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lunedì 16 gennaio 2012

Il Volto Santo

 
Ripulire il Volto Santo dalle profanazioni di Castellucci!
Questa l'esortazione di qualche cattolico scandalizzato e preoccupato per il controverso spettacolo teatrale di imminente programmazione al Teatro Parenti di Milano.
Vorrei spendere ancora due parole su questo argomento che mi sta particolarmente a cuore, anche se - a quel che vedo - la cosa non interessa affatto i miei cinque lettori. 
Del resto uno scrive in primo luogo per se stesso. 
Premesso che l'arte, in quanto tale, adopera in modo libero, incondizionato ed autonomo i  mezzi espressivi con i quali intende comunicare il messaggio, sono intimamente persuaso che il Volto Santo sia stato orribilmente oltraggiato e sfigurato ben oltre il dovuto da secoli e secoli di cristianesimo inattuato. 
L'offesa che viene rappresentata sul palco di un teatro è ben poca cosa rispetto alle offese subite da quel Volto nel corso della nostra storia antica, recente e contemporanea.
La "profanazione" del fondale di una scena sulla quale si staglia il solenne e imperturbabile Volto di Cristo assume - secondo me - il mero valore di un simbolo o, se si vuole, il senso di una dolorosa metafora. 
Le profanazioni vere e proprie sono quelle subite nella carne viva da tanti poveri cristi in terra. 
L'oltraggio disumano al Volto di Cristo, che è poi il Volto dell'Uomo, è quello inferto di continuo dalle guerre, dalla fame, dalle ingiustizie, dalle violenze e dalla barbarie incessante di una cività cinica e crudele che è cristiana ormai solo nel nome.
Perché allora scandalizzarsi ed indignarsi solo per un innocente spettacolo teatrale e non per tutto il resto
Aver rispetto di Cristo, riparare l'oltraggio subito dal suo Volto significa solo aver rispetto dei poveri e degli oppressi.

venerdì 13 gennaio 2012

Questi benedetti blog cattolici...


Uno spettacolo teatrale con al centro il grandioso Volto di Cristo, Volto di maestà e di bellezza infinita, Volto misterioso e impenetrabile, Volto disfatto e reso ormai  irriconoscibile sotto le croste di una civiltà cinica ed anticristiana, questo spettacolo teatrale - dicevo - ha dato il destro ad un blog cattolico per attaccare il malcapitato Arcivescovo di Oristano, Mons. Sanna, che non avrebbe censurato la blasfemia di quella rappresentazione dalla quale, per giunta, egli avrebbe addirittura tratto qualche spunto per una sua omelia.
L'omelia incriminata è questa. Il blog cattolico, peraltro assai pregevole, elegante e molto curato, è questo.
Non avendo trovato niente di riprovevole nell'omelia del Vescovo e non ravvisando elementi di blasfemia nell'opera teatrale, mi domando: ma è mai possibile essere più papalini del Papa? È davvero un errore imperdonabile prendere spunto da un lavoro teatrale che non mi pare né dissacratore né offensivo?
Per certi cattolici la pura forma è divenuta sostanza. Ma la sostanza è ben altra cosa. 
E poi l'arte, se tale è, ha pur sempre le sue intrinseche, sacrosante pretese di libertà (anche in ordine ai mezzi espressivi) che dovrebbero far desistere anche il critico più accanito da qualsiasi giudizio censorio.
Sta di fatto che, per me, le vere offese al Volto di Dio sono quelle che la società cosiddetta cristiana non smette di arrecare al Volto dell'Uomo, sfigurandone in modo irreparabile la dignità quando questa, nonostante 2 millenni di cristianesimo, viene ancora oggi profondamente ferita nei poveri, negli ultimi, negli emarginati, nei perseguitati, nelle vittime innocenti delle guerre e dell'egoismo degli uomini.

mercoledì 24 febbraio 2010

Le bellezze dell'architettura ortodossa

Le forme dell'architettura ortodossa testimoniano una ricchezza ed una sontuosità che è possibile ammirare anche nella splendida "divina liturgia" di San Giovanni Crisostomo e di San Basilio Magno. Anche gli inni ortodossi sono di eccezionale fascino e di grande profondità teologica, come questo dedicato alla Theotokos (Madre di Dio). È da leggere e da meditare!

venerdì 19 febbraio 2010

giovedì 4 febbraio 2010

Lo splendore dell'arte italiana

Duomo di Firenze - Dall'album di Waldemar

Non v'è possibilità di confronto tra l'architettura sacra di ieri e quella di oggi. I fruitori del passato avevano a disposizione autentiche bibbie di pietra da leggere e da meditare. L'architettura, la scultura e la pittura di un tempo facevano a gara per impreziosire all'esterno ed all'interno delle cattedrali cristiane il messaggio trasmesso e in tal modo sollevare lo spirito. Nelle chiese moderne è pressoché assente la comunicazione tipicamente religiosa. Assomigliano più a sterili contenitori di arte moderna e di altre diavolerie che di arte sacra.

lunedì 21 dicembre 2009

Le ricchezze dell'arte cristiana

La fede ha sempre ispirato insigni opere d'arte. Nella pittura, nella musica, nella scultura e nell'architettura essa ha lasciato impronte durature di grande impatto emotivo e di superba bellezza. La Puglia è ricca di chiese come questa concattedrale di Barletta, dove la pietra gioca con la luce e dove la solenne maestosità del luogo sacro si sposa con la leggerezza e la serenità delle forme.

mercoledì 2 settembre 2009

martedì 1 settembre 2009

Polignano a mare

Monumento a Domenico Modugno sul lungomare omonimo di Polignano a mare. Sullo sfondo dell'azzurro Adriatico la bella statua in bronzo dedicata a questo meraviglioso interprete di tante indimenticabili canzoni. Un doveroso omaggio della sua citta natale ad un grande innovatore della musica leggera in Italia.

mercoledì 29 luglio 2009

Murales

Una gradita sorpresa al rientro: questo colorato ed espressivo mural creato nei giorni scorsi proprio di fronte a casa mia. Complimenti all'ignoto e bravissimo artista.

venerdì 3 luglio 2009

L'incanto di Giotto


20 minuti (tanto dura la visita alla Cappella degli Scrovegni) di pura bellezza, di godimento e di intensa emozione davanti a un capolavoro assoluto dell'arte europea.

sabato 16 maggio 2009

Le belle statue equestri di una volta


Torino - Piazza San Carlo - Monumento a Emanuele Filiberto I di Savoia, opera di Carlo Marochetti del 1838, detta Caval d'Brons che raffigura il duca nell'atto di ringuainare la spada dopo la vittoria di San Quintino.

martedì 12 maggio 2009

La luce e i suoi interpreti

Questa spettacolare galleria, detta galleria grande o di Diana, che collega la reggia di Venaria alla Cappella di Sant'Uberto, è opera dell'insigne architetto siciliano Filippo Juvara.
E' un magnifico inno alla luce, all'armonia, all'eleganza.
N.B.:i ragazzi sulla sinistra - che la foto ritrae nel momento in cui ci stavano venendo timidamente incontro per chiedere se potevano darci notizie storiche ed artistiche sulla Cappella di Sant'Uberto - erano stati coinvolti dalla scuola in un interessante progetto che li ha visti impegnati nel simpatico ruolo di guide turistiche. Molto bravi!

Omaggio a un grandissimo Pontefice

Condivido tutto di questo post che mio non è ma è come se l'avessi scritto io. Ricordate la Chiesa negli ultimi tempi di Benedetto XVI? ...