lunedì 28 ottobre 2013

Grande Papa

Questa immagine non ha bisogno di commenti.
Il bambino, che - con fiduciosa impertinenza - si aggrappa al Pontefice come per riceverne protezione, è la cartina al tornasole della tenerezza e della semplicità di questo nonno eccezionale che è Papa Francesco
Egli è davvero un meraviglioso dono di Dio.
Che Dio Lo aiuti e Lo assista!

venerdì 18 ottobre 2013

Due storie. Due militari. Due comportamenti.

Friedrich Kurtz ed Erich Priebke.
Il secondo dei due è certamente più noto del primo. Ma entrambi erano ufficiali tedeschi ed entrambi, un giorno, ebbero nelle loro mani il destino di alcuni nostri connazionali catturati per rappresaglia
Il primo, a Trani, decise autonomamente di lasciare liberi 50 cittadini tranesi, evitando così una strage.
Il video della TV tedesca rievoca in modo efficace quei tragici fatti del 1943.
Il capitano Priebke, a Roma, dopo l'attentato di Via Rasella in cui persero la vita 33 reclute altoatesine, fece catturare - in esecuzione di un ordine di Kappler - 335 persone, partecipando il giorno successivo alla loro fucilazione presso le fosse Ardeatine.
Due comportamenti diversi in presenza di una situazione apparentemente simile.
Il tenente tedesco, che si trovava in periferia, aveva infatti il vantaggio di operare con una certa libertà e di decidere con una certa autonomia.
Il capitano Priebke, che operava invece nella Capitale, doveva per forza di cose sentirsi addosso il fiato di Kappler e di altri superiori gerachici.
Il primo era quindi libero di assumere decisioni senza grave ed immediato pericolo. Il secondo era invece obbligato ad eseguire gli ordini.
Per Priebke era assolutamente impossibile sottrarsi ai suoi doveri di militare.
L'unica colpa che mi sento di attribuirgli è l'aver errato il calcolo delle vittime, che dovevano essere 330 e non 335. Ma la concitazione di quelle ore può aver determinato l'errore.
Se il primo ufficiale, il tenente Friedrich Kurtz, si è meritato un'imperitura riconoscenza da parte della citta di Trani, il capitano Erich Priebke non può essere condannato ad una damnatio memoriae per l'eternità.
Di crudeltà immani ne avvengono tantissime anche oggi. E alcune addirittura sotto i nostri occhi!

P.S.: ritengo opportuno far notare che a Trani sia l'Arcivescovo sia il Podestà del tempo intervennero di persona recandosi fisicamente a trattare con l'ufficiale tedesco. L'Arcivescovo offrì addirittura la propria vita in cambio di quella dei 50 tranesi in attesa di esecuzione. 
Non mi risulta che a Roma si sia presentato qualcuno del Vaticano o del Vicariato per chiedere di trattare con le autorità tedesche.

martedì 8 ottobre 2013

L'impoverimento generale come traguardo finale

Adesso è tutto chiaro.
Il disegno parte dall'euro e dai suoi effetti disastrosi sulle tasche delle famiglie italiane.
All'indomani dell'entrata in vigore della moneta unica, nonostante tutte le chiacchiere dette e scritte, nessun governo (quello di Berlusconi in testa) ha mai inteso mettere in atto una concreta vigilanza sui prezzi basata sull'effettivo rapporto euro/lire e non ci fu mai la tanto sbandierata guerra (a parole) contro l'aumento dei prezzi praticato quasi immediatamente dai commercianti.
Queste volute omissioni (anche del successivo governo Prodi) hanno fatto sì che il costo della vita schizzasse così in alto che, in buona sostanza, ciò che costava mille lire ci costò quasi subito duemila, cioè un euro ed anche più.
La grossa perdita del potere di acquisto subita negli anni dagli italiani è a tutti evidente. 
In soldoni questo potere - nel migliore dei casi - risulta oggi più che dimezzato
Con centomila lire una famiglia riusciva a portare a casa un carrello pieno di ogni ben di Dio dal supermercato. 
Oggi per fare la stessa spesa non bastano 150-200 euro. 
Uno stipendio di 1.500 euro di oggi non  è affatto paragonabile ad uno stipendio di 3.000.000 lire di allora.
Prima del 2000, con 3.000.000,  uno era quasi ricco. Oggi una famiglia di quattro persone, con 1.500 euro al mese e con un mutuo da pagare, è molto vicina alla soglia di povertà.
Dopo aver impoverito - come si vede - le classi più deboli, adesso chi ci governa passa al traguardo successivo: impoverire le classi medie.
Continuare infatti ad escludere gli stipendi o le pensioni superiori a 3.000 euro dall'adeguamento al costo della vita, che comunque cresce inesorabilmente anno dopo anno, porterà nel breve periodo ad abbattere drasticamente il potere di acquisto anche di queste retribuzioni.
L'importante - per i signori del palazzo - è che il blocco delle pensioni e degli stipendi non venga applicato ai magistrati ed ai loro equiparati, politici compresi.
Viva l'Italia! Viva la politica italiana!

sabato 5 ottobre 2013

Papa Francesco e certi siti cattolici

Non faccio misteri sulla mia simpatia per questo Papa.

La foto che - da cardinale - lo ritraeva come un normalissimo passeggero su un vagone della metropolitana di Buenos Aires me lo rese simpatico da subito.
I gesti semplici che sin dall'inizio hanno segnato il Suo Pontificato mi hanno confermato finora  nell'idea che Papa Bergoglio è un autentico dono del Cielo.
È il Papa che la gente semplice e senza grilli per la testa aspettava da tempo.
Se -  come generalmente si  ritiene nel mondo cattolico - è lo Spirito che soffia ed agisce sulle vicende umane e se anche l'elezione del Papa ne è una diretta e privilegiata conseguenza, allora non si riescono a capire certe prese di posizione, espresse a volte con vera acrimonia, da taluni rappresentanti di un mondo cattolico tradizionalista.

Eccone, ad esempio, due tratte da un blog  - per altri versi pregevole - che non cito:

- "Suggerisco la lettura delle lucidissime considerazioni del Prof. Xx Xxxxx che sottoscrivo parola per parola, in particolare il finale:
"[vi è in Francesco]una certa inclinazione autoritaria (“io farò di tutto per …”), in singolare contrasto con i frequenti assunti pluralistici, ma tipica dei “rivoluzionari” democratici, col rischio di imprudenti collisioni con la tradizione millenaria.
In più, resta incongruo in papa Francesco questo prendere iniziative di comunicazione pubblica e questo volersi senza filtri (la sintomatica immagine dell’appartamento papale come un imbuto), che rivelano indisponibilità a sentirsi uomo di governo (cosa più difficile che essere riformatore) in un’istituzione altissima e “sui generis” come la Chiesa cattolica. Le battute del papa su curia e Vaticano lo evidenziano.
Il suo è, a tratti, un comportamento da manager moderno e informale, di quelli che si concedono molto alla stampa. Ma questo aggrapparsi a persone e cose che stanno fuori – collaboratori, amici, stampa, opinione pubblica, lo stesso appartamento a Santa Marta è “fuori” – come se l’uomo Bergoglio temesse di non sapere che fare una volta rimasto solo, da papa, nell’appartamento dei papi, non è positivo. E non potrà durare. Anche i media si stancheranno di fare da sponda a un papa che ha troppo bisogno di loro."

- Ed ancora: 
"Gentile Xxxxxxxxxx,
Spero che finalmente Lei pubblicherà questa mia. Ognuno può far quel che vuole, ma almeno rispondere alle mail dovrebbe essere doveroso.
Lei sbaglia, secondo me: ma non per i motivi che uno, in una temperie "culturale" come questa, sarebbe portato a supporre.
La Chiesa (se di Chiesa si tratta) è in contraddizione con se stessa da circa 50 anni. Dire che Bergoglio sbaglia a canonizzare GPII perchè ne contraddice il magistero significa non aver colto --ma lei, secondo me, l'ha colto, e meglio di molti altri-- il carattere del ciarlatano della pampa: l'assenza di qualsiasi elemento di rigore teoretico in tutto quel che egli fa. Ecco perchè piace alle masse.
A Bergoglio non frega nulla del magistero.
Inoltre, tutte le buffonate di questo papa --sempre che lo sia: e lui stesso pare non voglia esserlo--non ci devono, per contrasto, far rivalutare la figura di GPII, che, pace all'anima sua, ha introdotto o rafforzato nella Chiesa elementi spuri e anticattolici: un culto sciatto, quando non blasfemo, l'incarnazionismo, il personalismo, etc.: tutte cose che lei sa meglio di me.
Grazie dell'attenzione e dello spazio.
Cordiali saluti,
Xxxxx"

Parlare disinvoltamente del Papa come di un ciarlatano della pampa mi sembra irriguardoso oltre che ingiusto. 
Chi sono questi signori per mettere sulla graticola un Pontefice? 
Non si muove foglia che Dio non voglia e il cammino dello Spirito non sempre incrocia le aspettative umane. 
Personalmente sono molto felice che Papa Francesco riesca oggi a scuotere le coscienze assopite, a dar voce alla stragrande maggioranza del popolo di Dio che, negli anni appena trascorsi del fulgore, del personalismo (mi verrebbe da dire del culto della personalità) e della grandeur semimondana di GPII, aveva invece visto offuscarsi e di molto i valori autentici di un Vangelo quasi completamente dimenticato.
Questo Papa, un giorno sì e l'altro pure, non fa altro che richiamare con energia - e con grande efficacia comunicativa - i negletti ed imperiosi doveri di un cristiano verso i poveri e verso chi si dibatte tra le mille difficoltà di un mondo che segue da troppo tempo più Mammona che Dio.
Niente di più, niente di meno.
Lunga vita all'intrepido Papa Bergoglio!

martedì 1 ottobre 2013

Una facile profezia

Era il 1994 quando Indro Montanelli,  intervistato da Curzio Maltese, dichiarava:

“L’unico modo per liberarci di Berlusconi è lasciarlo governare. Tutto finirà male, malissimo, nella vergogna e nella corruzione. E sarà stato inutile avere ragione. Un giorno il giornale ti chiederà di scrivere un articolo sulla fine di Berlusconi e non ne avrai più voglia…”.

La profezia di Montanelli, che conosceva molto bene Berlusconi, si è purtroppo avverata.
Sarebbe bastato - all'epoca - evitare che il Cavaliere(?!) governasse. 
Invece gli è stato dato troppo spazio per troppo tempo.
La vergogna ha finito per coinvolgere l'intera Nazione e, nel ventennio che sta per concludersi, la corruzione si è estesa a macchia d'olio con la  progressione di un tumore maligno.