sabato 30 maggio 2009

Dalle parti degli infedeli

In partibus infidelium ovvero dalle parti degli infedeli. Così avvenne anche per monsignor Donato De Bonis, nominato Vescovo titolare di Castello in Numidia, dopo aver curato gli affari dello IOR. Finire tra gli infedeli - sia pure simbolicamente - fu la naturale conclusione di una carriera di un amministratore non del tutto fedele. Nato in una famiglia di banchieri lucani, don Donatino De Bonis aveva servito con grande zelo e - a quanto pare - con qualche disinvoltura Mammona, la sequela del quale esclude categoricamente quella di Dio, come è scritto a chiare lettere nel Vangelo.

Dal “Discorso della montagna” (Lc 6,24): “Nessuno può servire due padroni; perché o odierà l’uno e amerà l’altro, o avrà riguardo per l’uno e disprezzo per l’altro. Voi non potete servire Dio e Mammona”.

E Mammona, come il Diavolo, fa le pentole ma non i coperchi!

giovedì 28 maggio 2009

Bravo Agnoletto!

Mi è capitato ieri sera di ascoltare un paio di interventi dell' On. Agnoletto a "Porta a porta". Uno degli argomenti trattati riguardava la proposta di ridurre il numero dei parlamentari. Il vivace e battagliero esponente di Rifondazione Comunista, per ben due volte, ha chiesto agli ingessati rappresentanti della maggioranza e dell'opposizione in studio o in collegamento se avevano in animo di dimezzare, oltre che il numero, anche gli stipendi dei parlamentari, così come ha già deciso di fare il Parlamento europeo.
Su questa precisa domanda, silenzio tombale da parte di tutti, nessuno escluso. La casta non gradisce simili provocazioni.
Eppure Agnoletto suggeriva soltanto di dimezzare e non di ridurre, che so io, a un terzo i corposi emolumenti di una classe politica divenuta sempre più ingorda e vorace.
Con buona pace della politica alta e nobile intesa come servizio alla collettività e come palestra di sobrietà e di buon esempio.
Peccato che gli italiani siano così storditi da anni ed anni di "Grandi Fratelli", di "Amici", di "tronisti", di "naufraghi" e "veline" da aver perso completamente di vista il primo dovere di una classe politica degna di questo nome: la capacità di imporre sacrifici e rinunzie soprattutto a se stessa e non alle classi sociali più deboli quando la situazione economica di un Paese diventa grave e preoccupante come la nostra.

mercoledì 20 maggio 2009

Parole sacrosante ed attualissime

"La missione del cattolico in ogni attività umana, politica, economica, scientifica, artistica, tecnica, è tutta impregnata di ideali superiori, perché in tutto si riflette il Divino. Se questo senso del divino manca, tutto si deturpa: la politica diviene mezzo di arricchimento, l'economia arriva al furto e alla truffa, la scienza si applica ai forni di Dachau, la filosofia al materialismo e al marxismo; l'arte decade nel meretricio."

Su questo chiaro ammonimento di don Luigi Sturzo dovrebbero meditare a lungo i vari trasformisti della nostra classe politica e, ancor di più, i cattolici italiani quando vengono chiamati a scegliere i propri rappresentanti in Patria e in Europa.

Se questo non bastasse, c'è sempre il Vangelo a portata di mano:
"Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete."

A questo punto credo sia lecito domandarsi se i cattolici. che sono ancora la stragrande maggioranza del Paese, abbiano le sveglie al collo o gli occhi foderati di prosciutto per non essere assolutamente in grado di vedere e quindi di giudicare secondo il metro evangelico.

martedì 19 maggio 2009

La Curia e l'incuria


Abbandonata da tempo e adibita a deposito per attrezzi di marineria, questa parte del bel fortino di Trani è stata finalmente ristrutturata e trasformata in ristorante a spese di un imprenditore privato che ha investito non poche risorse finanziarie. Risultato? Un riuscitissimo recupero di un bene architettonico che la generale incuria rischiava di trasformare in un definitivo ricettacolo di immondizie e in un rifugio permanente per topi. Soltanto adesso, a lavori ultimati e ad attività commerciale gia avviata, la Curia si accorge che la struttura altro non è che un vecchio luogo di culto non ancora "sconsacrato" ed invita "chi di dovere a trovare una soluzione al problema". Roba da matti! Ma - dico io - cosa si pretende ora? Di far chiudere il ristorante appena aperto? Di buttare a mare la possibiltà di lavoro per almeno dieci famiglie? Ma non potevano accorsersene prima e provvedere a "sconsacrare" la chiesetta di Sant'Antuono quando questa era sede di banchetti per topi e non ora che è diventata luogo di ricevimenti per umani?
Deduco che per la diocesi di Trani valgono di più i topi!
N.B.: ecco la risposta del Sindaco.

lunedì 18 maggio 2009

Internet e la cultura

“Internet è la gran madre di tutte le biblioteche. Come ogni biblioteca contiene e il Vangelo e Mein Kampf. Le differenze sono due: primo i libri di una biblioteca ci mostrano, attraverso il nome dell'editore, il loro grado di attendibilità, e i siti internet invece no (ci vuole una grande cultura ed una grande astuzia per usare bene internet); secondo Internet dà anche edizioni complete di opere, ma solo in traduzioni fuori diritto e non nella più recente edizione critica. Quindi non va bene per molte ricerche di qualità filologica”.

Concordo pienamente con l'autore del virgolettato che è Umberto Eco.
Rispetto ad internet il libro è un amico molto più concreto, più discreto, più paziente, più affidabile, più "tuo". Internet, con tutta la impressionante mole di siti spesso gestiti da dilettenti in materia, ha invece bisogno di fruitori esperti i quali non solo devono avere dimestichezza con le procedure per così dire tecniche di "navigazione" ma devono anche possedere una buona preparazione di base per orientarsi senza eccessive difficoltà in quel mare magnum agitato e periglioso che è il web.

domenica 17 maggio 2009

Lungi, lungi...

Lungi, lungi su l'ali del canto
Di qui lungi recare io ti vo':
Là, nei campi fioriti del santo
Gange, un luogo bellissimo io so.

Ivi rosso un giardino risplende
Della luna nel cheto chiaror:
Ivi il fiore del loto ti attende,
O soave sorella dei fior.

Le vïole bisbiglian vezzose,
Guardan gli astri su alto passar;
E fra loro si chinan le rose
Odorose novelle a contar.

Salta e vien la gazzella, l'umano
Occhio volge, si ferma a sentir:
Cupa s'ode lontano lontano
L'onda sacra del Gange fluir.

Oh che sensi d'amore e di calma
Beveremo nell'aure colà!
Sogneremo, seduti a una palma,
Lunghi sogni di felicità.

Heinrich Heine (1797-1856)
Traduzione di Giosuè Carducci (1835-1907)
Lirica soave che sa insieme di sogno e di raffinatissima sensualità, di profumi orientali e di intimo contatto con la sacralità della natura. Non per nulla sia l'autore sia il traduttore sono entrambi poeti grandissimi!

sabato 16 maggio 2009

venerdì 15 maggio 2009

Ero forestiero e non mi avete accolto...ovvero dei respingimenti

Mi domando quali sentimenti siano presenti nella coscienza dei nostri attuali governanti che spesso e volentieri sono i primi a sbandierare pubblicamente di voler ispirare le proprie scelte ai principi cristiani di solidarietà e di amore per il prossimo. A me sembra che l'ipocrisia dei loro comportamenti si tagli a fette. E mi domando anche se questi sedicenti cristiani - a dire il vero interessati unicamente a carpire la buona fede ed il voto dell'elettorato cattolico - hanno mai letto anche una volta sola il capitolo 25 di Matteo nella parte che va dal 31° al 46° versetto.
Il cristiano autentico non solo dovrebbe conoscere a menadito quella impegnativa pagina del Vangelo ma dovrebbe uniformare la sua stessa vita a quegli insegnamenti e dovrebbe saper finalmente riconoscere nell'emarginato, nello straniero e nel povero il volto stesso di Dio come - con grandiosa scenografia - è rappresentato proprio nel ricordato capitolo 25. Ma, in questo campo, le colpevoli ipocrisie non riguardano solo i politici. Anche la Chiesa e tanti cristiani a parole dovrebbero fare un solenne mea culpa!

mercoledì 13 maggio 2009

Gli splendori nascosti della Puglia


Gargano -Santa Maria di Pulsano
Questa Chiesa, parzialmente scavata nella roccia e solo recentemente sottratta all'abbandono, fa parte di un austero complesso monastico risalente al 6° secolo. Si trova a poca distanza da Monte Sant'Angelo, celebre per un'altra grotta dove la tradizione indica il luogo in cui apparve l'Arcangelo Michele. Quest'ultimo è un santuario frequentatissimo soprattutto nel Medioevo. All'inizio del secondo millennio anche alcuni cavalieri Normanni vi si recarono in pellegrinaggio e, strada facendo, pensarono bene di conquistare il Sud della nostra Penisola. Impresa che riuscì loro benissimo e che li spinse addirittura in Sicilia.

martedì 12 maggio 2009

La luce e i suoi interpreti

Questa spettacolare galleria, detta galleria grande o di Diana, che collega la reggia di Venaria alla Cappella di Sant'Uberto, è opera dell'insigne architetto siciliano Filippo Juvara.
E' un magnifico inno alla luce, all'armonia, all'eleganza.
N.B.:i ragazzi sulla sinistra - che la foto ritrae nel momento in cui ci stavano venendo timidamente incontro per chiedere se potevano darci notizie storiche ed artistiche sulla Cappella di Sant'Uberto - erano stati coinvolti dalla scuola in un interessante progetto che li ha visti impegnati nel simpatico ruolo di guide turistiche. Molto bravi!

domenica 10 maggio 2009

Un mondo a colori

Torino - Via Roma trasformata in set di riprese cinematografiche

Se i colori della natura divenissero i nostri colori, se al bianco uniforme dell'ipocrisia fossimo capaci di sostituire gioiosamente il fucsia, il rosso, il verde, il cobalto, il giallo, l'arancione, il viola, l'argento, l'oro, in una parola l'iride di tutte le preziose differenze della Terra, che bel mondo sarebbe finalmente il nostro!

martedì 5 maggio 2009

Libero solo di nome


Non ho mai nascosto le mie simpatie per Feltri, uno degli esponenti più autorevoli ed attenti del nostro giornalismo. Ma questo titolo, queste foto, questo attacco alla parte più vulnerabile avrebbe potuto evitarli. Mi pare che il direttore di un giornale veramente "libero" avrebbe dovuto - come un cavaliere d'altri tempi, senza macchia e senza paura - prendere con coraggio le difese dell'ex moglie e non schierarsi subito dalla parte del più forte, saltando a piè pari sul carro trionfale e affollatissimo del Sovrano felicemente regnante.

lunedì 4 maggio 2009

I potenti vogliono censurare la rete


La libertà è un bene inalienabile. Persino Dio, il Quale ci ha creati, non ha voluto limitare la libera espressione della nostra volontà.
Egli, che ha scolpito nelle coscienze l'imperativo categorico della legge morale, ci ha lasciati completamente liberi di scegliere e di operare. La grandezza della specie umana è tutta in questo assoluto, incisivo, tronco trisillabo: libertà. In nome di esso si sono combattute e si combatteranno le più fiere battaglie.
Gli spiriti sinceri, consapevoli, veramente rispettosi della propria e dell'altrui dignità non riusciranno mai a comprendere come possa l'uomo, in nome di un potere dispotico, pretendere di privare della libertà i suoi simili soltanto per garantire il mantenimento di un assetto socio-economico costituito a favore di oligarchie fameliche e parassitarie.
Ma, se le cose stanno così, la libertà ha davvero le ore contate. Peccato che ad avvertirne il pericolo siano ancora pochissimi!

sabato 2 maggio 2009

Inno alla Carità

" Se anche parlo le lingue degli uomini e degli angeli, ma non ho la carità, sono un bronzo sonante o un cembalo squillante. E se anche ho il dono della profezia e conosco tutti i misteri e tutta la scienza; e se anche possiedo tutta la fede, sì da trasportare le montagne, ma non ho la carità, non sono niente. E se anche distribuisco tutte le mie sostanze, e se anche dò il mio corpo per essere bruciato, ma non ho la carità, non mi giova a nulla. La carità è magnanima, è benigna la carità, non è invidiosa, la carità non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità; tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine; le profezie scompariranno, il dono delle lingue cesserà; la scienza svanirà; conosciamo infatti imperfettamente e imperfettamente profetizziamo. Ma quando verrà la perfezione sarà abolito ciò che è imperfetto. Quando ero bambino parlavo da bambino, pensavo e ragionavo da bambino. Ma quando mi sono fatto adulto ho smesso ciò che era da bambino. Adesso vediamo come in uno specchio, in immagine, ma allora vedremo faccia a faccia. Adesso conosco in parte, ma allora conoscerò perfettamente, come perfettamente sono conosciuto. Ora esistono tre cose: la fede, la speranza e la carità; ma la più grande di esse è la carità."

Paolo di Tarso

venerdì 1 maggio 2009

1° maggio

Il lavoro è amore rivelato. E se non riuscite a lavorare con amore, ma solo con disgusto, è meglio per voi lasciarlo e, seduti alla porta del tempio, accettare l'elemosina di chi lavora con gioia.
Poiché se cuocete il pane con indifferenza, voi cuocete un pane amaro, che non potrà sfamare l'uomo del tutto. E se spremete l'uva controvoglia, la vostra riluttanza distillerà veleno nel vino.
(Kahlil Gibran)