venerdì 21 gennaio 2011

Abbiamo bisogno di altri Santi e Beati?

La prossima beatificazione di Giovanni Paolo II, come quella di Pio XII che sembra invece segnare il passo, non è altro che un espediente del Papato per glorificare se stesso in un periodo caratterizzato da un crescente distacco dalla pratica religiosa e da innumerevoli defezioni da parte dei fedeli.
Anche la proclamazione dei Santi e dei Beati fa ormai parte di un business colossale ed interessato.
Del resto il futuro Beato, quando era in vita, aveva trasformato il Vaticano in un vero e proprio Santificio ricavandone indubbi vantaggi sul piano economico e di immagine.
Su questo fronte ritengo molto più adulto, serio e consapevole l'atteggiamento dei protestanti.
I Santi e il loro culto, spesso esagerato e pagano, finiscono col diventare un'appendice di quell'idolatria che, scacciata dalla porta, è rientrata dalla finestra anzi dalle finestre che ornano la facciata della Basilica di San Pietro e dalle quali pendono i drappi con la loro effigie durante le costose cerimonie di proclamazione.
Se ci fossero meno Santi ufficiali e più santi nella vita di tutti i giorni, se ne avvantaggerebbero prima di tutto la Chiesa e il suo gregge e poi la società tutta intera.
Speriamo che un domani non lontano non venga in mente a qualcuno di portare sugli altari chi penso io!

8 commenti:

Tomaso ha detto...

Sono perfettamente d'accordo con te caro Pino, potrei definire! tanto per dire!
Stiamo parlando di santi, ebbene io dico a te le tue parole le definisco!
SANTE PAROLE!
Non sto esagerando io vivo in uno stato a maggioranza protestante, e ti posso dire che incomincio a capirli.
Ciao e buona serata caro amico,
Tomaso

evergreen ha detto...

Caro Tomaso, grazie della tua costante attenzione.
Ti auguro una serena domenica nella felice repubblica elvetica dove il Ministro dei trasporti viaggia in treno come un pendolare qualsiasi e non in auto blu con autista e codazzi di scorte pagate dai cittadini
Un abbraccio!
Pino

Mayo ha detto...

Gia' son troppi e molto spesso anche inventati =( buon week-end mon ami Pino =) ;-) Mayo

evergreen ha detto...

:-))

Liliana ha detto...

I santi ci sono senz'altro anche attualmente nella vita di tutti i giorni. Non hanno bisogno di cerimonie e pompa magna. Santo è chi vive regolarmente donando la carità ai propri fratelli. Santo è chi ama senza voler ricevere nulla in cambio, santo è chi è accanto ad un ammalato e si prende cura di lui con amore, santo è chi aiuta una persona in difficoltà, anche per motivi economici, santo è chi si dedica ad una vita sacrificante e anche pesante da reggere, ma lo fa con amore.
Santa è anche una mamma che si dedica alla propria famiglia, a chi cura con dedizione i propri figli, a chi rispetta e segue il marito ammalato. E viceversa.
Santo è chi ha compassione di chi soffre e porta al sofferente un po' di sollievo anche con umili e sante parole. Santo è chi si libera dei propri beni per donarli ai poveri. Santo è chi ha il coraggio e la capacità di VIVERE IL VANGELO. Non è facile.... ma bisogna sforzarsi di dare al mondo il meglio di noi stessi.

Liliana

Liliana ha detto...

Speriamo che domani non venga in mente a qualcuno di portare sugli altari chi penso io!

Pino

Sottolineo anch'io Pino queste tue parole! SANTE PAROLE! ;-))


Liliana

evergreen ha detto...

Carissima Liliana, grazie dei tuoi commenti sinceri che condivido pienamente, virgole comprese. Il Vangelo, che ha nutrito anche il mio spirito, ha una carica rivoluzionaria che non aspetta altro di deflagrare per cambiare il mondo dalle sue fondamenta. Il guaio è che l'esempio dato da chi pretende di essere il custode e l'interprete esclusivo del messaggio che in esso risplende di luce propria è molto appannato dal potere, dalla ricchezza e dalla falsità.

sPuntoCattolico ha detto...

Secondo il mio modesto parere, visto il mondo attuale, non posso che affermare che abbiamo bisogno di altri santi!!! In verità, come spiega anche il vangelo, lo dovremmo essere tutti quanti.. ma che vuoi fare!?!
Per quanto riguarda i santi e beati proclamati, vorrei evidenziare il fatto che, ognuno porta con sè quel vissuto, quella storia personale che può essere un fulgido esempio da seguire ma anche un sollievo ed una spinta per dirigersi verso la vita eterna.
Pace e bene