venerdì 24 dicembre 2010

"Silent Night" - Sarah Brightman

Non vorrei rovinare la dolcezza mielata del Natale tradizionale.  Cliccate pure sul video e fate partire la delizia del canto. Ma nel frattempo soffermiamoci per un momento a pensare che oggi altri bambini continuano a nascere nelle mangiatoie dell'indifferenza, altri giovani e altri uomini e continuano a crescere in  un mondo che galleggia sempre di più nella povertà e nell'ingiustizia.
Mi auguro che almeno la società occidentale (che si dice cristiana) sappia finalmente guardare la culla di Betlemme con occhi di autentica com-passione e di vera solidarietà umana per chi è condannato a vivere ai margini del benessere senza la dignità che spetta ad ogni uomo. Senza averne la minima colpa.
Che finisca per sempre il nostro tempo cinico e crudele. Che  il Natale ci aiuti a non esporre al freddo e al gelo nessun altro innocente.

martedì 21 dicembre 2010

Ilario di Poitiers

"Oggi dobbiamo combattere un persecutore ancora più insidioso, un nemico che ci inganna: non ci frusta la schiena, ma ci accarezza il ventre; non ci confisca i beni per darci la vita, ma ci rende ricchi per la nostra morte; non attenta alla nostra libertà, gettandoci in prigione, ma ci rende schiavi dei suoi inviti a palazzo; non strazia i nostri fianchi, ma prende possesso del nostro cuore." (Contro Costanzo, libro V)
 
Son debitore al mio coltissimo amico Max Fabris di questa dotta citazione che ha il sapore di un'autentica profezia. Pare che sia stata scritta proprio per i nostri tempi cinici e crudeli.

domenica 12 dicembre 2010

Simboli et similia

Il Natale deriva da analoga festività pagana. Il 25 dicembre veniva celebrato il Sol Invictus. Un modo di sottolineare, nel momento del solstizio d'inverno, la forza e la continuità della natura, la luce che vince le tenebre, la vita che rinasce dopo la morte. Il Natale cristiano ha solo sostituito quella festa pagana. Ma il simbolismo del rinnovamento è lo stesso.
Anche la Pasqua si rifà ad altra festività, questa volta ebraica. La Pasqua cristiana ha anch'essa solo sostituito quella ebraica. Ma il simbolismo e il  il tema del passaggio rimangono gli stessi. 
La resurrezione di Gesù - che in Paolo è fondamento indispensabile per il credente  e che per molti costituisce uno scoglio logico per la fede - diventerebbe di colpo familiare e non più ostica alla ragione se fosse accettata come pura rappresentazione simbolica. 
D'altra parte quando si crede alla resurrezione del corpo fisico di Gesù, non vi è motivo di non credere alla resurrezione di Lazzaro o alla resurrezione degli altri "corpi dei santi" di cui parla Matteo: "i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi morti risuscitarono. E uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti" (Mt 27, 52-53).
Se è vera resurrezione in carne ed ossa per uno, lo deve essere anche per gli altri. Se semplicemente simbolica,  deve essere semplicemente simbolica per tutti.
"Tutto quaggiù è null'altro che simbolo e sogno".

mercoledì 1 dicembre 2010

Grande Monicelli!

 
Vorrei rendere onore a un grande regista, a una coraggiosa, lucida voce di dissenso con questo splendido omaggio pubblicato su Micromega. Lo condivido interamente, anche nelle virgole.

martedì 30 novembre 2010

Piezas de puzzle - Jigsaw pieces

Il fascino discreto della seduzione.
Dall'album pubblico di Esperanza, fotografa spagnola di grande talento.

domenica 28 novembre 2010

Lucida ed obiettiva analisi

Bertrand Russell 
Trovo Facebook uno strumento molto efficace per favorire scambio di opinioni e libera circolazione delle idee. Ecco, ad esempio, come la pensa uno degli amici che su quel social network frequento di più.
Inutile dire che sottoscrivo pienamente il suo pensiero. Lo trascrivo qui di seguito integralmente:
"...quello che io vedo è una civiltà sulla via del tramonto, per usare un eufemismo. Mi pare che la gran massa dei pensanti concordi nell'individuare nei "valori" perseguiti dalla nostra classe dirigente la causa di questo fenomeno. Constato che questa classe dirigente continua a riscuotere il consenso della maggioranza popolare elezione dopo elezione, vergogna dopo vergogna, prevaricazione dopo prevaricazione, in una sorta di sindrome di Stoccolma. Ed ho il forte sospetto -per usare un altro eufemismo- che questa maggioranza lo faccia perché composta da gente che alla dignità, per sé e per i posteri, preferisce la speranza di qualche briciola caduta dal tavolo del potere. Speranza nutrita da ciò che ha sostituito il libero pensiero: i media.
È su questo piatto che io sputo, come Remarque quando scrisse "Non è la mia Patria". E non è il "mio". Non è quello del Rinascimento -come sembri credere- e neanche, con qualche distinguo, quello del Risorgimento. È quello di chi questo retaggio uccide.
Io non predico l'abolizione di partiti (se mai quella del finanziamento obbligatorio di TUTTI i partiti) né la loro demonizzazione; ma l'abolizione di ciò che impedisce al sistema di funzionare secondo le regole che, da che esisto, si sono chiamate "democratiche".
La rivoluzione vera, quella della disperazione e del sangue, quella che la storia ci indica come valvola di sfogo di situazioni come questa, ci è impedita dal consenso artificiale verso il suo logico obiettivo e dall'illusione di vivere che un potere scaltrito ha instillato nella gente.
Io sarò certamente cretino; ma non tanto da incitare, oggi, la gente a spaccare le teste altrui. Non perché sarebbe "brutto" (ogni rivoluzione lo è). Perché sarebbe inutile.
L'unica rivoluzione che io vedo possibile e necessaria, oggi, è quella dell'informazione. 
Ed è quella che cerco di attivare".
A questa sintetica ma esuriente analisi mi permetto solo di aggiungere che oggi è più che mai necessario non farsi irretire dalla propaganda e dal suo assordante tam-tam mediatico ed è quanto mai attuale il severo monito di Russell: «acquisire un'immunità alla eloquenza è della massima importanza per i cittadini di una democrazia.»

Omaggio a un grandissimo Pontefice

Condivido tutto di questo post che mio non è ma è come se l'avessi scritto io. Ricordate la Chiesa negli ultimi tempi di Benedetto XVI? ...