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lunedì 15 febbraio 2010

Scuole cattoliche e la legge del vangelo

Nel corso di un'interessante trasmissione di ieri sera su RAI3 la preside di una scuola cattolica, che fa capo a Comunione e Liberazione, ha dichiarato in un'intervita che i ragazzi portatori di handicap non sono presenti nel suo istituto e che, così facendo, non si contravviene ad alcuna legge dello Stato non esistendo per le scuole private alcun obbligo di ammettere alunni disabili, i quali - oltretutto - comporterebbero un incremento di spesa dovuto agli emolumenti per l'insegnante di sostegno.
Ma come è possibile che per una scuola cattolica valgano più le leggi dello Stato (tra l'altro assai prodigo di aiuti) e le leggi del profitto puro e semplice e non quelle del precetto cristiano dell'amore?
Non credo che sia in sintonia con il vangelo tenere in piedi esclusive e costosissime scuole private il cui accesso, reso possibile solo alla medio-alta borghesia, è proscritto nel modo più assoluto ai poveri o ai figli degli immigrati.
Non sono forse i poveri i destinatari privilegiati della buona novella?
Finiamola di prenderci in giro. Lo dico da cristiano. Lo dico da persona che ritiene il privilegio un'offesa alla dignità dell'uomo. Lo dico perché credo fermamente nei valori della giustizia e dell'uguaglianza.
Bisognerebbe stare molto attenti a che la "rabbia dei poveri" non arrivi un giorno ad esplodere in modo irreparabile.
Sarebbe troppo tardi per tutti!

Omaggio a un grandissimo Pontefice

Condivido tutto di questo post che mio non è ma è come se l'avessi scritto io. Ricordate la Chiesa negli ultimi tempi di Benedetto XVI? ...