giovedì 26 maggio 2011

Au revoir...


mercoledì 25 maggio 2011

Mission (monologo finale)

"E così, Santità, i vostri preti sono morti e io sono vivo. Ma in realtà sono io ad esser morto e loro vivi. Perchè, come lei mi insegna, lo spirito dei morti continua nei vivi".

Grandioso film e splendida colonna sonora!

domenica 22 maggio 2011

Su dove poggiano le ingiustizie?


Provo a rispondere sinteticamente per quanto riguarda l'Italia. Le ingiustizie secondo me poggiano essenzialmente:
- sull'oblio dei perdenti e delle vittime;
- sulla mansuetudine dei poveri e dei sofferenti;
- sulle bugie erette a sistema;
- sul cinico rinnovo di promesse fallaci e mai mantenute;
- sul "panem et circenses" in nuova versione calcistica;
- sull'incapacità di indignarsi dei giusti.

martedì 17 maggio 2011

Un momento di poesia

 Lungi, lungi su l'ali del canto

Lungi, lungi su l'ali del canto
Di qui lungi recare io ti vo':
Là, nei campi fioriti del santo
Gange, un luogo bellissimo io so.

Ivi rosso un giardino risplende
Della luna nel cheto chiaror:
Ivi il fiore del loto ti attende,
O soave sorella dei fior.

Le vïole bisbiglian vezzose,
Guardan gli astri su alto passar;
E fra loro si chinan le rose
Odorose novelle a contar.

Salta e vien la gazzella, l'umano
Occhio volge, si ferma a sentir:
Cupa s'ode lontano lontano
L'onda sacra del Gange fluir.

Oh che sensi d'amore e di calma
Beveremo nell'aure colà!
Sogneremo, seduti a una palma,
Lunghi sogni di felicità.
Heinrich Heine (1797-1856) Traduzione di Giosuè Carducci (1835-1907)

giovedì 5 maggio 2011

I simboli e le parole

La scienza e le religioni rappresentano altrettanti tentativi di conoscere il mondo, di comprendere il destino dell'uomo e del creato, di sondare i misteri della vita e della morte, di esplorare la vastità  e la complessità dell'universo. Spesso però gli enunciati scientifici e quelli religiosi appaiono inconciliabili perché inconciliabili sono i rispettivi linguaggi. Ma, dovendo esistere una sola verità per spiegare il cosmo, la creazione, la vita e anche l'aldilà, occorre che il linguaggio sia  unico.
Come si fa ad ottenere questa unitarietà di linguaggio tra religione e scienza?
La religione - si sa - ha sempre fatto ricorso al linguaggio del mito. Le metafore mitiche con le quali i teologi continuano ancora oggi a rivestire il loro messaggio non avevano all'inizio il significato letterale che noi pensiamo di scorgervi. Del resto tutti noi, nel linguaggio di ogni giorno, ci serviamo molto spesso non di significati letterali ma di quelli traslati e figurati.
Per questo non è falso tutto ciò che viene rappresentato con il linguaggio mitologico. Molte cose, ancora oggi,  non possono essere espresse altrimenti.

mercoledì 4 maggio 2011

Teilhard de Chardin


«O Cristo glorioso! Influsso segretamente diffuso in seno alla Materia, e Centro sfavillante in cui si congiungono le innumerevoli fibre del Molteplice. Potenza implacabile come il Mondo e calda come la Vita; o Tu la cui fronte è di neve, gli occhi di fuoco, i piedi più scintillanti dell'oro in fusione. Tu, le cui mani imprigionano le stelle; Tu che sei il Primo e l'Ultimo, il Vivente, il Morto ed il Risorto; Tu che raccogli nella Tua esuberante unità tutti i fascini, tutti i gusti, tutte le forze, tutti gli stati; sei Colui che il mio essere invocava con un'aspirazione vasta quanto l'Universo. Tu sei veramente il mio Signore ed il mio Dio». 
«Racchiudimi in Te o Signore!».

Una splendida preghiera che condensa il pensiero e la visione del mondo del grande gesuita.