sabato 5 ottobre 2013

Papa Francesco e certi siti cattolici

Non faccio misteri sulla mia simpatia per questo Papa.

La foto che - da cardinale - lo ritraeva come un normalissimo passeggero su un vagone della metropolitana di Buenos Aires me lo rese simpatico da subito.
I gesti semplici che sin dall'inizio hanno segnato il Suo Pontificato mi hanno confermato finora  nell'idea che Papa Bergoglio è un autentico dono del Cielo.
È il Papa che la gente semplice e senza grilli per la testa aspettava da tempo.
Se -  come generalmente si  ritiene nel mondo cattolico - è lo Spirito che soffia ed agisce sulle vicende umane e se anche l'elezione del Papa ne è una diretta e privilegiata conseguenza, allora non si riescono a capire certe prese di posizione, espresse a volte con vera acrimonia, da taluni rappresentanti di un mondo cattolico tradizionalista.

Eccone, ad esempio, due tratte da un blog  - per altri versi pregevole - che non cito:

- "Suggerisco la lettura delle lucidissime considerazioni del Prof. Xx Xxxxx che sottoscrivo parola per parola, in particolare il finale:
"[vi è in Francesco]una certa inclinazione autoritaria (“io farò di tutto per …”), in singolare contrasto con i frequenti assunti pluralistici, ma tipica dei “rivoluzionari” democratici, col rischio di imprudenti collisioni con la tradizione millenaria.
In più, resta incongruo in papa Francesco questo prendere iniziative di comunicazione pubblica e questo volersi senza filtri (la sintomatica immagine dell’appartamento papale come un imbuto), che rivelano indisponibilità a sentirsi uomo di governo (cosa più difficile che essere riformatore) in un’istituzione altissima e “sui generis” come la Chiesa cattolica. Le battute del papa su curia e Vaticano lo evidenziano.
Il suo è, a tratti, un comportamento da manager moderno e informale, di quelli che si concedono molto alla stampa. Ma questo aggrapparsi a persone e cose che stanno fuori – collaboratori, amici, stampa, opinione pubblica, lo stesso appartamento a Santa Marta è “fuori” – come se l’uomo Bergoglio temesse di non sapere che fare una volta rimasto solo, da papa, nell’appartamento dei papi, non è positivo. E non potrà durare. Anche i media si stancheranno di fare da sponda a un papa che ha troppo bisogno di loro."

- Ed ancora: 
"Gentile Xxxxxxxxxx,
Spero che finalmente Lei pubblicherà questa mia. Ognuno può far quel che vuole, ma almeno rispondere alle mail dovrebbe essere doveroso.
Lei sbaglia, secondo me: ma non per i motivi che uno, in una temperie "culturale" come questa, sarebbe portato a supporre.
La Chiesa (se di Chiesa si tratta) è in contraddizione con se stessa da circa 50 anni. Dire che Bergoglio sbaglia a canonizzare GPII perché ne contraddice il magistero significa non aver colto --ma lei, secondo me, l'ha colto, e meglio di molti altri-- il carattere del ciarlatano della pampa: l'assenza di qualsiasi elemento di rigore teoretico in tutto quel che egli fa. Ecco perché piace alle masse.
A Bergoglio non frega nulla del magistero.
Inoltre, tutte le buffonate di questo papa --sempre che lo sia: e lui stesso pare non voglia esserlo--non ci devono, per contrasto, far rivalutare la figura di GPII, che, pace all'anima sua, ha introdotto o rafforzato nella Chiesa elementi spuri e anticattolici: un culto sciatto, quando non blasfemo, l'incarnazionismo, il personalismo, etc.: tutte cose che lei sa meglio di me.
Grazie dell'attenzione e dello spazio.
Cordiali saluti,
Xxxxx"

Parlare disinvoltamente del Papa come di un ciarlatano della pampa mi sembra irriguardoso oltre che ingiusto. 
Chi sono questi signori per mettere sulla graticola un Pontefice? 
Non si muove foglia che Dio non voglia e il cammino dello Spirito non sempre incrocia le aspettative umane. 
Personalmente sono molto felice che Papa Francesco riesca oggi a scuotere le coscienze assopite, a dar voce alla stragrande maggioranza del popolo di Dio che, negli anni appena trascorsi del fulgore, del personalismo (mi verrebbe da dire del culto della personalità) e della grandeur semimondana di GPII, aveva invece visto offuscarsi e di molto i valori autentici di un Vangelo quasi completamente dimenticato.
Questo Papa, un giorno sì e l'altro pure, non fa altro che richiamare con energia - e con grande efficacia comunicativa - i negletti ed imperiosi doveri di un cristiano verso i poveri e verso chi si dibatte tra le mille difficoltà di un mondo che segue da troppo tempo più Mammona che Dio.
Niente di più, niente di meno.
Lunga vita all'intrepido Papa Bergoglio!

martedì 1 ottobre 2013

Una facile profezia

Era il 1994 quando Indro Montanelli,  intervistato da Curzio Maltese, dichiarava:

“L’unico modo per liberarci di Berlusconi è lasciarlo governare. Tutto finirà male, malissimo, nella vergogna e nella corruzione. E sarà stato inutile avere ragione. Un giorno il giornale ti chiederà di scrivere un articolo sulla fine di Berlusconi e non ne avrai più voglia…”.

La profezia di Montanelli, che conosceva molto bene Berlusconi, si è purtroppo avverata.
Sarebbe bastato - all'epoca - evitare che il Cavaliere(?!) governasse. 
Invece gli è stato dato troppo spazio per troppo tempo.
La vergogna ha finito per coinvolgere l'intera Nazione e, nel ventennio che sta per concludersi, la corruzione si è estesa a macchia d'olio con la  progressione di un tumore maligno.

lunedì 30 settembre 2013

La grande impostura

Dell'intero corpo elettorale appena un sesto ha scelto Berlusconi e il PDL.
Si tratta, a conti fatti, di una vera e propria minoranza, come ben sostiene Michele Serra.
Con tutto il rispetto dovuto alle minoranze, a me pare che questo signore (Berlusconi dico) debba finalmente prendere atto che non è più (se mai lo è stato!) il salvatore della Patria, che il suo deprecabile ventennio è giunto ormai all'inevitabile fase finale, che la stragrande maggioranza degli italiani ha da tempo sgamato i trucchi da imbonitore con i quali egli ha reso possibile il colossale arricchimento delle proprie aziende e il progressivo depauperamento dell'Azienda Italia.
Con buona pace degli interessati lacché della corte dei miracoli di Arcore, è giunto il momento di porre la parola fine ad un lungo, infelice capitolo culturale ed economico della nostra sventurata Nazione. 
E di far cessare le indegne chiassate di un partito-non partito al soldo ed al servizio di un capo-padrone.
Il presidente della Repubblica, che dovrebbe interpretare l'unità ed il comune sentire nazionale, non diventi unicamente il mero contabile di ingannevoli risultati elettorali. 
Per far questo non occorrerebbe che un semplice ragionere.

domenica 22 settembre 2013

Avanti con le tasse

Ieri l'avviso di pagamento entro ottobre della Tares da parte del Comune. Tre giorni fa l'avviso di un altro pagamento dall'Agenzia delle Entrate. A breve l'aumento dell'IVA. A dicembre l'IMU. Le accise anacronistiche ma permanenti sui carburanti.
Non passa giorno che le nostre tasche non vengano alleggerite in mille modi da uno Stato che non è ingeneroso considerare un vero e proprio predone.
La tassazione in Italia si attesta ben oltre quel tanto sbandierato 45-50% del reddito. Il salasso è continuo e impietoso. I suicidi di  imprenditori, artigiani e commercianti parlano un linguaggio tragico e chiaro.
I politici, che dovrebbero avere il polso della situazione, sembrano invece abitare su un altro pianeta. 
Questi poco onorevoli signori sono lontani anni luce dalle difficoltà di tanti nostri concittadini e blaterano da anni le stesse idiozie mandate a memoria come dei mantra.
Eppure sarebbe bastato e basta veramente poco per risolvere la grave situazione economica del nostro Paese. 
La ricetta era ed è a portata di mano: pagare poco per far pagare tutti.
La riduzione drastica delle tasse con la conseguente liberazione dai ceppi di un fisco cinico e voracissimo è l'unica strada che può aiutare i cittadini e lo stesso Stato ad uscire definitivamente dalla situazione piratesca nella quale ci dibattiamo da anni.
Anche l'evasione - che non può sparire del tutto -  rientrerebbe di colpo in limiti fisiologici ed accettabili.

sabato 14 settembre 2013

Napoleon alias Berluscon


Berluscon sei solo e nessun t'ode...Ode...
Chi m'ascolta mentre nessuno è meco?...Eco...
Eco! Ebben Berluscon ti parla...Parla...
Or dimmi il mio destin è dubbio o certo?...Certo...
E il regno riavrà chi Italia dominò?...No...
Dunque per sempre rimarrò così?....Sì...
Putin e Pietroburgo or che mi danno?...Danno...
E l'Italia che fa? Piange o ride?....Ride...
Ride l'Italia che cotanto amai?...Mai....
Eppur l'Italia avrà di me bisogno?...Sogno...
Il tempo fugge e Berluscon cancella?...Cella...
Deh! cessa eco ormai i tuoi clamori...Mori...

venerdì 13 settembre 2013

Ridiamoci su...


Alla Luna

O graziosa luna, io Ti rammento
Che, per vent’anni, sovra questo colle
Sei venuta ogni sera a rimirarmi:
E Tu pendevi allor su quella selva
Siccome or fai, che tutta la rischiari.
Ma nebuloso adesso e sanza speme
I’ veggo il guardo Tuo assai distante
E il viso Tuo m’appar così stravolto
Per le sventure mie e della gente.
0 mia diletta luna a me non giova
La ricordanza delle liete estati
Quando con Apicella le canzoni
Strimpellavo sui prati de la villa
Che Certosa appellar causticamente
Vollero i Sardi amanti della quiete
La qual col bunga bunga poco dura
!
Leopardo Smacchiato 2

giovedì 12 settembre 2013

Abbiamo un grande Papa!

Papa Francesco ha mostrato di non gradire la trasformazione degli edifici religiosi in strutture alberghiere e ricettive. Quegli immobili non possono essere assoggettati alla logica imperante del lucro e del profitto. Essi sono nella disponibilità dei poveri ed appartengono di diritto alla carne viva e sofferente di Cristo.
Anche io ho sempre pensato che i conventi vuoti traformati in alberghi fossero in realtà una specie di bestemmia, un tradimento del Vangelo, un moderno tributo a Mammona.
Speriamo bene!

Omaggio a un grandissimo Pontefice

Condivido tutto di questo post che mio non è ma è come se l'avessi scritto io. Ricordate la Chiesa negli ultimi tempi di Benedetto XVI? ...