martedì 10 agosto 2010

La maschera e il volto

La maschera è il nostro più prezioso paravento. Potremmo farne a meno ma senza di essa non saremmo in grado di nascondere le nostre paure, i nostri sentimenti, le nostre ansie, i nostri rancori, le nostre passioni. Dopo averla indossata per tutta la vita sarebbe assai difficile buttarla via. Non ci riconoscerebbe più nessuno.
Continuiamo a tenerci le nostre belle maschere ben incollate sul volto!

6 commenti:

Soffio ha detto...

Molto vero, la maschera la portiamo con noi, però é anche vero che pèersone intelligenti, non necessariamente per studi, basta la sensibilità, ci smascherano facilmente. poi come diceva Jung, la maschera la "Persona" del teatro greco é sovente ricca fonte di nevrosi. Credo che un grande e buon lavoro sia quella di sapere quale maschera portiamo e cercare di portarla il meno possibile.

Tomaso ha detto...

Caro Pino queste tue parole non è altro che la pura verità ognuno di noi non potrebbe vivere senza nascondere le vere emozioni della vita, ci sono delle cose che abbiamo dentro di noi che hanno bisogno di essere protette.
Parole che pensando siamo costretti ha nascondere noi stessi.
Per me non trovo altre parole
spero che mi sia spiegato, se anche molto goffamente.
UN abbraccio forte a te e alla tua bella Sicilia,
Tomaso

Aliza ha detto...

noooo, amo la libertà e desidero essere accettata per quello che sono. Che mi amino o no io desidero mostrare quella che sono.
Naturalmente mi piacciono le persone per quello che sono non per l'immagine che vogliono dare di loro.
Ciao

Paolo ha detto...

Credo che sia importante sapersi riconoscere per quello che si è, e capire la ragione perchè si deve o si crede di dover indossare una maschera... la consapevolezza salva chi la indossa.

evergreen ha detto...

@Tomaso: tu, se - come tutti - hai una maschera, ce l'hai di vetro. La tua anima semplice e generosa è nettamente distinguibile anche se solo sul tuo blog e sui tuoi commenti. P.S.: ma non sono siculo!!!

evergreen ha detto...

Rispondo a tutti i miei (più o meno benevoli) amici:
la parte che ci tocca recitare sul palcoscenico della vita è imposta dalle condizioni sociali, dall'educazione alle regole di buon comportamento, dal bon ton, dal galateo, dalle convenzioni, dalla diplomazia, dalla necessità di non offendere l'altrui sensibilità. E tutti, nessuno escluso, indossiamo - consapevolmente o inconsapevolmente - la maschera che ci ha assegnato il destino durante la recita che può durare una vita.
Solo il bambino e il folle non rispondono a questo obbligo: essi recitano una parte autonoma, libera e senza freni inibitori. Con la differenza che il bambino cessa prima o poi di essere libero e inizia ad indossare le maschera, il folle no!