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martedì 8 febbraio 2011

Et-et oppure aut-aut?

S. Kierkegaard


Ieri sera l'ineffabile Messori, autore ricco e prolifico, tanto gradito al mondo cattolico da sembrare il portavoce ufficiale della più pura ortodossia, nel corso della trasmissione "L'infedele" di Gad Lerner, ha riproposto (sia pur di sfuggita) la logica dell'"et-et" che, secondo il Nostro, sarebbe addirittura uno dei "segreti" di Dio. 
La visione cristiana (anzi cattolica) del mondo sarebbe tutta fondata sul paradosso dell'unione degli opposti. 
In tal modo giustizia e carità, Dio uno e Trino, Gesù vero Dio e vero uomo, Chiesa corpo mistico e istituzione umana, visbile e invisibile, libertà e obbedienza, Antico e Nuovo Testamento, ispirazione divina e redazione umana, anima e corpo, spirito e materia, Maria vergine e madre, fede e opere, ragione e rivelazione, luce e tenebre, certezza e scommessa, peccato e redenzione, fasto liturgico e povertà personale, verginità e matrimonio, luce e tenebre, santi e peccatori, paradiso e inferno, poveri di spirito e poveri tout-court, contemplazione e azione, utopia e realismo diventano gli ossimori entro i quali possono tranquillamente convivere senza scandalo la libertà e la paura, l'amore per il prossimo e il suo contrario, la luce della ragione e il buio della superstizione, la miseria e la ricchezza..
Così "il cattolico", secondo il neo-profeta Messori, "è chiamato, ovunque, a operare una sintesi paradossale".
Ma a me sembra che il cristiano, alla luce del vangelo, debba adottare un'altra logica, una logica più semplice, una logica più stringente e coraggiosa, la logica dell'"aut-aut" che da quel vangelo prende le mosse e che da sola potrebbe risolvere tutte le contraddizioni delle quali siamo ancora oggi prigionieri. 
Non è un caso: dopo 2000 anni, cioè dal giorno in cui le felici borgate della Palestina risuonarono della Parola che per un attimo rischiarò le tenebre di questo basso mondo, continuiamo ad essere invischiati fino al collo nell'ingiustizia più nera, nelle guerre più sanguinarie, nelle sopraffazioni più disumane, negli odi più biechi, nelle crudeltà più efferate. 
Senza figurarmi Paradisi nell'aldilà, penso a come sarebbe potuto essere oggi, in terra, la vita di miliardi di persone se il lievito cristiano avesse liberamente agito tale e quale nel corso di questi 20 secoli senza sintesi e senza accomodamenti, senza concili e senza forzate unificazioni di categorie ideologiche che di evangelico hanno ben poco. Penso a come potrebbe essere oggi la condizione di milioni di persone se si fosse scelta la strada diritta della radicalità evangelica e non la pratica obliqua di chi vuole salvare a tutti i costi capre e cavoli.

Il vangelo è o non è. E, se il cristiano deve rifarsi al vangelo, non può non tener conto del messaggio chiarissimo e inequivocabile che vi è contenuto e che dell'"aut- aut" fa la cifra originale e distintiva di chi quel messaggio vuole seguire per instaurare anche qui, sulla terra, il regno di Dio. Valga, ad esempio, questo memorabile passo:
"Nessuno può servire due padroni: o odierà l’uno e amerà l’altro, o preferirà l’uno e disprezzerà l’altro: non potete servire a Dio e a mammona". (Mt 6, 24)
Più "aut-aut" di così!

Omaggio a un grandissimo Pontefice

Condivido tutto di questo post che mio non è ma è come se l'avessi scritto io. Ricordate la Chiesa negli ultimi tempi di Benedetto XVI? ...