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giovedì 10 maggio 2012

Elogio dell'elogio...


In questa bella casa visse i suoi anni giovanili il Prof. Nicola Petruzzellis, gloria (quasi sconosciuta ai più) della città che mi ospita. A Trani infatti non esiste una via, un monumento o una semplice lapide commemorativa che Lo ricordi ai posteri.
È davvero singolare il destino degli uomini. C'è chi -  ancora in vita  -  è esaltato e considerato molto al di sopra dei propri meriti e chi invece, pur avendo acquisito massime benemerenze nei campi più disparati, viene posto subito nel dimenticatoio non appena calato il sipario.
Ma gli spiriti eletti, anche se snobbati,  lasciano comunque tracce seguendo le quali è possibile risalire alla loro grandezza e, attraverso i loro scritti, attingerne a piene mani.
Singolare è anche il destino dei libri. Secondo me i libri, come tutte le cose, hanno un'anima. O qualcosa che le assomiglia molto.
E, così, un piccolo, straordinario libro, guarda caso con presentazione e note di Nicola Petruzzellis, è giunto proprio oggi, per vie semi misteriose, nelle mie mani.
Sono sempre stato restio ad acquistare o leggere libri usati ma questo libro, ancora in buona salute anche se con le pagine ormai ingiallite dal tempo, mi ha conquistato immediatamente.
L'edizione è del 1970, il suo costo - all'epoca - di L.500.
A pagina 61 (§ XXIX - COMMEDIA DELLA VITA) ho trovato l'unica, discreta sottolineatura in rosso (di appena 9 righi) che però non mi ha procurato alcun fastidio. Anzi me lo fa amare di più!
È come se sull'uscio di casa si fosse presentato, col suo bravo collare, un tenero cagnolino rimasto senza  padrone ma ancora bisognoso di affetto.
Se poi si considera che il libro è il dono fraterno di un amico - ritrovato anche lui per vie semi misteriose -, allora questo libro diventa per me davvero prezioso. Questo volumetto edito da Mursia e miracolosamente sfuggito all'abbandono, merita da oggi un posto d'onore nella mia modesta libreria ed anche un grandissimo elogio! 
Non per nulla il titolo è ELOGIO DELLA FOLLIA di Erasmo da Rotterdam.
Oltre tutto mi mancava.
Lo leggerò con rispetto e gratitudine.

mercoledì 21 ottobre 2009

Sir Bertrand Russell e il colore del tavolo



Quello che i nostri occhi vedono è realtà o apparenza? E può l'apparenza ingannare a tal punto da sembrare essa stessa realtà? La realtà viene infine colta attraverso forme certe e inequivocabili oppure fallaci e ingannevoli? Perché il colore del mio tavolo al mattino è diverso dal colore dello stesso tavolo la sera? Quale è realmente il vero colore del mio tavolo?

venerdì 17 aprile 2009

Epicuro e Spinoza

"Occhi di Dio"
Incredibile modernità di Epicuro. Alcuni suoi guizzi di genio anticipano Spinoza.

La divinità - secondo Epicuro - esiste ma non si occupa del mondo, se ne sta beata ed indifferente alle vicende degli uomini e delle creature. E la presenza del male è la prova che Dio non partecipa alle cose di quaggiù.
Ecco le sue parole:
"Dio o vuol togliere i mali e non può, o vuole e può. Se vuole e non può, è impotente: il che non può essere di Dio. Se può e non vuole, è invidioso: il che del pari è contrario a Dio. Se né vuole né può, è invidioso e impotente, perciò non è Dio. Se vuole e può, ciò solo conviene a Dio, da dove viene dunque l'esistenza dei mali? e perché non li toglie? Dio non fa nulla, non è preso da alcuna occupazione, a nessuna opera lavora, gode soltanto della sua sapienza e virtù."

Spinoza, il grande e dolce Spinoza, a distanza di secoli usa più o meno le stesse parole per i medesimi concetti.
Ecco come egli descriveva Dio nella sua "Etica":
"Sostanza eterna, infinita e assoluta che non opera con libera volontà né con intelligenza, non ha alcun rapporto personale e diretto con gli uomini né con alcuna altra specie, non è né misericordioso né vindice o giustiziere, non è affetto da gioia né da tristezza. Non vi è pregiudizio più misero di quello che che subordina il presunto amore dell'essere infinito alla venerazione ricevuta da una natura finita. Altrettanto meschina è la convinzione di poter modificare i decreti di Dio per mezzo delle nostre preghiere, come si potrebbe fare con un padre, un giudice e un re".

martedì 11 novembre 2008

Achille e la tartaruga


Alberto Viotto offre gratuitamente il suo Ebook: Achille e la tartaruga e altri paradossi

"Un giorno di più di duemila anni fa, in qualche località non meglio specificata della Magna Grecia, si svolse una gara di corsa che avrebbe fatto discutere per secoli e secoli. Il velocissimo Achille è di fronte alla lenta tartaruga e, per rendere la contesa meno impari, le dà diversi metri di vantaggio. L'esito della gara sembrerebbe scontato, ma, secondo fonti autorevoli, pur essendo in ottima forma e per quanti sforzi facesse, Achille non riuscì mai a raggiungere la tartaruga. Il libro descrive in dettaglio questo ed altri paradossi (il sorite, il cretese mentitore, il gatto quantistico, la stanza cinese) e indica come possono diventare completamente inoffensivi."


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Achille e la tartaruga e altri paradossi

Se volete, divertitevi un pò!!!

Omaggio a un grandissimo Pontefice

Condivido tutto di questo post che mio non è ma è come se l'avessi scritto io. Ricordate la Chiesa negli ultimi tempi di Benedetto XVI? ...