Ai miei seguaci dedico l'augurio
Che possa invero albergar sovrana
Felicitade in reggia od in tugurio!
— G. Di Benedetto (@quisques) 31 Dicembre 2013
martedì 31 dicembre 2013
Auguri!
sabato 28 dicembre 2013
A cosa servono gli organismi internazionali?
La guerra in Siria continua a mietere un numero impressionante di vittime innocenti.
Non passa giorno che questo coraggioso cinereporter non documenti con immagini strazianti il massacro che si compie non molto lontano da noi nell'indifferenza pressoché generale dei media
A farne le spese sono spesso i bambini.
Il conflitto ha raggiunto picchi di crudeltà e di ferocia che, se da una parte non fanno onore all'uomo ed alla sua dignità, dall'altra gettano un gravissimo discredito sulle organizzazioni internazionali preposte, come l'ONU, al mantenimento della pace e della sicurezza nel mondo.
La domanda sorge spontanea: perché spendere tanti soldi nel tenere in vita organismi inutili e farraginosi che all'atto pratico non servono a niente?
Ho l'impressione che il nostro povero pianeta sia definitivamente ostaggio della follia e dell'ipocrisia.
domenica 1 dicembre 2013
venerdì 29 novembre 2013
sabato 16 novembre 2013
Servono i mistici?
Sviluppando un concetto di Aldous Huxley (*) mi soffermavo in un mio precedente post sulla funzione benefica e addirittura irrinunciabile dei mistici.
Essi sono simili ad antenne capaci di captare e di decodificare i segnali che provengono dalle profondità dell'universo.
Ma i mistici, alla stregua dei profeti, rimangono il più delle volte inascoltati e spesso addirittura derisi.
Un esempio?
Ecco come don Tonino Bello - molto prima dell'introduzione dell'euro come moneta unica - prefigurava la grave crisi che stiamo vivendo oggi:
"Verrano
tempi duri proprio nel momento in cui ci stiamo preparando a vivere
l'esperienza nella casa comune della nuova Europa, che a me si presenta
anche con tristi presagi perché ha più il sapore di una convivenza
economica, di una cassa comune che di una casa comune".
Conclusione: ai mistici ed ai profeti bisognerebbe prestare molta più attenzione che agli altri, economisti compresi.
Vivremmo meglio tutti. E più felici.
(*) Aldous Huxley in "L'eminenza grigia"
lunedì 28 ottobre 2013
Grande Papa
Questa immagine non ha bisogno di commenti.
Il bambino, che - con fiduciosa impertinenza - si aggrappa al Pontefice come per riceverne protezione, è la cartina al tornasole della tenerezza e della semplicità di questo nonno eccezionale che è Papa Francesco
Egli è davvero un meraviglioso dono di Dio. Che Dio Lo aiuti e Lo assista!
venerdì 18 ottobre 2013
Due storie. Due militari. Due comportamenti.
Il secondo dei due è certamente più noto del primo. Ma entrambi erano ufficiali tedeschi ed entrambi, un giorno, ebbero nelle loro mani il destino di alcuni nostri connazionali catturati per rappresaglia
Il primo, a Trani, decise autonomamente di lasciare liberi 50 cittadini tranesi, evitando così una strage.
Il video della TV tedesca rievoca in modo efficace quei tragici fatti del 1943.
Il capitano Priebke, a Roma, dopo l'attentato di Via Rasella in cui persero la vita 33 reclute altoatesine, fece catturare - in esecuzione di un ordine di Kappler - 335 persone, partecipando il giorno successivo alla loro fucilazione presso le fosse Ardeatine.
Due comportamenti diversi in presenza di una situazione apparentemente simile.
Il tenente tedesco, che si trovava in periferia, aveva infatti il vantaggio di operare con una certa libertà e di decidere con una certa autonomia.
Il capitano Priebke, che operava invece nella Capitale, doveva per forza di cose sentirsi addosso il fiato di Kappler e di altri superiori gerachici.
Il primo era quindi libero di assumere decisioni senza grave ed immediato pericolo. Il secondo era invece obbligato ad eseguire gli ordini.
Per Priebke era assolutamente impossibile sottrarsi ai suoi doveri di militare.
L'unica colpa che mi sento di attribuirgli è l'aver errato il calcolo delle vittime, che dovevano essere 330 e non 335. Ma la concitazione di quelle ore può aver determinato l'errore.
Se il primo ufficiale, il tenente Friedrich Kurtz, si è meritato un'imperitura riconoscenza da parte della citta di Trani, il capitano Erich Priebke non può essere condannato ad una damnatio memoriae per l'eternità.
Di crudeltà immani ne avvengono tantissime anche oggi. E alcune addirittura sotto i nostri occhi!
P.S.: ritengo opportuno far notare che a Trani sia l'Arcivescovo sia il Podestà del tempo intervennero di persona recandosi fisicamente a trattare con l'ufficiale tedesco. L'Arcivescovo offrì addirittura la propria vita in cambio di quella dei 50 tranesi in attesa di esecuzione.
Non mi risulta che a Roma si sia presentato qualcuno del Vaticano o del Vicariato per chiedere di trattare con le autorità tedesche.
Il primo, a Trani, decise autonomamente di lasciare liberi 50 cittadini tranesi, evitando così una strage.
Il video della TV tedesca rievoca in modo efficace quei tragici fatti del 1943.
Il capitano Priebke, a Roma, dopo l'attentato di Via Rasella in cui persero la vita 33 reclute altoatesine, fece catturare - in esecuzione di un ordine di Kappler - 335 persone, partecipando il giorno successivo alla loro fucilazione presso le fosse Ardeatine.
Due comportamenti diversi in presenza di una situazione apparentemente simile.
Il tenente tedesco, che si trovava in periferia, aveva infatti il vantaggio di operare con una certa libertà e di decidere con una certa autonomia.
Il capitano Priebke, che operava invece nella Capitale, doveva per forza di cose sentirsi addosso il fiato di Kappler e di altri superiori gerachici.
Il primo era quindi libero di assumere decisioni senza grave ed immediato pericolo. Il secondo era invece obbligato ad eseguire gli ordini.
Per Priebke era assolutamente impossibile sottrarsi ai suoi doveri di militare.
L'unica colpa che mi sento di attribuirgli è l'aver errato il calcolo delle vittime, che dovevano essere 330 e non 335. Ma la concitazione di quelle ore può aver determinato l'errore.
Se il primo ufficiale, il tenente Friedrich Kurtz, si è meritato un'imperitura riconoscenza da parte della citta di Trani, il capitano Erich Priebke non può essere condannato ad una damnatio memoriae per l'eternità.
Di crudeltà immani ne avvengono tantissime anche oggi. E alcune addirittura sotto i nostri occhi!
P.S.: ritengo opportuno far notare che a Trani sia l'Arcivescovo sia il Podestà del tempo intervennero di persona recandosi fisicamente a trattare con l'ufficiale tedesco. L'Arcivescovo offrì addirittura la propria vita in cambio di quella dei 50 tranesi in attesa di esecuzione.
Non mi risulta che a Roma si sia presentato qualcuno del Vaticano o del Vicariato per chiedere di trattare con le autorità tedesche.
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