domenica 29 novembre 2015

Voi invece avete disprezzato il povero! (Giacomo 2,6)

Ho iniziato a leggere "Avarizia" di Emiliano Fittipaldi, ossia le "carte che svelano ricchezza, scandali e segreti della Chiesa di Francesco".
Conoscevo già, per altre letture, le magagne e le infedeltà di tanti ministri di Dio, anche se so che esistono tantissimi preti con le "sottane lise" e senza conti in banca. 
Il primo impatto tuttavia è stato desolante. 
Non certo per colpa del giornalista che ha fatto il suo mestiere e che non merita per questo di essere alla sbarra nel processo che si sta celebrando in Vaticano.
Come è stato possibile che uomini di Chiesa, i quali ben conoscevano il monito evangelico del "non potete servire due padroni; non potete servire Dio e mammona", si siano lasciati sedurre dal dio denaro, si siano lasciati  alle spalle la divina libertà delle Beatitudini; abbiano preferito il ricco al povero; abbiano scelto la compagnia dei potenti di questo mondo ignorando sistematicamente i deboli e i derelitti nel cui volto è riflesso il Volto stesso di Dio? 

Cosa stavano a fare in questi torbidi anni i "dolci Cristi in terra" avvolti in lussuose pianete, cosa difendevano i difensori del "depositum fidei"-  il quale altro non è che inoperante lettera morta se non costituisce lievito nella vita degli uomini -; cosa hanno fatto i "Beatissimi Padri" e le "Santità" felicemente regnanti nelle loro fastose dimore per impedire l'ingresso trionfale di mammona in Vaticano e, più in generale, nella Chiesa; a cosa sono serviti e, soprattutto, quali interessi hanno servito i "Servi dei servi di Dio" che si sono succeduti sul rutilante trono di Pietro?
Su chi ricade, se non su di loro, la responsabiltà di aver abbandonato la rotta delle Beatitudini e di avere avvilito e stravolto, nei fatti, il sublime discorso della montagna?
Adesso comprendo ancora di più l'amareza ma anche il coraggio della rinuncia di Benedetto XVI.

Le forze del male e le lusinghe del denaro sono state e sono tuttora fortissime.
Posso sbagliarmi ma ho la quasi certezza che nemmeno l'esempio e la semplicità di questo Papa potranno cambiare il corso delle cose. 
Tutto ritornerà come prima quando Francesco non ci sarà più. 
E, come prima, tutto sarà fatto - siatene certi - ad maiorem Dei gloriam!

giovedì 5 novembre 2015

Beati i poveri...

Questo Cardinale, il cui ritratto pare uscito dalle illustrazioni a corredo di un testo di storia rinascimentale, è un Principe della Chiesa australiano trapiantato a Roma.
Il suo nome è George Pell.
Secondo quanto scrive nel suo libro "Avarizia" Emiliano Fittipaldi, il porporato avrebbe speso una fortuna in spese folli, tra le quali l'acquisto di mobli per un valore di 47.000, 00 euro.
Per associazione di idee, mi sono ricordato delle spese pazze di alcuni dei generaloni di un tempo (non so se continuano a farlo anche quelli ben più pagati di adesso), i quali, all'indomani del loro insediamento in un nuovo incarico, erano soliti seguire il quasi generale (mal)vezzo - non per nulla erano generali! - di "personalizzare" il poprio ufficio con nuovi lampadari, nuova tappezzeria, nuove poltrone, nuovi tappeti, nuove suppellettili e nuovi mobili acquistati ex novo con i soldi di Pantalone.
Qualche maligno arrivava addirittura a dire che i mobili, i tappeti, le suppellettili e i lampadari di cui era dotato l'ufficio del precedente occupante prendevano posto sullo stesso camion che traferiva le masserizie private della sua famiglia.
E mi sono anche ricordato delle spese pazze fatte sostenere da alcuni governatori di Regione che - nelle loro manie di grandezza - pretesero bagni di centinaia di milioni di lire attigui ai prori uffici.
Quanto siamo lontani dalla visione cristiana di Agostino che ne "La citta di Dio" scriveva:
“Nella casa del giusto anche coloro che esercitano un comando non fanno in realtà che prestare servizio a coloro che sembrano essere comandati: essi difatti non comandano per cupidigia di dominio, ma per dovere di fare del bene agli uomini, non per orgoglio di primeggiare, ma per onore di provvedere"!