venerdì 30 gennaio 2009

Il mondo è degli incompetenti e dei parolai

Da "L''eleganza del riccio" di Muriel Barbery, edizioni E/O

"Se nella scala sociale si salisse in funzione della propria incompetenza, vi garantisco che il mondo non girerebbe come gira oggi. Ma il problema non sta qui. Il significato di questa frase non è che gli incompetenti hanno un posto in prima fila, ma che non c''è niente di più duro e ingiusto della realtà umana: gli uomini vivono in un mondo dove sono le parole e non le azioni ad avere il potere, dove la massima competenza è il controllo del linguaggio. E'' una cosa terribile, perchè in definitiva siamo soltanto dei primati programmati per mangiare, dormi re, riprodurci, conquistare e rendere sicuro il nostro territorio, e quelli più tagliati per queste cose, i più animalesci tra di noi, si fanno sempre fregare dagli altri, cioè da quelli che parlano bene ma che non saprebbero difendere il proprio giardino, portare a casa un coniglio per cena o procreare come si deve. Gli uomini vivono in un mondo in cui sono i deboli a dominare. E'' un terribile oltraggio alla nostra natura animale, una specie di perversione, di contraddizione profonda."

(pag. 48-49)

Le pericolose lusinghe del linguaggio, l'ingannevole uso della parola dovrebbero indurre tutti noi a vaccinarci per tempo contro le insidie dell'eloquenza. Anche Bertrand Russel lo raccomandava caldamente ai cittadini di una democrazia.

giovedì 29 gennaio 2009

Libro dei visitatori

Scrivete in modo incisivo...sul legno occorre fare così!

mercoledì 28 gennaio 2009

Assolutamente da leggere e meditare!

Lettera a Massimo, ladro zingaro ammazzato

A Molfetta, durante una tentata rapina un metronotte, per legittima difesa, sparò e uccise il ladro, uno zingaro. Il Vescovo, Monsignor Tonino Bello, saputa la notizia si recò al cimitero e rimase contristato dalla solitudine del morto: non c’era nessuno alle sue esequie e scrisse una lettera ad un uomo che non l’avrebbe mai letta, a Massimo, il ladro zingaro ammazzato.

Ho saputo per caso della tua morte violenta, da un ritaglio di giornale. Mi hanno detto che ti avrebbero seppellito stamattina, e sono venuto di buon’ora al cimitero a celebrare le esequie per te.
Ma non ho potuto pronunciare l’omelia. Perché alla mia messa non c’era nessuno. Solo don Carlo, il cappellano, che rispondeva alle orazioni. E il vento gelido che scuoteva le vetrate.
Sulla tua bara, neppure un fiore. Sul tuo corpo, neppure una lacrima. Sul tuo feretro, neppure un rintocco di campana.
Ho scelto il Vangelo di Luca, quello dei due malfattori crocifissi con Cristo, e durante la lettura mi è parso che la tua voce si sostituisse a quella del ladro pentito: «Gesù, ricordati di me!…».
Povero Massimo, ucciso sulla strada come un cane bastardo, a 22 anni, con una spregevole refurtiva tra le mani che è rotolata nel fango con te!
Povero randagio. Vedi: sei tanto povero, che posso chiamarti ladro tranquillamente, senza paura che qualcuno mi denunzi per vilipendio o rivendichi per te il diritto al buon nome.
Tu non avevi nessuno sulla terra che ti chiamasse fratello. Oggi, però, sono io che voglio rivolgerti, anche se ormai troppo tardi, questo dolcissimo nome.
Mio caro fratello ladro, sono letteralmente distrutto.
Ma non per la tua morte. Perché, stando ai parametri codificati della nostra ipocrisia sociale, forse te la meritavi. Hai sparato tu per primo sul metronotte, ferendolo gravemente. E lui si è difeso. E stamattina, quando sono andato a trovarlo in ospedale, mi ha detto piangendo che anche lui strappa la vita con i denti. E che, con quei quattro luridi soldi per i quali rischia ogni notte la pelle, deve mantenere dieci figli: il più grande quanto te, il più piccolo di un anno e mezzo.
No, non sono amareggiato per la tua morte violenta. Ma per la tua squallida vita.
Prima che giustamente ti uccidesse il metronotte, ti aveva ingiustamente ucciso tutta la città. Questa città splendida e altera, generosa e contraddittoria. Che discrimina, che rifiuta, che non si scompone. Questa città dalla delega facile. Che pretende tutto dalle istituzioni. Che non si mobilita dalla base nel vedere tanta gente senza tetto, tanti giovani senza lavoro, tanti minori senza istruzione. Questa città che finge di ignorare la presenza, accanto a te che cadevi, di tre bambini che ti tenevano il sacco!
Prima che giustamente ti uccidesse il metronotte, ti avevano ingiustamente ucciso le nostre comunità cristiane. Che, sì, sono venute a cercarti, ma non ti hanno saputo inseguire. Che ti hanno offerto del pane, ma non ti hanno dato accoglienza. Che organizzano soccorsi, ma senza amare abbastanza. Che portano pacchi, ma non cingono di tenerezza gli infelici come te. Che promuovono assistenza, ma non promuovono una nuova cultura di vita. Che celebrano belle liturgie, ma faticano a scorgere l’icona di Cristo nel cuore di ogni uomo. Anche in un cuore abbrutito e fosco come il tuo, che ha cessato di batter per sempre.

Prima che giustamente ti uccidesse il metronotte, forse ti avevo ingiustamente ucciso anch’io che, l’altro giorno, quando c’era la neve e tu bussasti alla mia porta, avrei dovuto fare ben altro che mandarti via con diecimila miserabili lire e con uno scampolo di predica.
Perdonaci, Massimo.
Il ladro non sei solo tu. Siamo ladri anche noi perché prima ancora che della vita, ti abbiamo derubato della dignità di uomo.
Perdonaci per l’indifferenza con la quale ti abbiamo visto vivere, morire e seppellire.
Perdonaci se, ad appena otto giorni dall’inizio solenne del l’anno internazionale dei giovani, abbiamo fatto pagare a te, povero sventurato, il primo estratto conto della nostra retorica.
Addio, fratello ladro.
Domani verrò di nuovo al camposanto. E sulla tua fossa senza fiori, in segno di espiazione e di speranza, accenderò una lampada.

Chiedo solo 5-10 minuti del vostro tempo prezioso. Questo incredibile pugno nello stomaco, questo impietoso j'accuse, che don Tonino Bello rivolge innanzitutto a se stesso, è un documento che andrebbe letto, riletto e meditato con molta umiltà. Tutti siamo colpevoli dell'indifferenza verso i poveri e gli emarginati della terra.

lunedì 26 gennaio 2009

Non vale solo per le donne: la bellezza aiuta anche i cretini...

Da "L''eleganza del riccio" di Muriel Barbery, edizioni E/O

"Nella nostra società essere povera, brutta e per giunta intelligente condanna a percorsi cupi e disillusi a cui è meglio abituarsi quanto prima. Alla bellezza si perdona tutto, persino la volgarità. E l''intelligenza non sembra più una giusta compensazione delle cose, una sorta di riequilibrio che la natura offre ai figli meno privilegiati, ma solo un superfluo gingillo che aumenta il valore del gioiello. La bruttezza, di per sé è sempre colpevole, e si è sempre più votati a quel tragico destino che a volte è la solitudine reso ancor più doloroso se si pensa che non si è affatto stupidi"

(pag.39)

Anthurium


Grazie Stefania per questi bellissimi fiori!

sabato 24 gennaio 2009

La ricchezza della diversità


Trani - Chiesa del Carmine

In questa bella chiesa di Trani dedicata alla Madonna del Carmine si è tenuto ieri sera un incontro di preghiera nell'ambito della settimana per l'unità dei cristiani. Così, casualmente, mia moglie ed io, entrati in chiesa solo per un segno di croce, abbiamo partecipato all'intero ufficio vespertino bizantino, seguito dal rito dell'artoclasia (o pane spezzato, l'antica agàpe cristiana) e dall'inno akathistos (alla Madre di Dio, Theotokos).
Tra gli officianti tre sacerdoti ortodossi romeni (nella mia città è presente da tempo una nutrita colonia di romeni e - soprattutto - romene, impiegate per lo più come badanti. A favore di questa collettività l'anno scorso è stata resa disponibile la Chiesa di San Martino per la celebrazione del culto ordodosso).
Ebbene, per tornare al Vespro bizantino ed agli altri momenti liturgici di ieri sera, devo dire che sono rimasto molto colpito dalla incredibile dovizia dei simboli e dalla bellezza dei testi e delle preghiere della tradizione ortodossa. Volete un esempio? Gustatevi, un pò alla volta, questo meraviglioso inno alla Madre di Dio. E' una vera opera d'arte, ricca di poesia e di fede.

Amicizia

Ungheria - Cigni a riva sul lago Balaton

Ho imparato che bisognerebbe sempre usare buone parole, perchè domani uno potrebbe rimangiarsi quello che ha detto.
Ho imparato che la cortesia è una forma spicciola di carità.
Ho imparato che un sorriso è un modo economico per migliorare il tuo aspetto.
Ho imparato che non posso scegliere come mi sento, ma posso farci qualcosa.
Ho imparato che, quando tuo figlio appena nato tiene il tuo dito nel suo piccolo pugno, ti ha agganciato per la vita.
Ho imparato che tutti vogliono vivere in cima alla montagna, ma tutta la felicità e la crescita avvengono mentre la scali.
Ho imparato che bisogna godersi il viaggio e non pensare solo alla meta.
Ho imparato che è meglio dare consigli in due circostanze: quando sono richiesti e quando ne dipende la vita.
Ho imparato che meno tempo spreco, più cose faccio.
E' la settimana dell'amicizia: dimostra ai tuoi amici che ci tieni e manda questo messaggio a tutti i tuoi amici.
Io l'ho fatto pubblicando il post ed evidenziando in neretto e in corsivo le cose secondo me più importanti.

Un omaggio a Ugo

E' un beagle delizioso, vivacissimo e affettuoso. Pur non essendo mio ma di un mio amico, mi fa sempre un sacco di feste quando lo rivedo d'estate.

mercoledì 21 gennaio 2009

Bravo Presidente!

Ho finito adesso di ascoltare l'intervista rilasciata a Telenorba da Niki Vendola ed ho apprezzato le sue appassionate ma lucide dichiarazioni a difesa del Sud, divenuto vittima sacrificale da immolare cinicamente sull'ara degli interessi padani. Togliere risorse al Mezzogiorno d'Italia e concentrarle al Nord per compiacere la Lega significa ignorare le ricadute negative sull'intero Paese, significa un futuro senza speranze per migliaia di giovani, significa abbandonare a se stesso un territorio che è di vitale importanza per gli scambi commerciali e culturali nell'area del Mediterraneo.
Bravo Vendola!

lunedì 19 gennaio 2009

Speriamo bene...

Domani si insedia Obama. Le aspettative sono grandissime non solo in America ma anche da noi. Speriamo che le promesse vengano mantenute e che le speranze non vadano ancora una volta deluse. Speriamo che l'America imbocchi la strada di una politca concretamente rivolta al superamento delle barriere economiche tra gli individui prima ancora che tra i popoli della terra. Nessuno crede che il neo Presidente degli USA sia il nuovo messia ma tutti speriamo che almeno faccia qualcosa per ridurre significativamente la povertà nel mondo e con essa il fondamentale motivo che è alla base di tutte le guerre.
Che Dio lo aiuti!

domenica 18 gennaio 2009

L'inganno...


Da "L''eleganza del riccio" di Muriel Barbery, edizioni E/O

"Ogni tanto gli adulti si prendono una pausa per sedersi a contemplare il disastro della loro vita. Allora si lamentano senza capire e, come mosche che sbattono sempre contro lo stesso vetro, si agitano, soffrono, deperiscono, si deprimono e si chiedono quale meccanismo li abbia portati dove non volevano andare. Per i più intelligenti diventa perfino una religione: ah, spregevole vacuità dell''esistenza borghese!
Alcuni cinici di questo tipo cenano alla tavola di papà: "Cosa ne è stato dei nostri giorni di gioventù?" si domandano con aria disincantata e soddisfatta. "Sono volati via e la vita è proprio bastarda".
Non sopporto questa finta lucidità dell''età matura. La verità è che sono come tutti gli altri, ragazzini che non capiscono cosa sia successo e che giocano a fare i duri mentre avrebbero voglia di piangere.
Eppure non è così difficile da capire. Il problema è che i bambini credono ai discorsi dei grandi e, una volta grandi, si vendicano ingannando a loro volta i figli. "La vita ha un senso e sono gli adulti a custodirlo" è la bugia universale cui tutti sono costretti a credere. Da adulti, quando capiamo che non è vero, ormai è troppo tardi. Il mistero rimane, ma tutta l''energia disponibile è andata da tempo sprecata in stupide attività. Non resta che cercare di anestetizzarsi, nascondendo il fatto che non riusciamo a dare un senso alla nostra vita e ingannando i nostri figli per cercare di convincere meglio noi stessi."

(pag.14)

sabato 17 gennaio 2009

Prima vennero a...

Dachau - Campo di concentramento

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento
perchè rubacchiavano

Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto
perchè mi stavano antipatici

Poi vennero a prendere gli omosessuali
e fui sollevato
perché mi erano fastidiosi

Poi vennero a prendere i comunisti
ed io non dissi niente
perchè non ero comunista

Un giorno vennero a prendere me
e non c'era rimasto nessuno a protestare.

(Martin Niemöller, pastore protestante)

venerdì 16 gennaio 2009

Il patriottismo...


"Il patriottismo è l'estremo rifugio di un mascalzone".

(Samuel Johnson - Da Letter a James Macpherson, 1775 )

Personalmente non ho mai amato gli inni nazionali urlati a squarciagola né lo sventolio insolente delle bandiere: sono sempre stato allergico a tali manifestazioni di patriottismo da stadio. 
Le ho sempre collegate alle adunate oceaniche che osannavano Hitler o il Duce, le ho sempre messe in relazione con le parate dei regimi totalitari che hanno sempre fatto leva su un patriottismo di massa ottuso e pericoloso. Certamente non avremmo avuto i campi di concentramento nazisti se il popolo tedesco non fosse stato drogato con dosi massicce di acceso nazionalismo.

giovedì 15 gennaio 2009

Andate a vederlo...

Un gioco innocente tra due bambini trasformato di colpo in tragedia per colpa dei grandi. Film tenero e delicato ma anche crudele, atroce e terribile come la vita e la guerra.

mercoledì 14 gennaio 2009

lunedì 12 gennaio 2009

Il servo del centurione

Guarigione del servo di un centurione
Mt 8, 5-13
5 Quando Gesù fu entrato a Cafarnao, un centurione venne da lui, pregandolo e dicendo: 6 «Signore, il mio servo giace in casa paralitico e soffre moltissimo». 7 Gesù gli disse: «Io verrò e lo guarirò». 8 Ma il centurione rispose: «Signore, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di' soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. 9 Perché anche io sono uomo sottoposto ad altri e ho sotto di me dei soldati; e dico a uno: "Va'", ed egli va; e a un altro: "Vieni", ed egli viene; e al mio servo: "Fa' questo", ed egli lo fa». 10 Gesù, udito questo, ne restò meravigliato, e disse a quelli che lo seguivano: «Io vi dico in verità che in nessuno, in Israele, ho trovato una fede così grande! 11 E io vi dico che molti verranno da Oriente e da Occidente e si metteranno a tavola con Abraamo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, 12 ma i figli del regno saranno gettati nelle tenebre di fuori. Là ci sarà pianto e stridor di denti». 13 Gesù disse al centurione: «Va' e ti sia fatto come hai creduto». E il servitore fu guarito in quella stessa ora.

La lettura di questa pagina evangelica rende legittimamente orgoglioso chi come me ha indossato un'uniforme per anni e, al pari del centurione romano, ha speso una vita intera al servizio dell'Esercito, accettandone liberamente le regole e i vincoli gerarchici imposti dalla disciplina militare.



domenica 11 gennaio 2009

Tolti l'amore, l'amicizia...

Da L''eleganza del riccio di Muriel Barbery , edizioni EO

"Tolti l''amore, l''amicizia e la bellezza dell''Arte, non c''è molto altro di cui la vita umana si possa nutrire"
(pag.29)

giovedì 8 gennaio 2009

Grande pagina

Matteo 6:1-18

Condanna del formalismo religioso

1 «Guardatevi dal praticare la vostra giustizia davanti agli uomini, per essere osservati da loro; altrimenti non ne avrete premio presso il Padre vostro che è nei cieli. 2 Quando dunque fai l'elemosina, non far sonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere onorati dagli uomini. Io vi dico in verità che questo è il premio che ne hanno. 3 Ma quando tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra quel che fa la destra, 4 affinché la tua elemosina sia fatta in segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa».

Istruzioni di Gesù sulla preghiera

5 «Quando pregate, non siate come gli ipocriti; poiché essi amano pregare stando in piedi nelle sinagoghe e agli angoli delle piazze per essere visti dagli uomini. Io vi dico in verità che questo è il premio che ne hanno. 6 Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta e, chiusa la porta, rivolgi la preghiera al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa. 7 Nel pregare non usate troppe parole come fanno i pagani, i quali pensano di essere esauditi per il gran numero delle loro parole. 8 Non fate dunque come loro, poiché il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno, prima che gliele chiediate. 9 Voi dunque pregate così: "Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; 10 venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà anche in terra come è fatta in cielo. 11 Dacci oggi il nostro pane quotidiano; 12 rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori; 13 e non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno. [Perché a te appartengono il regno, la potenza e la gloria in eterno, amen.]" 14 Perché se voi perdonate agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; 15 ma se voi non perdonate agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».

Il digiuno

16 «Quando digiunate, non abbiate un aspetto malinconico come gli ipocriti; poiché essi si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. Io vi dico in verità: questo è il premio che ne hanno. 17 Ma tu, quando digiuni, ungiti il capo e lavati la faccia, 18 affinché non appaia agli uomini che tu digiuni, ma al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa».

martedì 6 gennaio 2009

La politica è...

Da L''eleganza del riccio di Muriel Barbery , edizioni EO

"La politica è un trastullo che i riccastri si tengono tutto per sè."
(pag.25)

Per conto mio concordo pienamente!

lunedì 5 gennaio 2009

Quando la sintassi cede al divino...


"In verità, in verità vi dico: prima che Abramo fosse nato, io sono."(Gv 8:58)
È un memorabile versetto che trduce correttamente il testo greco ("prin Abraam genesthai egò eimì) e che fa tremendamente a pugni con la normale consecutio temporum.
Dio non può essere rappresentato con i nostri poveri mezzi espressivi.

domenica 4 gennaio 2009

Il mio psicologo si chiama...

Dando ieri sera uno sguardo veloce alla vetrina di una libreria, l'occhio è andato su questo titolo "Il mio psicologo si chiama Gesù" di Carlo Nesti, il noto telecronista sportivo.
Ho subito considerato tra me e me che Nesti ha colpito nel segno. Anche nella mia modesta esperienza di uomo e di cristiano la presenza di Gesù ha avuto una grandissima importanza. Le sue sublimi esortazioni, la sua insuperata visione religiosa e umana del mondo, il rispetto per sé stessi e per gli altri, l'amore per i nemici, il perdono, la fratellanza, la necessità di soccorrere i più deboli, la fiducia in Dio Padre, lo stupore davanti alle meraviglie del creato sono sempre stati per me i riferimenti obbligati di una vita. Li considero ancora adesso insostituibili per una persona che abbia a cuore la più completa serenità del proprio ego, l'armonia e la solidarietà con i propri simili e il rapporto vitale e felice con la natura e con tutto ciò che ci circonda. Non sono necessari altri psicologi per aiutarci a vivere meglio, per comprendere ed amare noi stessi, per vedere nel prossimo il proprio fratello.
Bravo Nesti!

sabato 3 gennaio 2009

Pensino ora i miei venticinque lettori...

Pensino ora i miei venticinque lettori che impressione dovesse fare sull'animo del poveretto, quello che s'è raccontato. Lo spavento di que' visacci e di quelle parolacce, la minaccia d'un signore noto per non minacciare invano, un sistema di quieto vivere, ch'era costato tant'anni di studio e di pazienza, sconcertato in un punto, e un passo dal quale non si poteva veder come uscirne:tutti questi pensieri ronzavano tumultuariamente nel capo basso di don Abbondio. «Se Renzo si potesse mandare in pace con un bel no, via; ma vorrà delle ragioni; e cosa ho da rispondergli, per amor del cielo? E, e, e, anche costui è una testa: un agnello se nessun lo tocca, ma se uno vuol contraddirgli...ih! E poi, e poi, perduto dietro a quella Lucia, innamorato come... Ragazzacci, che, per non saper che fare, s'innamorano, voglion maritarsi, e non pensano ad altro; non si fanno carico de' travagli in che mettono un povero galantuomo. Oh povero me! vedete se quelle due figuracce dovevan proprio piantarsi sulla mia strada, e prenderla con me! Che c'entro io? Son io che voglio maritarmi? Perché non son andati piùttosto a parlare... Oh vedete un poco: gran destino è il mio, che le cose a proposito mi vengan sempre in mente un momento dopo l'occasione. Se avessi pensato di suggerir loro che andassero a portar la loro imbasciata...»

Da "I promessi sposi" - Cap. I

Uno dei romanzi più importanti e più amati della nostra letteratura è certamente quel "Fermo e Lucia" poi diventato, dopo un incessante labor limae, "I promessi sposi" di Alessandro Manzoni. Al grande scrittore e poeta lombardo deve essere riconosciuta ancora oggi una rara padronanza della lingua, una insuperata attitudine ad esplorare gli intimi risvolti dell'animo umano, un'ironica, divertita ma tollerante visione del mondo attraverso i vizi e i difetti di un'epoca. Vizi e difetti che a ben guardare sono comuni a tutte le epoche, compresa la nostra.
Ho fatto questa breve premessa per chiedervi un piccolo favore:seguite pure il mio blog, se volete, ma non aggiungetevi ai 24 lettori. Correrei il rischio di averne quanti l'illustre don Lisander, se non addirittura di più. E questo non sta bene!

venerdì 2 gennaio 2009

SOS informatico

Pericolo: AVG Search-Shield ha rilevato minacce attive in questa pagina e ha bloccato l'accesso per garantire la protezione del computer.
La pagina a cui si sta tentando di accedere è stata identificata come minaccia conosciuta, phishing o sito Web di ingegneria sociale noto. È stata pertanto bloccata per garantire la protezione del computer. Senza protezione, come quella garantita da AVG Security Toolbar e AVG, il computer rischia di essere compromesso, danneggiato oppure si rischia il furto dei propri dati personali. Seguire uno dei suggerimenti seguenti per continuare.

Indirizzo IP: 72.55.165.87

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Il bello è che questo annuncio ansiogeno compare da qualche tempo non appena tento di collegarmi ad un blog amicissimo! Vuol dire che non ci si può fidare più nemmeno degli amici? Boh!!!!