venerdì 29 novembre 2013
sabato 16 novembre 2013
Servono i mistici?
Sviluppando un concetto di Aldous Huxley (*) mi soffermavo in un mio precedente post sulla funzione benefica e addirittura irrinunciabile dei mistici.
Essi sono simili ad antenne capaci di captare e di decodificare i segnali che provengono dalle profondità dell'universo.
Ma i mistici, alla stregua dei profeti, rimangono il più delle volte inascoltati e spesso addirittura derisi.
Un esempio?
Ecco come don Tonino Bello - molto prima dell'introduzione dell'euro come moneta unica - prefigurava la grave crisi che stiamo vivendo oggi:
"Verrano
tempi duri proprio nel momento in cui ci stiamo preparando a vivere
l'esperienza nella casa comune della nuova Europa, che a me si presenta
anche con tristi presagi perché ha più il sapore di una convivenza
economica, di una cassa comune che di una casa comune".
Conclusione: ai mistici ed ai profeti bisognerebbe prestare molta più attenzione che agli altri, economisti compresi.
Vivremmo meglio tutti. E più felici.
(*) Aldous Huxley in "L'eminenza grigia"
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