lunedì 31 maggio 2010

Nana Mouskouri - Amazing grace

mercoledì 26 maggio 2010

Abbiamo bisogno di ritrovare la carità



Trani - Chiesa di S. Domenico - Copia dellla Sacra Sindone

Ho ricevuto su Facebook questa lettera. La trovo davvero splendida, molto vicina alla mia visione del mondo e al mio modo di intendere la fede e la fedeltà al Vangelo. La condivido volentieri con i miei 10 lettori. Eccola:

Sindone

Pochi lo sanno. A Nonantola, a dieci chilometri da Modena, nel museo abbaziale, è esposto un prezioso reliquiario d’argento del 1679 che accoglie un pezzo della croce di Gesù di centimetri 29 per 18 per 2. Sembra il secondo per grandezza dopo il frammento nella chiesa di Santa Croce a Roma. La reliquia nonantolana è coperta di una lamina d’oro con quattro clipei, medaglioni, che rappresentano santi orientali.
La reliquia infatti proviene da Costantinopoli e arriva nell’Abbazia, almeno cento anni prima della Sindone in Italia, quando giunsero allora in occidente molte altre reliquie legate alla crocefissione di Gesù, come chiodi, spine, la lancia, la colonna della flagellazione, la scala santa, e la casa della Madonna di Loreto, portate dai crociati dopo il saccheggio di Costantinopoli nella IV crociata del 1204.
Noi modenesi amiamo la reliquia di Nonantola ma facciamo fatica a credere alla sua autenticità. Se mettessimo insieme tutti i pezzi della croce di Gesù che ci sono nelle chiese, si farebbero almeno quattro metri cubi di legno. Tra l’altro al tempo di Gesù non c’era l’abitudine di conservare ‘reliquie’ (‘resti’, in latino), specialmente di un povero e sconosciuto carpentiere giustiziato dai romani.
Non si capisce allora perché alla prima ostensione della Sindone a Torino, tremila modenesi si sono precipitati al grande spettacolo. Anche questo misterioso lenzuolo era apparso in Italia proprio nel XIII secolo e l’esame al carbonio 14, mostra che il tessuto ha meno di mille anni.
Si dice: anche se quello non è il lenzuolo del corpo di Gesù, ci ricorda la sofferenza di Cristo e di qualsiasi uomo innocente torturato.
Ora facciamo un ragionamento. Per vedere la Sindone ci vogliono tre giorni e si spendono 200 Euro. “Caro modenese in fila da tre ore per vedere per un minuto il sacro lenzuolo, ti suggerisco un’alternativa più economica e specialmente più cristiana. Quelle 80 ore che hai messo a disposizione per contemplare commosso la sindone, usale per guardare i volti dei crocefissi intorno a te. Guarda con simpatia la faccia senza speranze dei vecchi del tuo condominio; osserva con pietà i volti distorti dei disabili del tuo quartiere. Visita con compassione le facce smagrite dei malati terminali. Vai alle mense pubbliche e prova ad osservare il disoccupato che umiliato chiede un pasto. Immagina i cento volti disperati, degli inquilini del carcere e del CPT (Centro di Permanenza Temporanea). E poi guarda qualche volta allo specchio anche il tuo volto segnato dalle preoccupazioni e dalla sofferenza. I duecento Euro che hai risparmiato, usali per fare un regalo a un operaio disoccupato e poi va’ a venerare la croce nostrana a Nonantola e ricorda tutte le croci che gli uomini, le donne e i bambini, devono portare.
E da quella via che sei lì, visita la bella Abbazia millenaria con la sua suggestiva cripta dalle cento colonne. E poi vai a mangiare una pizza con tua moglie e i tuoi figli, lasciando a casa la televisione.
Chissà quando i cattolici italiani con i loro papi, le loro televisioni e i loro vescovi, dimenticheranno per un momento le ostensioni di sindoni miracolose, i segreti minacciosi delle madonne di Medjugorie, le truci profezie di Fatima, i misteri angoscianti di padre Pio, per cercare di fare il vero miracolo: creare posti di lavoro per i giovani e i disoccupati, e allontanare i politici corrotti.
Abbiamo bisogno di ritrovare il sorriso".

Mi permetto di aggiungere solo questo: abbiamo bisogno di ritrovare il sorriso ma anche il senso vero del Vangelo e, con esso, la carità.

lunedì 24 maggio 2010

Porte aperte alla Renault...

Trani - Santa Maria di Colonna - Altare del Crocifisso

Quelli della mia generazione ricordano certamente che in Italia ci fu un tempo in cui le chiese e le caserme dei carabinieri rimanevano sempre aperte durante tutto il giorno: le prime per accogliere chi aveva bisogno di Dio, le seconde per ricevere chi aveva bisogno dello Stato, le une per cercarvi il conforto del raccoglimento e della preghiera, le altre per ottenervi il rispetto e l'applicazione delle leggi. Chiese e caserme venivano chiuse solo di notte, anche se in queste ultime il classico piantone non mancava mai. Adesso le une e le altre vengono ermeticamente sbarrate durante alcune ore del giorno e diventano inaccessibili come qualsiasi ufficio pubblico che rispetti burocraticamente e inflessibilmente gli orari. Ma il bisogno di sentire la voce di Dio nel silenzio della Sua casa e la necessità di farsi ascoltare dagli uomini nelle loro case(rme) non possono essere regolamentati da orari.
Qualcuno mi dirà che Dio si può pregare sempre e in ogni luogo, che si può sempre ricorrere ai servizi telefonici del 112. Ed io rispondo: sì, ma non è la stessa cosa!
Non ci resta dunque che ascoltare e farci ascoltare direttamente dai concessionari della Renault quando le loro porte rimangono aperte per due giorni l'anno!

sabato 22 maggio 2010

Bravo Emiliano!

Ho sempre stimato il Sindaco Emiliano. Di lui mi piace la franchezza, la simpatia, la passionalità, il buttarsi nella mischia con coraggio e senza paura. C'è chi l'ha definito uno sceriffo. Ed è uno sceriffo dinamico, uno sceriffo bonario, uno sceriffo che ama la sua città e la sua gente, uno sceriffo che si dà da fare, uno sceriffo che sa quello che fa, uno sceriffo ruspante e battagliero. E i baresi gli vogliono molto bene. Lo dimostra il fatto che hanno voluto confermarlo ancora una volta nell'incarico di primo cittadino di una città attiva, impegnativa e in continua espansione come Bari.
E ieri sera ho particolarmente apprezzato il suo intervento nella trasmissione "ultimaparola" condotta da Paragone.
Emiliano ha fatto una proposta sensata, chiara, pragmatica, senza fumi demagogici.
In sostanza egli ha detto: il mio stipendio da Sindaco di una città metropolitana è di quasi 6 mila euro per 12 mesi. Le mie responsabilità di Sindaco non sono certo inferiori a quelle di un parlamentare qualsiasi. Anzi! Allora mi sembra giusto che anche per i parlamentari sia prevista una remunerazione che nel suo complesso non vada oltre il limite di 6 mila euro.
Sono prefettamente d'accordo con questa proposta del Sindaco di Bari. Io la penso esattamente come lui e, come suol dirsi, Emiliano mi ha tolto le parole di bocca. Con 6 mila euro al mese si può vivere più che bene, con 6 mila euro al mese si può salvaguardare la propria dignità e il proprio decoro senza offendere la dignità e il decoro di tante persone che debbono invece accontentarsi di molto ma molto meno.
Bravo Emiliano!
Peccato che le buone proposte come la sua cadranno come al solito nel vuoto e nemmeno adesso, neppure in questo momento difficile per la nostra economia, sempre più asfissiata dal debito pubblico, riusciranno a smuovere una casta ingorda e vorace che pretende di rappresentarci ma che non saprà e non vorrà mai ridimensionare se stessa rinunciando ai propri scandalosi privilegi.

mercoledì 19 maggio 2010

Buonuscite miliardarie e sospette...

Santoro lascia la Rai. E la Rai lo liquida con una buonuscita che pare ammonti a 2 milioni di euro. Alla faccia delle difficoltà del momento, alla faccia della sbandierata necessità di tagliare i privilegi di chi guadagna di più ed anche anche alla faccia della libertà di pensiero, del rispetto per gli ascoltatori, del pluralismo dell'informazione.
Devo ammettere che Santoro non mi è mai stato particolarmente simpatico. Una di quelle sensazioni a pelle alle quali non trovi una giustificazione plausibile. Ma non mi andava a genio per esempio quel suo tono di supponenza e non mi piaceva nemmeno quel suo tono di voce tra il gutturale e nasale di chi ha avuto o ha problemi con le adenoidi.
Ma, nel complesso, apprezzavo le sue qualità di giornalista, trovavo interessante e, quando potevo, seguivo volentieri il suo "Anno zero" che considero tuttora una trasmissione fuori dal coro degli opportunisti e dei "laudatores" interessati e prezzolati che, in ogni epoca, fanno a gara nel salire sul carro del vincitore.
Ciò premesso, mi domando:
- è giusto da parte della dirigenza Rai aver deciso di chiudere "Anno zero" nonostante il successo della trasmissione confermato dai dati Auditel?
- E' giusto da parte della dirigenza Rai aver deciso di liquidare il giornalista con un esborso miliardario in tempi di vacche magre?
- E' giusto infine che Santoro abbia così facilmente abboccato all'amo del vile denaro, abbia disinvoltamente abbandonato il suo pubblico e, quel che è peggio per lui, tradito la sua stessa dignità di uomo libero?
E' proprio vero allora che ciascun uomo ha un prezzo e che, quando meno te lo aspetti, la libertà può essere venduta al miglior offerente!
Ma, se penso che la dirigenza della Rai è emanazione diretta di chi attualmente ci governa, mi viene quasi spontaneo citare Montanelli il quale affermava:
"Berlusconi non ha la stoffa del dittatore; ha solo quella del corruttore."
Dove non riuscì il decreto, dove non riuscì l'editto, riuscirono i milioni di euro tratti allegramente dal canone TV pagato da tutti noi.

mercoledì 12 maggio 2010

Pensioni sociali da fame e assegni da nababbi...

E' notizia di ieri. La cifra è uno schiaffo alla miseria e un oltraggio alla morale. I poveri chiederanno il conto prima o poi...e sarà salatissimo.

giovedì 6 maggio 2010

Solidarietà alla nazione greca!

Dedico questo post con tutto il rispetto e con tutto l'amore ad una grande nazione e a un popolo al quale tutti dobbiamo qualcosa. La bellezza è la bellezza greca, la filosofia è greca, la lingua della buona novella è greca e, purtroppo, anche la tragedia è greca.
Lo faccio con tutta l'indignazione possibile per chi gioca da sempre sulla pelle dei poveri in Grecia e dappertutto.

mercoledì 5 maggio 2010

Tertium non datur

Ho ascoltato ieri sera la versione di Scajola resa al microfono di Vespa. Delle due l'una: o l'ex ministro dice la verità oppure non la dice.
Orbene, se non la dice, ha fatto bene a dimettersi (o, per meglio dire, hanno fatto bene a farlo dimettere) per il semplice fatto che un uomo politico ha più di tutti il dovere di essere sincero, di dire la verità, di non nasconderla utilizzando i trucchi della menzogna.
Ma se la verità fosse quella raccontata da Scajola, se cioè la generosa, gratuita regalia di 80 assegni e di duecentomila euro fosse avvenuta a completa insaputa del beneficiario, secondo me è giusto porsi una domanda circa la qualità della nostra classe politica: può reggere un ministero importante, può essere considerato all'altezza di un compito istituzionale un uomo pubblico che non sia in grado di gestire come un qualsiasi cittadino avveduto la vicenda tutto sommato semplice di una normale compravendita, sia pure di un immobile di pregio con vista sul Colosseo?
E, se non è in grado di fare questo, come può egli pretendere di gestire faccende ben più onerose e complesse quali sono quelle connesse con il suo incarico istituzionale e che riguardano l'interesse generale dello Stato?
Se nel primo caso le dimissioni di Scajola sono doverose, nel secondo assolutamente indispensabili.

domenica 2 maggio 2010

La fortuna di nascere in un Paese civile e pulito

Fino a ieri sera non sapevo chi fosse l'asciutto signore ripreso in questa foto con il Vice Commisario europeo Antonio Tajani e lo Amministratore delegato delle nostre ferrovie.
Ho scoperto che si tratta del Ministro dei Trasporti della Confederazione elvetica
Ed ho anche scoperto con sorpresa e meraviglia che questo signore si reca ogni giorno al posto di lavoro, cioè al Ministero da lui presieduto, come un qualsiasi altro suo concittadino, senza alcuna scorta, senza alcun autista, utilizzando il treno come mezzo di trasporto. Il tragitto casa-ufficio viene coperto in un'ora circa durante la quale il distinto signore ha anche modo di consultare carte e documenti prima di iniziare la sua impegnativa attività di Ministro.
Ho sempre sognato anche da noi una politica sobria, praticata da uomini sobri, cioè da persone capaci di badare all'essenziale, di rinunciare al sontuoso e costoso rituale della politica fatto di auto blu, di guidoncini, di codazzi, di autisti, di segretari, di scorte, di sirene spiegate, di sgommate, di privilegi.
Qualcuno mi dirà: l'erba del vicino è sempre più verde! E infatti la Svizzera ha pascoli verdissimi.
Forse per questo ha anche uomini politici seri e misurati, citta pulitissime ed economia stabile.