martedì 29 aprile 2008

Sempre caro mi fu quest'ermo colle.....


Manoscritto originale di Giacomo Leopardi

Una delle liriche più celebri della nostra letteratura. Un viaggio siderale arditissimo attraverso lo spazio e il tempo alla velocità del pensiero. Destinazione: l'infinito e l'eterno.

sabato 26 aprile 2008

Castelmezzano



Che ve ne pare? A me sembra un presepe d'altri tempi. O anche un nido d'aquila. E' un paesino della Lucania che ha qualcosa di magico e di fatato.

Il fascino della mia regione d'origine



I "Sassi" di Matera sono un esempio di originale sistemazione urbana il cui primordiale insediamento si fa risalire addirittura al neolitico. La roccia la fa da padrona e la mano dell'uomo ha dovuto lavorare tantissimo per recuperare ambienti funzionali alla civiltà agro-pastorale del passato. I "Sassi", distinti in "Sasso Caveoso" (più antico) e "Sasso Barisano" (più recente), furono abitati fino agli anni 50-60 e sono stati dichiarati dall'UNESCO patrimonio mondiale dell'Umanità. Di notevole interesse le Chiese rupestri, anch'esse interamente scavate nella roccia, delle quali alcune con notevoli affreschi.

giovedì 24 aprile 2008

Padre Pio si fece fotografare, ma nel rullino non trovai niente



Mario De Renzis, decano dei fotoreporter, per tanti anni capo dei "paparazzi" de "Il Tempo", rievoca una giornata del '59 a San Giovanni Rotondo.

«Avevo neanche vent'anni, Angiolillo, il direttore de "Il Tempo", mi spedì a San Giovanni Rotondo con Ettore Della Giovanna, l'inviato. Voleva immagini a colori per l'inserto domenicale. Partii con la Contax di Angelo Frignani, il capocronista, più una macchina mia. Arrivo davanti alla chiesa di Padre Pio, e i colleghi mi scoraggiano. "Non t'illudere, non combini niente". Mi rassegno a qualche scatto di colore, la vecchietta che prega, l'ospedale in costruzione. Poi ci ripenso, entro in chiesa, chiedo ai frati di Padre Pio. E quelli: "Ce l'hai davanti"». Una bella fortuna. «L'inizio dell'enigma. Qualcuno grida "chi è stato?". C'è aria di parapiglia, io scappo nel chiostro, imbocco certe scale. Mi trovo di fronte una stanzetta. Dentro c'è Padre Pio. Che un attimo prima stava giù». Impietrito dalla meraviglia? «Macché. Comincio a scattare con la Contax, in bianco e nero. Lui è in controluce, non faccio in tempo a montare il flash. Due, tre, cinque clic, punto alle mani, fasciate di cuoio nero. Smetto quando mi dice: "Basta con questa macchinetta per fare il caffè". Rimetto tutto a posto, ma mi guardo intorno spaurito. "Vai tranquillo, non ti preoccupare", mi congeda». Aveva ragione? «Sembrava di sì.. Non ho altre vie di fuga, mi tocca rientrare in chiesa. Nessuno mi nota. Esco, nessuno mi insegue. Fuori trovo una macchina dei carabinieri. La frittata è fatta, penso. Ma quelli mi offrono un passaggio fino a Foggia». Rientro trionfante in redazione. «Invece no. Perché quando vado a sviluppare il rullo, non c'è niente, solo la prima foto in esterno. Eppure la macchina l'avevo caricata a Roma, la pellicola non poteva essersi sganciata perché sentivo la ricarica, mentre scattavo. Che è successo, non lo so». Che è rimasto di quell'incontro? «Il fascino, quando gli sfiorai la mano. A casa ho una sua immagine, qualche volta la guardo. Ma capire, no».

La vicenda terrena di Padre Pio pone ancora tanti interrogativi sulla condotta di molti uomini di Chiesa (e tra questi probabilmente anche Padre Agostino Gemelli) i quali non seppero esercitare la carità nei riguardi di un umile, incolpevole Frate con le stimmate. Io sono convinto che lo stesso Padre Pio soffrisse molto per quella singolare situazione che gli procurava non solo penose mortificazioni sul piano psicologico ma anche lancinanti dolori sul piano fisico. Nessuno è così masochista da infliggersi artificialmente ferite e poi continuare per tutta una vita a mantenerle aperte e sanguinanti. Padre Pio era persona semplice e schietta, non privo di umorismo e pieno di quel buon senso pratico delle vecchie generazioni contadine. La sua "santità" è testimoniata ad abundantiam da quell'opera colossale che è la Casa Sollievo della Sofferenza", da lui voluta per servire ed onorare nel malato Colui il quale aveva promesso: "Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l`avete fatto a me". (Mt 25,34-40)

Padre Pio era dunque un vero cristiano che ha realizzato il messaggio evangelico, che per la sua testimonianza ha molto sofferto in vita a motivo di innumerevoli incomprensioni e che infine nemmeno da morto ha ricevuto in definitiva molto rispetto. Il suo corpo andava lasciato in pace lì dove riposava da anni. L'incomprensibile rito della riesumazione della salma - decisamente contrario alla mutata sensibiltà dei tempi -, il suo artificiale trattamento, la "tribale" esposizione che si protrarrà per mesi a beneficio di folle curiose e prive di vera religiosità, sono - a mio modesto parere - altrettante offese al semplice Frate di Pietrelcina.

martedì 22 aprile 2008

Moni Ovadia

Storiella ebraica.

Un re di un regno bellissimo e immenso decise di partire e di lasciare il suo regno ai suoi tre figli. Egli possedeva però un solo anello regale e, per non fare torto a nessuno dei figli, decise di farne due copie conformi, assolutamente identiche tra loro, senza che ci fosse alcuna possibilità di capire quali erano le copie e quale invece l'originale; distribuì così i tre anelli e se ne andò. Nessuno seppe mai quale fosse il vero anello regale. Morale della storia: il re è Dio, i tre figli le tre grandi religioni monoteistiche che discendono da Abramo. Nessuno sa quale sia la vera!
"Io però - dice Moni Ovadia - penso che il re abbia portato il vero anello con sé, lasciando ai suoi figli solo le copie: tre copie invece di due!"
Per questo nessuna delle tre religioni è quella vera. Sarebbe infatti davvero assurdo ridurre Dio a un'entità che assomiglia perfettamente all'uomo e attribuire a Lui, che ha creato l'uomo e l'universo, sentimenti, simpatie, regole, divieti, condanne, manie di potere, ire, rabbia e altri comportamenti che sono propri del genere umano. Spinoza, il mite e profondo Spinoza, anch'egli ebreo, forse aveva ragione!

Earth day

Che la cara, vecchia Terra continui a vivere e a regalarci queste meraviglie del creato!

Fermiamo lo sterminio di gatti in Cina

"O Dio, aiutaci ad amare tutte le cose viventi, i nostri piccoli fratelli cui Tu hai dato questa terra come casa insieme a noi. Possa l'uomo rendersi conto che essi non vivono soltanto per lui, ma per sé stessi e per Te, ed amano la dolcezza della vita quanto noi, e Ti servono meglio di quanto facciamo noi."

domenica 20 aprile 2008

Marco 10, 17 - 31 ovvero Gesù e la ricchezza


Il giovane ricco

17 Mentre Gesù usciva per la via, un tale accorse e, inginocchiatosi davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?» 18 Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, tranne uno solo, cioè Dio. 19 Tu sai i comandamenti: "Non uccidere; non commettere adulterio; non rubare; non dire falsa testimonianza; non frodare nessuno; onora tuo padre e tua madre"». 20 Ed egli rispose: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia gioventù». 21 Gesù, guardatolo, l'amò e gli disse: «Una cosa ti manca! Va', vendi tutto ciò che hai e dàllo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi». 22 Ma egli, rattristato da quella parola, se ne andò dolente, perché aveva molti beni. 23 Gesù, guardatosi attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto difficilmente coloro che hanno delle ricchezze entreranno nel regno di Dio!» 24 I discepoli si stupirono di queste sue parole. E Gesù replicò loro: «Figlioli, quanto è difficile [per quelli che confidano nelle ricchezze] entrare nel regno di Dio! 25 È più facile per un cammello passare attraverso la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel regno di Dio». 26 Ed essi sempre più stupiti dicevano tra di loro: «Chi dunque può essere salvato?» 27 Gesù fissò lo sguardo su di loro e disse: «Agli uomini è impossibile, ma non a Dio; perché ogni cosa è possibile a Dio».


Più evidente di cosi! Non esistono nei Vangeli pagine più chiare ed esplicite di questa. La ricchezza fa a pugni con il regno dei Cieli. Almeno secondo Gesù. La Chiesa invece ha intrerpretato in modo molto diverso il messaggio cristiano delle origini. Lo dimostrano, ad abundantiam, i fatti.

sabato 19 aprile 2008

Matteo 19, 13 - 16



Gesù benedice i bambini.

13 Gli presentavano dei bambini perché li toccasse; ma i discepoli sgridavano coloro che glieli presentavano. 14 Gesù, veduto ciò, si indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano da me; non glielo vietate, perché il regno di Dio è per chi assomiglia a loro. 15 In verità io vi dico che chiunque non avrà ricevuto il regno di Dio come un bambino, non vi entrerà affatto». 16 E, presili in braccio, li benediceva ponendo le mani su di loro.
Occorre il cuore di un bambino per entrare nel regno dei Cieli, occorre meravigliarsi davanti alla bellezza della natura e di fronte allo spettacolo sempre nuovo del creato. Ma occorre soprattutto la beata ingenuità della mente e del cuore. Il calcolo, la frode, la doppiezza e l'inganno appartengono al mondo falso, spregiudicato e cinico degli adulti.

venerdì 18 aprile 2008

Bon ton ovvero la forma ha la sua importanza



Ritengo che anche in politica debba valere il bon ton. Con un Presidente del Consiglio ancora in carica, mi sembra un'evidente caduta di stile quella di Berlusconi, il quale - ancor prima di insediarsi a Palazzo Chigi - riceve con gran strombazzo di fotografi e di operatori l "amico" Putin nella sua residenza sarda di Villa Certosa, dando alla visita "privata" un carattere quasi istituzionale ed un risalto tale da far pensare che da due anni a questa parte non aspettasse altro. Un pò di pazienza e soprattutto un pò di rispetto per le persone gli avrebbero dovuto consigliare di attendere ancora qualche altro giorno. Tanto ormai il Premier designato è lui e non gli mancheranno certo le occasioni per calcare nuovamente e in pompa magna la scena nazionale ed internazionale!

giovedì 17 aprile 2008

Massima araba



"ONESTO E' COLUI CHE CAMBIA IL PROPRIO PENSIERO PER ACCORDARLO ALLA VERITA'. DISONESTO E' COLUI CHE CAMBIA LA VERITA' PER ACCORDARLA AL PROPRIO PENSIERO".


Da quanti disonesti dobbiamo guardarci! Disonesto infatti non è soltanto colui che ruba. Disonesto è anche colui che offende e mistifica volutamente la verità. Non per nulla il demonio è definito il padre della menzogna. "Voi che avete per padre il diavolo, e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin da principio e non ha perseverato nella verità, perché non vi è verità in lui. Quando dice il falso, parla del suo, perché è menzognero e padre della menzogna." (Gv 8, 44)

mercoledì 16 aprile 2008

Preghiera del soldato

"Signore Iddio, che hai costituito in molti popoli la umana famiglia, da Te creata e redenta, guarda benigno a noi, che abbiamo lasciato le nostre case per servire in armi l' Italia.
Aiutaci, o Signore, affinché forti della Tua fede, affrontiamo fatiche e pericoli in generosa fraternità d' intenti, offrendo alla Patria la nostra pronta obbedienza e il nostro sereno sacrificio.
Fa che sentiamo ogni giorno, nella voce del dovere che ci guida, l'eco della Tua voce; fa che i soldati d'Italia siano d'esempio a tutti i cittadini nella fedeltà ai Tuoi comandamenti e alla Tua Chiesa, nell' osservanza delle patrie leggi, nella consapevole disciplina verso l'autorità costituita.
E concedi all'Italia nostra, che rispettata ed amata nel mondo, meriti la protezione Tua e la materna custodia di Maria anche in virtù della concordia operosa dei suoi figli".
Così sia!
Questo è il testo della cara, vecchia preghiera del soldato. Ad essa sono molto legato per averla recitata migliaia di volte fin dai tempi della giovinezza. Durante gli anni del servizio alcuni Comandanti (ed io stesso quando è stato il mio turno), tutte le mattine, all'alzabandiera, subito dopo i tre squilli di tromba e poco prima dell'inno nazionale, facevano diffondere con l'altoparlante l'incipit di questa solenne invocazione a Dio. Era un bell'inizio di giornata. Questa preghiera mi piaceva, mi piace ancora oggi e la trovo di gran lunga più ispirata della nuova, più asettica versione che adesso circola nelle nostre caserme.

domenica 13 aprile 2008

Marco 6,30-44 ovvero i bisogni primari dell'uomo



Moltiplicazione dei pani per cinquemila uomini

30 Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e insegnato. 31 Ed egli disse loro: «Venitevene ora in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un poco». Difatti, era tanta la gente che andava e veniva, che essi non avevano neppure il tempo di mangiare. 32 Partirono dunque con la barca per andare in un luogo solitario in disparte. 33 Molti li videro partire e li riconobbero; e da tutte lecittà accorsero a piedi e giunsero là prima di loro. 34 Come Gesù fu sbarcato, vide una gran folla e ne ebbe compassione, perché erano come pecore che non hanno pastore; e si mise a insegnare loro molte cose. 35 Essendo già tardi, i discepoli gli si accostarono e gli dissero: «Questo luogo è deserto ed è già tardi; 36 lasciali andare, affinché vadano per le campagne e per i villaggi dei dintorni e si comprino qualcosa da mangiare».37 Ma egli rispose: «Date loro voi da mangiare». Ed essi a lui: «Andremo noi a comprare del pane per duecento denari e daremo loro da mangiare?» 38 Egli domandò loro: «Quanti pani avete? Andate a vedere». Essi si accertarono e risposero: «Cinque, e due pesci». 39 Allora egli comandò loro di farli accomodare a gruppi sull'erba verde; 40 e si sedettero per gruppi di cento e di cinquanta. 41 Poi Gesù prese i cinque pani e i due pesci, e, alzati gli occhi verso il cielo, benedisse e spezzò i pani, e li dava ai discepoli, affinché li distribuissero alla gente; e divise pure i due pesci fra tutti. 42 Tutti mangiarono e furono sazi, 43 e si portarono via dodici ceste piene di pezzi di pane, ed anche i resti dei pesci. 44 Quelli che avevano mangiato i pani erano cinquemila uomini.

"Tutti mangiarono e furono sazi". L'uomo ha bisogno di avere prima di tutto la pancia piena. Primum vivere deinde philosophari dicevano efficacemente i latini. Non è una visione materialistica del mondo. Lo spirito può respirare solo dopo che sono stati soddisfatti i bisogni elementari dell'esistenza. Coloro che promettono alle folle felicità e gioia senza però assicurare il necessario per vivere sono profeti falsi e bugiardi.

sabato 12 aprile 2008

Napoli ancora sotto la "monnezza"


Cliccate quì. Ma non preocupatevi: subito dopo le elezioni Mandrake e la sua squadra di governo, appositamente riuniti sul posto, provvederanno in men che non si dica!

venerdì 11 aprile 2008

Luigi Pirandello poeta

Casa natale di Luigi Pirandello - Studio

Sono felice d'esser riuscito finalmente a ritrovare questa commossa lirica con la quale il Poeta rievoca la sua casa natale. La casa di Pirandello, ch'io ebbi modo di visitare più di quindici anni fa, si trova in contrada Caos, non molto lontana dalla suggestiva Valle dei Templi di Agrigento, ed è un contenitore d’arte eccezionale che si presta moltissimo alla fruizione dei visitatori, inserita com’è in un contesto naturale unico. Poco distante dalla casa uno splendido, solitario pino quasi a strapiombo sul "mare africano". Qui mosse i primi passi lo scrittore, come Egli stesso ricorda nei versi che seguono:

“Casa romita in mezzo a la natia
campagna, aerea qui, su l’altipiano
d’azzurre argille, a cui sommesso invia
fervor di spume il mare aspro africano,
te sempre vedo, sempre, da lontano,
se penso al punto in cui la vita mia
s’aprì piccola al mondo immenso e vano:
da qui - dico – da qui presi la via.
Da questo sentieruolo tra gli olivi,
di mentastro, di salvie profumato,
m’incamminai pe ‘l mondo, ignaro e franco.
E tanto e tanto, o fiorellini schivi
tra l’erma siepe, tanto ho camminato
per ricondurmi a voi, deluso e stanco”.

giovedì 10 aprile 2008

Santo del giorno


San Silvio da Arcore

L'Italia, come è noto, è un Paese di santi, di poeti e di navigatori. E l'aureola non si nega più a nessuno.

domenica 6 aprile 2008

Il cacciatore di aquiloni



Bellisimo il romanzo. Bellissimo anche il film. Ve lo raccomando. Molto felice anche la scelta della colonna sonora che contiene brani altamente suggestivi.

venerdì 4 aprile 2008

giovedì 3 aprile 2008

Lettera aperta

Ai partiti politici, ai politici italiani, agli organi di informazione, alla cittadinanza tutta
Questa lettera nasce da uno sforzo collettivo di cittadini italiani della Rete, che si sono confrontati in maniera concreta e proficua usando i mezzi offerti dal social network e partendo da un approccio comune e condiviso, al di là dell’appartenenza politica di ciascuno, per agire attivamente nell’attuale contesto politico e socioculturale. Vogliamo richiamare l’attenzione di chi ci governa, degli organi d’informazione e delle istituzioni verso quelli che dovrebbero essere i principali obiettivi di una politica civile, etica e basata sul bene comune.
La tutela dei valori costituzionali del nostro Paese: laicità dello Stato; diritto al lavoro e alla sicurezza sul lavoro; diritto di scelta per la propria salute e tutela della stessa, per tutti; informazione libera, pluralista e basata sulle interazioni. L’adempimento del mandato elettorale per il quale si viene eletti e del quale i cittadini elettori sono costantemente giudici. Tale adempimento dovrebbe rappresentare una condizione minima, senza la quale “fare politica” diventa semplicemente un modo per raggiungere obiettivi personali e di potere. La risoluzione di emergenze sociali, tra cui (ne citiamo solo alcune): impatto ambientale dei rifiuti; sistema della Sanità; aiuti alle famiglie e tutela della maternità, attraverso sussidi e asili nido in numero sufficiente; sistema dell’Istruzione e della scuola e scollamento tra questo e il mondo del lavoro; precarietà diffusa e formalizzazione del salario minimo legale. L’attuazione di riforme politiche non più procrastinabili, quali: l’immediata risoluzione del conflitto d’interessi; una seria riforma del sistema elettorale che impedisca le nomine dall’alto dei parlamentari attraverso l’indicazione della propria preferenza sulla scheda; la decisione sulla non eleggibilità di cittadini, se condannati in via definitiva, o in primo e secondo grado in attesa di giudizio finale.
Crediamo che fare politica, nel senso etimologico e più nobile del termine, comporti soprattutto fornire un esempio etico, culturale e di serietà ai cittadini che si governano, e che costituisca un ruolo da non sperperare in inutili e volgari liti, dichiarazioni razziste, aggressioni fisiche; questi comportamenti impoveriscono tutti, sia in un contesto interno alla nazione, sia rispetto all’immagine che essa deve offrire al resto del mondo.
Dal momento che Voi siete chiamati a rappresentarci, dovreste porvi come portavoce di coloro che vivono la realtà quotidiana e trasmettono le sue problematiche concrete.
Pretendiamo che la politica torni a essere un servizio alla collettività e che nel fare questo rispetti alcuni precisi standard di correttezza, buona educazione civica, coerenza e chiarezza.
Noi non siamo solo numeri.Non vogliamo assistere impotenti alla banalizzazione delle parole che non si trasformano in fatti coerenti e responsabili. Noi siamo quelli che votano. Quelli che scelgono. Quelli che criticano. Quelli che domandano. Quelli che giudicano.
Noi siamo coloro a cui dovete rispondere del Vostro operato, ogni giorno, in qualsiasi momento. Attueremo un controllo serrato sulle azioni della prossima legislatura e daremo ampio risalto sui nostri blog di ciò che di buono e di cattivo verrà fatto.
Siamo in grado di criticare l’informazione, di valutare l’attuazione del programma elettorale, di giudicare sui fatti e non sulle promesse e sulle favole.
N.B.: per una mia precisa scelta ho deciso quest'anno di non andare a votare. Non trovo giusto infatti continuare a farsi ingannare per l'ennesima volta da chi - di sinistra o di destra che sia - ha dimostrato ampiamente di non avere assolutamente a cuore il presente e il futuro dell'Italia ma solo ed esclusivamente i propri privilegi ed i propri interessi di parte. Questo non mi impedisce tuttavia di sottoscrivere e pubblicare un documento chiaro e stringente come questa lettera ai futuri rappresentanti del popolo "sovrano".