domenica 4 ottobre 2015

Monsignor Charasma ovvero cui prodest?

A chi giova tutta questa teatralità? 
Quanto pensa di guadagnarci il baldo Monsignore che, guarda caso, ha gia pronto un libro da dare alle stampe?
Premesso che non giudico nessuno in base al suo orientamento sessuale, premesso che anche io ho qualche amico omosessuale verso il quale nutro affetto e stima, premesso che ritengo infinitamente più grave il tradimento dei poveri da parte degli uomini di Chiesa, trovo incoerente, sconveniente ed irritante il fatto che la confessione del teologo sia stata fatta con grande clamore mediatico sotto i flash di non so quante telecamere, continuando ad indossare l'abito talare e con effusioni pubbliche esagerate e fuori luogo.
Avrei capito se tutto questo il buon Charasma l'avesse fatto senza più l'abito talare, dopo essersi dignitosamente "dimesso" da prete e da tutti gli incarchi ricoperti in Vaticano.
Tanti prima di lui si sono comportati così. 
Forse sarebbe il caso di ricordare all'impomatato Monsignore che i voti di povertà, castità ed obbedienza li aveva emessi lui, sì proprio lui - voglio pensare - in assoluta libertà di coscienza.
Non ce la prendiamo sempre con il Papa.

2 commenti:

Gianna Ferri ha detto...

Concordo pienamente con te, Giuseppe.

Giuseppe Di Benedetto ha detto...

Cara Gianna, approfitto per salutarti e per ringraziarti della gradita visita al mio blog.