Ripulire il Volto Santo dalle profanazioni di Castellucci!
Questa l'esortazione di qualche cattolico scandalizzato e preoccupato per il controverso spettacolo teatrale di imminente programmazione al Teatro Parenti di Milano.
Vorrei spendere ancora due parole su questo argomento che mi sta particolarmente a cuore, anche se - a quel che vedo - la cosa non interessa affatto i miei cinque lettori.
Del resto uno scrive in primo luogo per se stesso.
Premesso che l'arte, in quanto tale, adopera in modo libero, incondizionato ed autonomo i mezzi espressivi con i quali intende comunicare il messaggio, sono intimamente persuaso che il Volto Santo sia stato orribilmente oltraggiato e sfigurato ben oltre il dovuto da secoli e secoli di cristianesimo inattuato.
L'offesa che viene rappresentata sul palco di un teatro è ben poca cosa rispetto alle offese subite da quel Volto nel corso della nostra storia antica, recente e contemporanea.
La "profanazione" del fondale di una scena sulla quale si staglia il solenne e imperturbabile Volto di Cristo assume - secondo me - il mero valore di un simbolo o, se si vuole, il senso di una dolorosa metafora.
Le profanazioni vere e proprie sono quelle subite nella carne viva da tanti poveri cristi in terra.
L'oltraggio disumano al Volto di Cristo, che è poi il Volto dell'Uomo, è quello inferto di continuo dalle guerre, dalla fame, dalle ingiustizie, dalle violenze e dalla barbarie incessante di una cività cinica e crudele che è cristiana ormai solo nel nome.
Perché allora scandalizzarsi ed indignarsi solo per un innocente spettacolo teatrale e non per tutto il resto?
Aver rispetto di Cristo, riparare l'oltraggio subito dal suo Volto significa solo aver rispetto dei poveri e degli oppressi.
Aver rispetto di Cristo, riparare l'oltraggio subito dal suo Volto significa solo aver rispetto dei poveri e degli oppressi.











