mercoledì 28 aprile 2010

La Grecia e noi

Delos - Rovine del teatro greco

Il debito pubblico italiano non si ferma: a febbraio - secondo i dati della Banca d'Italia - esso si era attestato su 1.795,066 miliardi di euro, contro i 1,788,134 di gennaio, così sfiorando il record assoluto che era stato toccato a ottobre 2009, quando il debito aveva raggiunto quota 1.802,179 miliardi di euro.
In confronto al nostro paurosissimo buco fanno ridere i 360 miliardi di euro del debito pubblico greco.
Eppure quella Nazione si trova oggi nel tuorbillon di una crisi gigantesca.
Stando ai parametri riferiti al solo debito noi dovremmo temere molto ma molto di più. Anzi l'Italia sarebbe dovuta precipitare nel baratro ancora prima!
Chi o che cosa determina allora la crisi di un Paese e non di un altro, in base a quali elementi vengono decise le misure monetarie o di altra natura assunte dall'Europa e dagli Stati Uniti, quali sono i parametri di valutazione della tenuta economica e sociale di una Nazione?

giovedì 22 aprile 2010

La fedeltà è una merce rarissima

Dove sono finiti gli ex colonnelli di Fini? Dove si è imboscato Gasparri? Dove è sparito Alemanno? A quale mimetizzazione desertica è ricorso La Russa? Boh!
Non ho visto uno di questi suoi vecchi camerati schierarsi dalla parte del Presidente della Camera. Tutti invece ad osannare il Presidente del Consiglio che nega al Presidente della Camera il diritto di aprir bocca, tutti in linea ad applaudire il capo del governo che da tempo aggredisce e dileggia l'ex capo di AN con battute al vetriolo tramite i suoi giornali (FINI ALLO SPIEDO titola questa mattina "Libero"), tutti proni davanti al trono apparentemente stabile ma provvisorio di un plutocrate che oggi si diverte a recitare la parte del piccolo tiranno ma che domani nessuno avrà più tempo, modo e voglia di ricordare.
Il tradimento non è una parola vuota. Esso si esprime con precisi comportamenti da camaleonti, con prese di posizione interessate, con scelte mirate esclusivamente al proprio tornaconto in un mondo oramai affollato da opportunisti e da cinici, per i quali i rapporti di amicizia valgono ancora meno della carta straccia quando sono in gioco poltrone e potere.
Così va spesso il mondo... anzi così andava nel secolo di Renzo e Lucia, direbbe il Manzoni.

mercoledì 21 aprile 2010

Solidarietà a Benedetto XVI

La stanchezza di Benedetto XVI fa tenerezza. Io sto dalla parte di questo Papa raffinato, sensibile e colto. E non da adesso. Le colpe di molti non devono cadere sulle spalle inermi e affaticate di un anziano signore tedesco che ha la sola colpa di essere stato chiamato ad un compito difficile e arduo: riportare la Chiesa all'ovile di Cristo. Basta con gli attacchi al Papa!

venerdì 16 aprile 2010

Berlusconi e le promesse da marinaio

Mi fido solo di me stesso. Voglio giudicare in base alla mia esperienza diretta. E, in base a questa personale esperienza, mi sento di poter dire tranquillamente, senza timore di essere smentito, che tutto ciò che Berlusconi ha promesso e promette da più di 15 anni a questa parte è una chiara presa per i fondelli.
Le tasse, lungi dall'essere diminuite, sono invece aumentate. E non solo per effetto di queste 7 tasse, non solo per effetto dell'inasprimento delle multe automobilistiche che si sono rivelate una vera manna dal cielo per i comuni (i quali preferiscono sguinzagliare i vigili solo per far cassa e non per le attività di prevenzione e di controllo) ma anche perché il fisco mette le mani direttamente nelle tasche dei cittadini.
Una prova? Eccola: nel 2010 la mia pensione annuale, che pure è stata adeguata - anche se di poco - al costo della vita, risulta di circa 175 euro inferiore a quella dell'anno precedente!

giovedì 15 aprile 2010

martedì 13 aprile 2010

Ho visto un re...


Dai dai, conta su...ah be, sì be....
- Ho visto un re.
- Sa l'ha vist cus'e`?
- Ha visto un re!
- Ah, beh; si`, beh.
- Un re che piangeva seduto sulla sella
piangeva tante lacrime, ma tante che
bagnava anche il cavallo!
- Povero re!
- E povero anche il cavallo!
- Ah, beh; si`, beh.
- è l'imperatore che gli ha portato via
un bel castello...
- Ohi che baloss!
- ...di trentadue che lui ne ha.
- Povero re!
- E povero anche il cavallo!
- Ah, beh; sì, beh.
- Ho visto un vesc...
- Sa l'ha vist cus'e`?
- Ha visto un vescovo!
- Ah, beh; si`, beh.
- Anche lui, lui, piangeva, faceva
un gran baccano, mordeva anche una mano.
- La mano di chi?
- La mano del sacrestano!
- Povero vescovo!
- E povero anche il sacrista!
- Ah, beh; si`, beh.
- e` il cardinale che gli ha portato via
un'abbazia...
- Oh poer crist!
- ...di trentadue che lui ce ne ha.
- Povero vescovo!
- E povero anche il sacrista!
- Ah, beh; si`, beh.
- Ho visto un ric...
- Sa l'ha vist cus'e`?
- Ha visto un ricco! Un sciur!
- S'...Ah, beh; si`, beh.
- Il tapino lacrimava su un calice di vino
ed ogni go, ed ogni goccia andava...
- Deren't al vin?
- Si`, che tutto l'annacquava!
- Pover tapin!
- E povero anche il vin!
- Ah, beh; si`, beh.
- Il vescovo, il re, l'imperatore
l'han mezzo rovinato
gli han portato via
tre case e un caseggiato
di trentadue che lui ce ne ha.
- Pover tapin!
- E povero anche il vin!
- Ah, beh; si`, beh.
- Ho vist un villan.
- Sa l'ha vist cus'e`?
- Un contadino!
- Ah, beh; si`, beh.
- Il vescovo, il re, il ricco, l'imperatore,
persino il cardinale, l'han mezzo rovinato
gli han portato via:
la casa
il cascinale
la mucca
il violino
la scatola di kaki
la radio a transistor
i dischi di Little Tony
la moglie!
- E po`, cus'e`?
- Un figlio militare
gli hanno ammazzato anche il maiale...
- Pover purscel!
- Nel senso del maiale...
- Ah, beh; si`, beh.
- Ma lui no, lui non piangeva, anzi: ridacchiava!
Ah! Ah! Ah!
- Ma sa l'e`, matt?
- No!
- Il fatto e` che noi villan...
Noi villan...
E sempre allegri bisogna stare
che il nostro piangere fa male al re
fa male al ricco e al cardinale
diventan tristi se noi piangiam,
e sempre allegri bisogna stare
che il nostro piangere fa male al re
fa male al ricco e al cardinale
diventan tristi se noi piangiam!

giovedì 8 aprile 2010

Beati pauperes


Mentre [Gesù] andava per la strada, – racconta il Vangelo di Marco - un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre». Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va', vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni (Mc 10, 17-22).

Padre Pio, frate povero, umile francesano, figlio di quel Francesco d'Assisi che di Madonna Povertà fu interprete autentico e fedele, riposerà dal 19 aprile p.v., sotto le volte dorate di un mausoleo paganeggiante e sfarzoso per volere di una Chiesa ormai completamente in balia di Mammona.
Quali messaggi vengono oggi trasmessi alle nuove generazioni?
Che il Dio denaro è tutto. Che con esso si può far tutto, si possono comprare tutti e si può calpestare tutto e tutti.
Che lo faccia impunemente qualche ricco magalomane prestato alla politica, che la maggior parte delle persone, ammaliate dallo sfavillio dell'oro e dal fascino torbido di ricchezze sfrontatamente esibite, tenti di imitarne mentalità e comportamenti, che la dignità senza prezzo della sobrietà non alletti più nessuno, tutto questo passi pure.
Ma che la povertà e l'austerità non dicano più nulla alla Chiesa ed agli uomini che fanno finta di servirla, questo è davvero grave.
E' un terribile segnale dei tempi oscuri e cinici che viviamo.
E' un tradimento vero e proprio dell'intima essenza del messaggio cristiano.

La libertà

"Mi dicono: se trovi uno schiavo addormentato, non svegliarlo, forse sta sognando la libertà.
Ed io rispondo: se trovi uno schiavo addormentato, sveglialo e parlagli della libertà".
Kahilil Gibran

domenica 4 aprile 2010

I discepoli di Emmaus

Caravaggio - Cena in Emmaus

"Se fosse necessario dare tutto il Vangelo per una sola scena, in cui esso sia interamente riassunto, non esiterei a designare i discepoli di Emmaus.
E può darsi che questa sia stata l'intenzione di S. Luca, ad un cardine della sua opera, in quell'intervalllo in cui finiva la storia visibile di Gesù per iniziare la sua presenza invisibile...
Due persone discorrono per una strada. Si intrattengono su ciò che è sempre tanto visibile in questo mondo: il fallimento dei fondatori, le apparenze contrarie, la delusione, le promesse non mantenute. E in particolare l'assurdità del movimento di Gesù che non è riuscito e che costituisce la prova che non c'è più posto per la speranza. Le ragioni plausibili per dubitare non mancano, si duplicano, poiché ogni discepolo aggiunge le proprie difficoltà di credere a quelle dell'altro. E mentre parlano, il Problema di cui parlano cammina con essi, si pone al centro del loro essere sotto la forma d' un ardore di apprendere..."
Jean Guitton, "Gesù" (pag. 301) - Ed. Marietti

Domenica di resurrezione

Beato Angelico - Resurrezione