martedì 28 dicembre 2010

L'indifferenza

L'indifferenza del nostro tempo è ben rappresentata in questa immagine di una fotografa spagnola di grande talento.

venerdì 24 dicembre 2010

"Silent Night" - Sarah Brightman

Non vorrei rovinare la dolcezza mielata del Natale tradizionale.  Cliccate pure sul video e fate partire la delizia del canto. Ma nel frattempo soffermiamoci per un momento a pensare che oggi altri bambini continuano a nascere nelle mangiatoie dell'indifferenza, altri giovani e altri uomini e continuano a crescere in  un mondo che galleggia sempre di più nella povertà e nell'ingiustizia.
Mi auguro che almeno la società occidentale (che si dice cristiana) sappia finalmente guardare la culla di Betlemme con occhi di autentica com-passione e di vera solidarietà umana per chi è condannato a vivere ai margini del benessere senza la dignità che spetta ad ogni uomo. Senza averne la minima colpa.
Che finisca per sempre il nostro tempo cinico e crudele. Che  il Natale ci aiuti a non esporre al freddo e al gelo nessun altro innocente.

martedì 21 dicembre 2010

Ilario di Poitiers

"Oggi dobbiamo combattere un persecutore ancora più insidioso, un nemico che ci inganna: non ci frusta la schiena, ma ci accarezza il ventre; non ci confisca i beni per darci la vita, ma ci rende ricchi per la nostra morte; non attenta alla nostra libertà, gettandoci in prigione, ma ci rende schiavi dei suoi inviti a palazzo; non strazia i nostri fianchi, ma prende possesso del nostro cuore." (Contro Costanzo, libro V)
 
Son debitore al mio coltissimo amico Max Fabris di questa dotta citazione che ha il sapore di un'autentica profezia. Pare che sia stata scritta proprio per i nostri tempi cinici e crudeli.

domenica 12 dicembre 2010

Simboli et similia

Il Natale deriva da analoga festività pagana. Il 25 dicembre veniva celebrato il Sol Invictus. Un modo di sottolineare, nel momento del solstizio d'inverno, la forza e la continuità della natura, la luce che vince le tenebre, la vita che rinasce dopo la morte. Il Natale cristiano ha solo sostituito quella festa pagana. Ma il simbolismo del rinnovamento è lo stesso.
Anche la Pasqua si rifà ad altra festività, questa volta ebraica. La Pasqua cristiana ha anch'essa solo sostituito quella ebraica. Ma il simbolismo e il  il tema del passaggio rimangono gli stessi. 
La resurrezione di Gesù - che in Paolo è fondamento indispensabile per il credente  e che per molti costituisce uno scoglio logico per la fede - diventerebbe di colpo familiare e non più ostica alla ragione se fosse accettata come pura rappresentazione simbolica. 
D'altra parte quando si crede alla resurrezione del corpo fisico di Gesù, non vi è motivo di non credere alla resurrezione di Lazzaro o alla resurrezione degli altri "corpi dei santi" di cui parla Matteo: "i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi morti risuscitarono. E uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti" (Mt 27, 52-53).
Se è vera resurrezione in carne ed ossa per uno, lo deve essere anche per gli altri. Se semplicemente simbolica,  deve essere semplicemente simbolica per tutti.
"Tutto quaggiù è null'altro che simbolo e sogno".

mercoledì 1 dicembre 2010

Grande Monicelli!

 
Vorrei rendere onore a un grande regista, a una coraggiosa, lucida voce di dissenso con questo splendido omaggio pubblicato su Micromega. Lo condivido interamente, anche nelle virgole.