sabato 26 gennaio 2013

Qualcosa di me e della mia anarchia...


"Sarà difficile ridurre all'obbedienza chi non ama comandare".
F. Rousseau

"Più che comandare io preferisco disobbedire".
I. Montanelli

In queste due massime ritrovo pienamente me stesso.
Devo infatti riconoscere che per me non è stato facile né comandare né obbedire, specie quando certi ordini mi sembravano palesemente in contrasto con il comune buon senso.
Credo tuttavia di essere riuscito a fare tutte e due le cose, perché ho sempre pensato che il dovere viene prima di tutto. Anche prima di se stessi e della propria indole.
Ma - a ben vedere - chi ritiene che il dovere sia al di sopra di tutto e di tutti non ha bisogno di essere comandato da altri se non dalla propria coscienza.
E chi è convinto di questo non si arroga neanche il diritto di comandare ai propri simili.
L'anarchico, nel senso più nobile della parola, è colui che non ha altro padrone all'infuori di sé e che, al tempo stesso, non si considera padrone di nessuno.
Qualcuno però potrebbe dire che l'anarchia è parente stretta dell'utopia.
Sono d'accordo anch'io!

venerdì 25 gennaio 2013

La libertà a stelle e strisce

Questa vignetta deliziosa, che avrebbe potuto illustrare ancora meglio il precedente post, racchiude una verità sacrosanta. Devo riconoscere infatti che gli USA sono i principali responsabili di questo ordine mondiale che fa acqua da tutte le parti.
Non sono un antiamericano per partito preso ma non ho mai amato gli americani. Non ho mai sopportato quelli che in Italia li hanno voluto a tutti i costi prendere a modello, scimmiottandone goffamente i comportamenti in tutti i campi.
La democrazia degli USA è solo apparente, come del resto in qualsiasi parte del mondo.
La loro pretesa di esportarla lì dove essi decidono è frutto di una evidente mania di grandezza, deriva da un eccesso di arroganza, è il risultato di una vera e propria mentalità colonialista.
Gli americani non mi piacciono per la loro disarmante leggerezza, per la loro infantile attitudine al gioco crudele della guerra, per la loro incapacità di capire il mondo, per la loro durezza di cuore nei confronti dei più emarginati.
La cultura a stelle e strisce ha il marchio di fabbrica di una società che non ci appartiene, è il portato di una mentalità assai lontana dal pensiero europeo, è la conseguenza di un ibrido ripensamento delle istanze puritane ed ipocrite di un filone religioso che nel denaro vede il segno tangibile della benedizione di Dio.
Mammona è mammona, è una manifestazione diretta del Diavolo e come tale dovrebbe essere considerato.
Gli americani ed il loro sistema capitalistico lo hanno invece elevato al rango di un vittorioso e rutilante Cherubino sulla destra del trono di Dio.
Oggi quel Cherubino, sfolgorante di luci false ed artefatte, è stato anch'egli precipitato all'inferno subendo la sorte già toccata a Lucifero.
Che Dio salvi veramente l'America e, con essa, tutti quelli che hanno avuto la disavventura di seguirla nel bene ma soprattutto nel male.
(Tratto da un mio precedente post)

sabato 19 gennaio 2013

God Bless America


Ieri sera ho seguito con molto interesse un documentario trasmesso da RAI 3 sul primo Presidente del Burkina Faso, il nome nuovo dell'Alto Volta, già colonia francese.
Un capitano di poco più di 30 anni, alla guida di un Paese poverissimo ma ricco di risorse minerarie, aveva intuito molte cose sul debito pubblico e sugli spietati meccanismi economico-finanaziari che una società opulenta, guidata da esigue e ciniche minoranze, non ha mai smesso di mettere a punto per ridurre in schiavitù la maggior parte degli abitanti del pianeta.
Succede ancora oggi ed anche  noi cominciamo a sperimentarlo sulla nostra pelle.
Quel che emerge chiaramente nella vicenda di Sankara è il ruolo dell'America e della Francia. 
L'ombra della CIA e dei Servizi segreti francesi avvolge la morte per assassinio del giovane leader che aveva avuto il torto di smascherare gli sporchi giochi degli ex-colonizzatori e del mondo occidentale in genere ai danni dei Paesi sottosviluppati dell'Africa.
Pensare che la democrazia si esporti con gli eserciti e con le missioni di pace a guida stelle e strisce, sperare che Dio continui a benedire l'America e abbandoni al proprio destino milioni di infelici è una pretesa bella e buona.
La retorica delle parole ha fatto il suo tempo. È ora di smetterla con gli inganni. Finiamola anche con gli inganni di tipo linguistico che sono i più pericolosi di tutti.
Il sopruso è sopruso, lo sfruttamento è sfruttamento, le invasioni (anche quella recente del Mali, Stato confinante con il Burkina Faso) sono invasioni, le morti sono morti, le atrocità sono atrocità.
Non ci sono altri nomi per definire l'inciviltà dei cosiddetti Paesi democratici e civili, compreso il nostro.

martedì 8 gennaio 2013

Il rispetto non è più dovuto ai poveri ma ai ricchi

Monti nella Basilica di San Pietro in Vaticano

Giacomo - Capitolo 2 

Il rispetto dovuto ai poveri

[1]Fratelli miei, non mescolate a favoritismi personali la vostra fede nel Signore nostro Gesù Cristo, Signore della gloria. [2]Supponiamo che entri in una vostra adunanza qualcuno con un anello d'oro al dito, vestito splendidamente, ed entri anche un povero con un vestito logoro. [3]Se voi guardate a colui che è vestito splendidamente e gli dite: «Tu siediti qui comodamente», e al povero dite: «Tu mettiti in piedi lì», oppure: «Siediti qui ai piedi del mio sgabello», [4]non fate in voi stessi preferenze e non siete giudici dai giudizi perversi? [5]Ascoltate, fratelli miei carissimi: Dio non ha forse scelto i poveri nel mondo per farli ricchi con la fede ed eredi del regno che ha promesso a quelli che lo amano? [6]Voi invece avete disprezzato il povero! Non sono forse i ricchi che vi tiranneggiano e vi trascinano davanti ai tribunali? [7]Non sono essi che bestemmiano il bel nome che è stato invocato sopra di voi?...

Di questi chiari e cogenti ammonimenti del cristianesimo delle origini chi se ne ricorda più?
Dei poveri non interessa più niente a nessuno.

domenica 6 gennaio 2013

Te Deum laudamus


Sono convinto che è un dovere dell'uomo ringraziare Dio per i doni che Egli dispensa a piene mani. In primo luogo per il dono della vita.
Ma sono anche persuaso che il ringraziamento al Signore della vita debba essere accompagnato dall'energica condanna - nei modi opportuni e inopportuni - dei piccoli signori della morte che continuano a seminare distruzione e lutti in ogni parte del mondo.
Altrimenti anche il Te Deum suona un ringraziamento ipocrita e blasfemo come tante altre preghiere.