venerdì 18 ottobre 2013

Due storie. Due militari. Due comportamenti.

Friedrich Kurtz ed Erich Priebke.
Il secondo dei due è certamente più noto del primo. Ma entrambi erano ufficiali tedeschi ed entrambi, un giorno, ebbero nelle loro mani il destino di alcuni nostri connazionali catturati per rappresaglia
Il primo, a Trani, decise autonomamente di lasciare liberi 50 cittadini tranesi, evitando così una strage.
Il video della TV tedesca rievoca in modo efficace quei tragici fatti del 1943.
Il capitano Priebke, a Roma, dopo l'attentato di Via Rasella in cui persero la vita 33 reclute altoatesine, fece catturare - in esecuzione di un ordine di Kappler - 335 persone, partecipando il giorno successivo alla loro fucilazione presso le fosse Ardeatine.
Due comportamenti diversi in presenza di una situazione apparentemente simile.
Il tenente tedesco, che si trovava in periferia, aveva infatti il vantaggio di operare con una certa libertà e di decidere con una certa autonomia.
Il capitano Priebke, che operava invece nella Capitale, doveva per forza di cose sentirsi addosso il fiato di Kappler e di altri superiori gerachici.
Il primo era quindi libero di assumere decisioni senza grave ed immediato pericolo. Il secondo era invece obbligato ad eseguire gli ordini.
Per Priebke era assolutamente impossibile sottrarsi ai suoi doveri di militare.
L'unica colpa che mi sento di attribuirgli è l'aver errato il calcolo delle vittime, che dovevano essere 330 e non 335. Ma la concitazione di quelle ore può aver determinato l'errore.
Se il primo ufficiale, il tenente Friedrich Kurtz, si è meritato un'imperitura riconoscenza da parte della citta di Trani, il capitano Erich Priebke non può essere condannato ad una damnatio memoriae per l'eternità.
Di crudeltà immani ne avvengono tantissime anche oggi. E alcune addirittura sotto i nostri occhi!

P.S.: ritengo opportuno far notare che a Trani sia l'Arcivescovo sia il Podestà del tempo intervennero di persona recandosi fisicamente a trattare con l'ufficiale tedesco. L'Arcivescovo offrì addirittura la propria vita in cambio di quella dei 50 tranesi in attesa di esecuzione. 
Non mi risulta che a Roma si sia presentato qualcuno del Vaticano o del Vicariato per chiedere di trattare con le autorità tedesche.

4 commenti:

Giovanni Di Benedetto ha detto...

Come al solito illuminato. E non ipocrita...

Anonimo ha detto...

Vorrei trovare nel tuo post il pelo nell'uovo per criticartelo; ma nemmeno quello c'è !!!!!!!!!!!!!!!
Antonio

Giuseppe Di Benedetto ha detto...

I vostri due commenti sono evidentemente di parte ma mi hanno fatto piacere uno più dell'altro!

Anonimo ha detto...

Antonio Di PalmaOpzioni per questa notiziaNel post di Giuseppe Di Benedetto, contenuto nel suo blog , volevo trovare il pelo nell'uovo per criticarglielo..... Nemmeno quello vi ho trovato !!!
Aggiungo anche che la canea che si è inscenata contra la sua salma non ha niente di civile e tantomeno di cristiano.
In quanto al suo pentimento, che va cercato nelle profondità insondabili della sua coscienza, se ci sia stato o meno, solo a Dio è dato sapere.
Aggiungo ancora, a scanso di equivoci, che se le leggi dell'uomo e Quella di Dio, o se si preferisce della Natura,siano agli antipodi, allora non bisogna avere dubbi: Bisogna ubbidire alla Legge di Dio e/o della Natura che è una Legge con L maiuscola.
Quelle degli uomini si sa come sono....