso, specie in tema mariano; poi svolgeva il compito di pastore e di vescovo con approssimazione e confusione, con populismo e demagogia, sposando modi contrari alla Chiesa, modi che ingeneravano false idee nei fedeli. Quando parlava non si sapeva se parlava il vescovo o la persona e questo danneggiava la Chiesa. Fu un demagogo, amante troppo della pubblicità e della gloria personale». 

Tale la conclusione di una serie di tre lunghi post apparsi su questo blog.

Ed ecco i miei commenti, le relative risposte in grassetto (come usa lui) di un mastino (sic) dell'ortodossia e di una blogger di nome Ester.

Se vogliamo un cristianesimo annacquato che non serve a nulla e a nessuno se non ad una chiesa al servizio del potere, va tutto bene! Ma se vogliamo restituire al Vangelo tutta la sua forza rivoluzionaria in grado di cambiare il mondo, allora dobbiamo ritornare al discorso della montagna (che è la magna charta del cristianesimo) ed ancor più al grandioso e terribile capitolo di Matteo. 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me».(Mt 25, 31-40) 
Don Tonino Bello ha testimoniato con la vita e con i comportamenti pratici non solo la bellezza e la perenne attualità delle beatitudini ma anche l’impegno concreto e non a chiacchiere per gli ultimi. E se questo non lo fa la Chiesa, i suoi sacerdoti, i suoi vescovi, chi altro lo deve fare?

Bello non ha testimoniato le beatitudini, ha testimoniato lo “spirito del concilio” di dossettiana memoria. E poi non basta essere delle brave persone per avere un culto pubblico. Ci sono delle brave persone anche tra gli atei, ma non possiamo inserirle nel canone dei santi. Ricordati, caro navigante che porti il nome dello Sposo di Maria, che la più grande opera di Carità verso gli “ultimi” è condurli alla Verità: Cristo Gesù. Se riempi le loro pance ma non le loro anime, non sei cristiano, ma un filantropo qualsiasi. Pensa alla Beata Teresa di Calcutta, colei che, nel XX secolo, ha fatto per gli “ultimi” molto più di chiunque altro. Un giornalista una volta gli chiese quale fosse la più grande disgrazia per l’India. Il giornalista credeva che lei rispondesse la miseria, la dittatura, ecc… Lei rispose papale papale: “Non conoscere Gesù Cristo”. Se il mondo cancellasse la miseria, ma anche l’importanza di Dio, sarebbe mondo più misero e miserabile di tutti i tempi.

Cara amica dal bel nome biblico, la pancia – incredibile a dirsi – vien prima dell’anima. Lei ed io commentiamo sul post di questo blog (almeno per me inquietante!) perché sia Lei sia io abbiamo la pancia piena. Ma per tornare a Don Tonino Bello, io posso affermare con certezza che questo sant’uomo, dalla sottana lisa e dalle scarpe consumate, ha praticato con coerenza le Beatitudini ed ha ancor di più messo in pratica gli impegnativi doveri del cristiano quando si trova davanti al povero ed allo sfrattato. Le stanze del suo vescovado – come Lei ben saprà – furono messe generosamente a disposizione di alcune famiglie bisognose di Molfetta da Mons. Bello. Madre Teresa di Calcutta – al vertice di un Ordine ricchissimo – ha praticato la carità a metà. Lei si è fatta curare nelle cliniche più costose ma ai suoi ammalati venivano rifiutati anche gli analgesici nella presunzione che il loro dolore si sarebbe assommato alla sofferenza del Salvatore!

“La pancia prima dell’anima”. Ecco l’ennesimo frutto di don Bello. Semmai avessimo avuto dubbi sui suoi frutti e su chi era il padrone dell’albero. I suoi conati di veteroprogressismo materialista li riservi d’ora in poi ad altri siti, mi faccia ‘sto piacere. E la smetta di utilizzare un vescovo cattolico come paravento alla sua ideologia politica.  

Ringhiante e intollerante Mastino (sit nomen omen!), provi lei non dico a stare con la pancia vuota ma solo ad immaginarlo. Forse si renderà conto da solo che l’anima non potrà mai soccorrere nessun affamato di questo mondo in preda ai crampi della fame.Una mano amica,solidale, caritatevole sì! La povertà,la miseria,l’indigenza in cui versano tanti fratelli sono il banco di prova di un vero cristiano. I dogmi,i formalismi, le ipocrisie, i riti, i bigottismi non serviranno a nulla davanti al Giudice ultimo. Il Suo giudizio verterà unicamente su ciò che in pratica lei, io, gli altri abbiamo fatto per il povero, per lo straniero, per l’affamato, per l’assetato, per l’ammalato
Non dovremo rispondere d’altro. La saluto e tolgo il disturbo. 

A parte il fatto che in Puglia non c’era tutta questa gente con la pancia vuota. A parte che questi ragionamenti li facevano quelli della Teologia della Liberazione che al posto del pane alla fine offrirono un mitra. Detto questo il compito del cattolico è la carità: che prevede l’aiuto al bisognoso, per salvarne il corpo, e subito dopo la carità della Verità, per salvarne l’anima. Ma naturalmente lei è un ateo militante che si finge cattolico per dare più credibilità “cattolica” ai suoi deliri ideologici. E’ l’ideologia che le interessa, non il destino dei poveri, nella duplice forma di povertà materiale e spirituale. Come per tutti i comunisti. Ha persino osato oltraggiare madre Teresa, per difendere l’icona vendoliana e ideologica che intorno a Tonino Bello, strumentalizzandolo, avete costruito per i vostri sporchi affari ideologici. 
SE PUBBLICO IL SUO COMMENTO, E’ SOLO PER DIMOSTRARE A TUTTI COSA E’ IL TONINOBELLISMO, E TUTTO QUESTO UN GIORNO DOVRà SERVIRE A BLOCCARNE I PROCESSI CANONICI. NON è TONINO BELLO CHE GIUDICHIAMO, SONO I SUOI FRUTTI VELENOSI: DA VENDOLA SINO A LEI. 

Infatti Giuseppe ha dimostrato di non essere legato a Bello, il quale era devotissimo di Madre Teresa, ma a ciò che rappresenta: l’abbandono dell’ortodossia cattolica per l’ortoprassi pseudo-cattolica.

A proposito di atei e di atei militanti le rispondo con un pensiero non mio che però condivido pienamente: “Ci sono atei di un’asprezza feroce che tutto sommato si interessano di Dio molto di più di certi credenti frivoli e leggeri.”
(Pierre Reverdy)
E, dopo aver letto i vostri due ultimi commenti, mi sono perfettamente reso conto del perché il cristianesimo – dopo circa 2000 anni – è rimasto per molti autentica lettera morta e non ha costituito il lievito vitale per l’uomo e per la società in cui egli vive.

Ritengo che - a prescindere da tutte le elucubrazioni di chi vuole offuscarne a tutti i costi la memoria - don Tonino Bello sia stato un autentico testimone del Vangelo. Come tutti i testimoni appassionati, non dubito che anche Lui abbia commesso delle imprudenze in un ambiente, come quello ecclesiastico, pieno di scaltrezze, di gelosie e di opportunismi. 
Ma un vero profeta non fa calcoli di sorta. Egli parla in nome di Dio. 
Così ha fatto il Vescovo di Molfetta, che per la maggior parte delle persone semplici è già santo, come santi sono milioni di uomini e donne per bene ma nascosti.
La canonizzazione è altra cosa. 
Essa è affare del Vaticano e, poiché pure i santi hanno un costo, è affare anche di chi ha soldi da spendere e da investire in queste lucrose attività.

5 commenti:

Tomaso ha detto...

Caro Pino hai toccato un tasto delicato, mi pare che negli ultimi anni crescono come i funghi le beatificazioni.
Ho detto troppo.
Tomaso

evergreen ha detto...

Caro Tomaso, don Tonino Bello non ha bisogno di essere beatificato o canonizzato per essere considerato un vero testimone del Vangelo, uno strenuo difensore della dignità degli emarginati e degli oppressi. Quel che mi preoccupa è l'intolleranza di certi cosiddetti cristiani che pretendono di salvare la propria anima senza alcun impegno pratico a favore degli ultimi e senza sporcarsi le mani nel servizio ai poveri.

Liliana ha detto...

PAROLE SANTE PINO!
IN CHIESA NON SI FA' ALTRO CHE VEDERE VERI E PROPRI FANATISMI RELIGIOSI, CON COSIDDETTE PREGHIERE MIRACOLANTI E PER CHIEDERE APPUNTO MIRACOLI SU SE STESSI E NON PER GLI ALTRI. e SI ASSISTE A SVENIMENTI, URLA E VISIONI.... TUTTO CIò è SOLO SUPERSTIZIONE!!!
LA VERA FEDE, IL VERO MIRACOLO e' PRIMA DI TUTTO LA CONVERSIONE E POI METTERSI AL SERVIZIO DEGLI ALTRI, SENZA AVER TIMORE DI SPORCARSI LE MANI.
PREGANO, PREGANO, MA...SENZA I FATTI!!!
ANCHE CRISTO DISSE: " NON GUARDATE AI MIEI MIRACOLI, MA PENSATE ALLA SALVEZZA DELLA VOSTRA ANIMA", CON UN COMPORTAMENTO D'AMORE VERSO IL PROSSIMO, SOPRATTUTTO PER CHI SOFFRE.
GRAZIE DELLA TUA AUTENTICITA' CRISTIANA!

LILIANA

evergreen ha detto...

Grazie a te, cara Liliana, per l'amicizia e la pazienza che hai di leggermi. Buona serata!

Liliana ha detto...

Ma quale pazienza Pino! Io mi arricchisco leggendo i tuoi post! Non sono semplici e banali post, ma vere e proprie bellezze che fanno riflettere e si sposano benissimo con il mio modo di vedere le cose.
Ciao! Grazie!