giovedì 25 dicembre 2014

Auguri miserabili e straccioni...

E' nato un bimbo. E' figlio di due straccioni miserabili, di due pezzenti, due mendichi. Guardalo! Ha un viso sgradevole: è un negro, il suo è un afrore selvatico, come di bestia. Sarà per certo, nella sua vita, un poco di buono: un ladruncolo forse, un drogato, uno scippatore, un protettore di puttane, un clandestino, uno stupratore, non saprà né vorrà integrarsi nella società nostra. Violerà le leggi, non avrà una casa, vivrà da zingaro, da lurido barbone, da irregolare violento. Sarà una minaccia per noi e per i nostri figli, per i nostri valori. Abbiamo torto se, sin d'adesso, con "cristiana" determinazione severa, noi, difensori della civiltà occidentale, ci si mette al lavoro, sì da preparare una croce infame, sulla quale quel "bastardo" possa infine crepare?

Da un post "natalizio" di Vito Coniglio

Così continua a ragionare oggi il cristiano per bene, completamente a suo agio tra bambinelli paffuti e buonismo di facciata, luminarie di Natale ed auguri ipocriti.
"Così va il mondo... anzi, così andava nel XVII secolo, come direbbe don Lisander.
Personalmente preferisco questi auguri scomodi e, solo in apparenza, sarcastici ma che pungolano la coscienza di ognuno, coscienza diventata insensibile di fronte alle spaventose diseguaglianze tra gli uomini e quasi indifferente di fronte alla discriminazione dello straniero, del povero, dell'altro, del diverso.

3 commenti:

Tomaso ha detto...

Caro Pino, bello il tuo post, ci fa capire il vero senso del Natale, purtroppo oggi molti lo hanno dimenticato.
Auguri caro amico e un caro saluto.
Tomaso

Giuseppe Di Benedetto ha detto...

Grazie Tomaso! Un augurio di buona salute per Te e la Tua famiglia.
Pino

zenit ha detto...

L'espressione del Manzoni è tra le mie preferite, quando devo biasimare qualche cattiva abitudine.
Mi è piaciuto ritrovarla nel tuo post. Condivido la tua deprecazione del buonismo di facciata... che dire: ce n'è a quintali! A chiacchiere son tutti moderni, al momento del dunque, però, basta la più piccola modifica al regolare andamento: "Ohibò!"
Ciao
Ornella