giovedì 28 febbraio 2008

Ma allora tutti sapevano tutto?

"Abitata fin dal neolitico perché ricca di acqua e di grano, Gravina fu centro cerealicolo per Greci e Romani. La popolazione viveva nelle grotte affacciate sul burrone. Poi, per difendersi dalle incursioni di Visigoti, Vandali e Saraceni cominciò a intagliare lastroni di tufo per edificare sulle caverne, alzando mura e case fin sulla rupe. Sotto, cantine e sotterranei si sono sviluppati in parallelo. Per capire come, bisogna partire dalla cattedrale, che unisce due quartieri medievali, Paggio e Fondovico. Da qui parte il reticolo di gallerie grande due volte l'attuale centro storico. Lo conosce solo Michele Parisi, 46 anni, imprenditore edile e speleologo dilettante, autore dell'unica guida alla Gravina sotterranea. Uno che si ferma all'improvviso davanti a un cumulo di terra e ti spiega che lì sotto è nascosta una chiesa rupestre. «Ma è meglio che non si sappia. Da qui - spiega indicando la strada sotto la villa comunale - parte la fogna bianca del medioevo che percorre il perimetro della città vecchia ed è ancora piena d'acqua che prendeva dalle fonti. Abbiamo poi trovato sotto la piazza principale una cisterna del 1600 da tre milioni di litri». Siamo sul retro dell'antico palazzo Orsini dove nel 1650 nacque il futuro Benedetto XIII. Scendiamo in una cantina di tufo profonda venti metri. Sui muri, la rosa. «Le scale e le pareti sono state perfettamente intagliate col piccone in secoli di lavoro. A 18 gradi costanti, le vivande si conservavano perfettamente». Sparsi sul pavimento blocchi e lastroni di tufo già tagliati e mai utilizzati. «Li portavano a braccia, la gente veniva pagata con un po' di olio, pane e grano». Ci spostiamo in un'altra cantina, vicino alla cattedrale, in un palazzo del 1700. Parisi mi indica un tornio di legno, vecchio di almeno 200 anni, poggiato su un pozzetto con una statuetta a forma di Bacco dalla quale sgorgava il vino pigiato. Sulle pareti, sculture secolari corrose dal tempo: un angelo, uno stemma nobiliare. «Sono esempi, la città - afferma Parisi - custodisce molti tesori sconosciuti. Vicino al Municipio, dove c'erano le mura, nelle cantine ho trovato i resti dei torrioni di guardia del 1300». L'amministrazione comunale sta ultimando le pratiche per chiedere all'Unesco il riconoscimento di patrimonio dell'umanità. Oggi l'ente dell'Onu premia i territori, così Gravina si unirà a Matera e ai suoi Sassi, distanti 30 chilometri. Presto arriverà il via libera. L'obiettivo è creare un polo di turismo culturale nel profondo sud. E salvare la città sotterranea".

Però quei poveri fratellini nessuno è stato capace di salvarli!

La dolcezza di Dio



La dolcezza di Dio è infinita. Egli è davvero il Signore della vita. La morte e il dolore non Gli appartengono. E la Natura asseconda meravigliosamente il disegno del suo Creatore. Volete un esempio? Noi tutti siamo ancora sconvolti immaginando la morte atroce dei due fratellini di Gravina, inghiottiti dal ventre oscuro e profondo di un palazzo lasciato irresponsabilmente abbandonato nel bel mezzo della città. Ma la provvidenziale perdita di coscienza, che sempre subentra quando il dolore oltrepassa la soglia di sopportabilià, ha pietosamente lenito le loro sofferenze finali. Quasi che Dio avesse voluto sfiorare con la Sua ultima carezza di Padre i due sfortunati e infelici bambini.

mercoledì 27 febbraio 2008

La difficile arte di giudicare se stessi


Raffaello - Incontro di Leone Magno con Attila

Scruti ciascuno la propria coscienza e ponga se stesso di fronte al proprio giudizio. Veda se nel segreto del suo cuore egli trova quella pace che dà Cristo, se nessuna concupiscenza della carne combatte in lui il desiderio dello spirito; e se egli non disprezza la situazione umile e non brama la situazione elevata, se non si allieta di un guadagno illecito e non gode smoderatamente per l`aumento dei suoi beni, e infine se la felicità altrui non lo addolora o non lo allieta la miseria del nemico. E qualora non trovi in sé nessuna di queste passioni interiori, ponderi, con esame sincero, a quale specie di pensieri egli si abbandoni; se non si culli nelle immagini vane, se sia sollecito a distrarre l`animo da ciò che lo alletta perniciosamente. Poiché non essere influenzato da nessuna lusinga, non esser solleticato da nessuna cupidigia, non è possibile in questa vita che è tutta una tentazione, e in cui senz`altro è vinto chi non teme di esser vinto. E` superbia presumere di non peccare facilmente, ché anzi questa stessa presunzione è peccato, come dice il beato apostolo Giovanni: Se diciamo di non aver peccato alcuno, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi (1Gv 1,8).

Leone Magno, Sermoni, 41,1

Giudicare se stessi è pratica davvero ardua. Noi infatti siamo portati a guardare con benevolenza le nostre debolezze e ad assolvere con indulgenza i nostri errori più di quanto siamo disposti a fare con le debolezze e gli errori degli altri, che spesso e volentieri condanniamo con rigore eccessivo e senza possibilità di appello. Del resto, come diceva Fedro, Juppiter imposuit nobis duas peras....

lunedì 25 febbraio 2008

Premio "Michele Campione"



Spero di essere finalmente riuscito a fissare l'immagine con la motivazione almeno su questo blog che - a mio modesto modo di vedere - si avvale di una piattaforma più affidabile di quella di Libero.

domenica 24 febbraio 2008

Dedicato a mio figlio



Indro Montanelli
L'unico consiglio che mi sento di dare – e che regolarmente do – ai giovani è questo: combattete per quello in cui credete. Perderete, come le ho perse io, tutte le battaglie. Ma solo una potrete vincerne. Quella che s'ingaggia ogni mattina, davanti allo specchio.

Ryszard Kapuscinski
Credo che per fare del buon giornalismo si debba innanzitutto essere degli uomini buoni. I cattivi non possono essere buoni giornalisti. Solo l'uomo buono cerca di comprendere gli altri, le loro intenzioni, la loro fede, i loro interessi e le loro tragedie.

Ho voluto trascrivere il pensiero di questi due grandi giornalisti perché, conoscendoti, sono certo che seguirai senza mai esitare il consiglio del primo ed ancora più certo che farai sempre del buon giornalismo per i motivi efficacemente indicati dal secondo.

venerdì 22 febbraio 2008

La bellezza della natura



La Natura
è il Tempio più adatto per adorare e pregare Dio. E' il luogo privilegiato per conoscere e misurare la Sua immensa grandezza. Se fossimo perfettamente inseriti nel respiro cosmico della Natura, saremmo più ben disposti a rispettare la vita e ad amare tutte le creature del mondo.

giovedì 21 febbraio 2008

Cu placere! Ovvero in ricordo di Elena


Craiova - Fontana musicale

Era arrivata in Italia sul finire del 2003. Veniva da un villaggio romeno distante un centinaio di chilometri da Craiova. Forte e robusta, aveva lavorato sodo sin da giovane. Mia suocera, che l'aveva avuta come badante, si era molto affezionata a questa donna attenta e ben organizzata. Aveva imparato molto bene la nostra lingua. Amava l'Italia e le canzoni di Gianni Morandi. Ricordo ancora la sua emozione e le sue lacrime di gioia ad un concerto del cantante al Teatro Team di Bari. A costo di grandi sacrifici era riuscita ad acquistare una casa in Romania per il suo unico figlio. Aveva conosciuto un vedovo che, poco dopo, l'aveva sposata. Volle mia moglie e me come testimoni di nozze. Il matrimonio aveva cambiato in meglio non solo la sua condizione ma anche quella del marito che, dopo la morte della prima moglie, aveva dovuto affrontare una pesante solitudine. Erano felici e soddisfatti per questa occasione che la vita aveva offerto ad entrambi. Ma ieri, in agguato, c'era la morte. Improvvisa e inaspettata per Elena. Ingiusta e crudele per il compagno, ritornato ancora una volta solo.

lunedì 18 febbraio 2008

Parole divine



(Lc 6,36-38)
Perdonate e vi sarà perdonato.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato; date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio”.

Come mai è potuto accadere che 2000 anni siano passati invano e che queste memorabili raccomandazioni non siano riuscite a sortire alcun effetto nemmeno tra i cosiddetti cristiani?

sabato 16 febbraio 2008

Elogio della burrata



B come burrata, cioè buona, burrosa, bella, benefica, bianca, bilanciata, briosa, barese, (una vera) bomba!

venerdì 15 febbraio 2008

La natura: il gran libro di Dio



"Nei boschi troverarai qualcosa di molto più grande che nei libri. Gli alberi e le pietre ti insegneranno quello che non apprenderai mai dai maestri. Ogni mia cognizione della Scrittura l'ho appresa nei campi e nei boschi; i faggi e le querce sono stati i miei migliori maestri della parola di Dio."

San Bernardo di Chiaravalle

giovedì 14 febbraio 2008

Lungimirante Montesquieu!

"Siccome tutte le cose umane hanno una fine, lo Stato di cui parliamo perderà la sua libertà, perirà. Roma, Sparta e Cartagine sono pur perite. Perirà quando il potere legislativo sarà più corrotto di quello esecutivo. Non sta a me esaminare se gli Inglesi godano attualmente di questa libertà o no. Mi basta dire che essa è stabilita dalle loro leggi, e non chiedo di più. Non pretendo con ciò di avvilire gli altri governi, né dichiarare che questa libertà politica estrema debba mortificare quelli che ne hanno soltanto una moderata. Come potrei dirlo io, che credo che non sia sempre desiderabile nemmeno l'eccesso della ragione; e che gli uomini si adattino quasi sempre meglio alle istituzioni di mezzo che a quelle estreme?"

Da "Lo spirito delle leggi"- Libro IX

martedì 12 febbraio 2008

La grandezza dell'uomo vista dal salmista

"O Signore, nostro Dio, quanto è grande il tuo nome su tutta la terra! Canterò la tua gloria più grande dei cieli, balbettando come i bambini e i lattanti.....Se guardo il cielo, opera delle tue mani, la luna e le stelle che vi hai posto, chi è mai l'uomo perché ti ricordi di Lui? Chi è mai, che tu ne abbia cura? Lo hai fatto di poco inferiore a un Dio, coronato di forza e di splendore, signore dell'opera delle tue mani. Tutto hai posto sotto il suo dominio.....O Signore, nostro Dio, grande è il tuo nome su tutta la terra!" (Salmo 8)

Pensieri da meditare

"Si schiudevano davanti ai miei occhi il divino ed il ridicolo di ogni essere umano: l'enigma dei nostri cuori discordi ed indocili, la profonda realtà della storia ed il potente miracolo dello spirito, che illumina i nostri brevi giorni e attraverso la forza della conoscenza solleva la nostra piccola esistenza nella cerchia del necessario e dell'eterno".

Herman Hesse

sabato 9 febbraio 2008

Omaggio a Benigni

Questo simpatico e versastile attore ha l'indubbio merito di aver contribuito a far conoscere ed amare una grandissima gloria nazionale. Quel Dante Alighieri, florentinus natione non moribus, che scrisse uno dei capolavori più importanti e suggestivi dell'intera letteratura mondiale.

venerdì 8 febbraio 2008

L'astensionismo non ci sarà. Ecco il perché!

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “C’era un uomo ricco che aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: Che è questo che sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non puoi più essere amministratore. L’amministratore disse tra sé: Che farò ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ho forza, mendicare, mi vergogno. So io che cosa fare perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua. Chiamò uno per uno i debitori del padrone e disse al primo: Tu quanto devi al mio padrone? Quello rispose: Cento barili d’olio. Gli disse: Prendi la tua ricevuta, siediti e scrivi subito cinquanta. Poi disse a un altro: Tu quanto devi? Rispose: Cento misure di grano. Gli disse: Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta. Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce”.

E' chiaro ormai a tutti che l'attuale classe politica annovera rappresentanti lontani anni luce dai bisogni della gente. Il loro bla-bla non incanta più nesuno, lo spirito di servizio non è certamente il loro forte, le loro prebende e i loro privilegi risultano offensivi ed irritanti alla maggior parte degli italiani che si dibattono quotidianamente tra gravi incertezze e serie difficoltà economiche. Però non si può dire che i nostri politici difettino di furbizia. Elargendo in tempo utile favori a destra e a manca, agevolando carriere di parenti ed amici, essi hanno posto una solida ipoteca sul proprio futuro. Per questo non vedranno venir meno nemmeno alla prossima chiamata elettorale il doveroso voto di ringraziamento da parte degli interessati destinatari di quei benefici e di quelle attenzioni. Abili e scaltri davvero! Nè più né meno come l'amministratore infedele della celebre parabola di Luca.

giovedì 7 febbraio 2008

Un mio commento e relativa risposta di Don Ulisse Frascali

Tanzio da Varallo - Davide e Golia



Inviato da pinosilvestre1 il 06/02/08 @16:04 via WEB
Quello che mi sento di aggiungere al lucido messaggio di MagnoNotaro è che la nostra classe politica ha smarrito da tempo la consapevolezza del servizio. Tutti i nostri politici siano essi di destra, di sinistra o di centro non sono più mossi dal desiderio di rendere un servizio al Paese ma sono spinti unicamente dal desiderio di servirsi del Paese per il proprio personale tornaconto. Questo è il comune sentire della gente ed anche il mio. Il rimedio? Secondo me si potrebbe dare una bella lezione astenendosi dal voto in occasione della prossima tornata elettorale e disertando in massa almeno questa volta le urne, dove - sono sicuro - verrebbe consumata l'ennesima beffa per la nostra povera Italia. Secondo me le cose cambierebbero di colpo se i politici si trovassero domani non più di fronte a un popolo bue da manovrare a piacimento con le stesse ingannevoli lusinghe di sempre ma di fronte a un popolo finalmente deciso a farsi rispettare e, per questo, veramente sovrano.
(Rispondi)

..

Inviato da donulissefrascali il 06/02/08 @ 18:53 via WEB
Gent.mo Pinosilvestre, il tuo commento alla situazione sociale è formidabile: diffondiamo certi pensieri per far si che il popolo esca dalla sua abulia causata dai disagi presenti nella realtà sociale. Diffondiamo, facciamo conoscere cosa pensa il popolo della maggioranza dei politici, per poi costringerli ad agire con coscienza di vero servizio al popolo. Diffondiamo i nostri giudizi senza paura ma con spirito di verità. Don Ulisse

E, così , accogliendo l'invito di Don Ulisse, pubblico volentieri!

mercoledì 6 febbraio 2008

Vale anche per gli scribi ed i farisei di oggi

Gesù condanna gli scribi e i farisei (Mt 23, 1 - 12)

1 Allora Gesù parlò alla folla e ai suoi discepoli, 2 dicendo: «Gli scribi e i farisei siedono sulla cattedra di Mosè. 3 Fate dunque e osservate tutte le cose che vi diranno, ma non fate secondo le loro opere; perché dicono e non fanno. 4 Infatti, legano dei fardelli pesanti e li mettono sulle spalle della gente; ma loro non li vogliono muovere neppure con un dito. 5 Tutte le loro opere le fanno per essere osservati dagli uomini; infatti allargano le loro filatterie e allungano le frange dei mantelli; 6 amano i primi posti nei conviti, i primi seggi nelle sinagoghe, 7 i saluti nelle piazze ed essere chiamati dalla gente: "Rabbì!" 8 Ma voi non vi fate chiamare "Rabbì"; perché uno solo è il vostro Maestro, e voi siete tutti fratelli. 9 Non chiamate nessuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è il Padre vostro, quello che è nei cieli. 10 Non vi fate chiamare guide, perché una sola è la vostra Guida, il Cristo; 11 ma il maggiore tra di voi sia vostro servitore. 12 Chiunque si innalzerà sarà abbassato e chiunque si abbasserà sarà innalzato».

sabato 2 febbraio 2008

AUGURI

Les jeux sont faits! Congratulations, Madame Sarkozy!

Esiste Dio? Parliamone!

E' meglio inclinare al dubbio che alla certezza in cose difficili da provare e pericolose da credere, come raccomandava lo stesso Agostino di Ippona. Ma partiamo da un punto. Consideriamo l'uomo e le sue potenzialità, la sua storia e le sue aspirazioni, la sua ragione e - soprattutto - la sua irrazionale paura delle forze delle natura e dell'ignoto, vale a dire di quell'universo in gran parte sconosciuto che lo circonda. E' proprio da questa paura che muovono tutte le religioni della nostra piccola Terra. Dapprima i nostri progenitori hanno temuto ed adorato il sole, la terra, l'acqua, i venti. Poi hanno creato altre divinità. In seguito hanno costruito mirabili architetture teologiche che sono il frutto evouto e maturo della capacità speculativa dell'uomo. Ed è in effetti difficile resistere alla bellezza e al fascino delle religioni, prima tra tutte il nostro Cristianesimo, che peraltro affonda le sue radici nel modo ebraico e nell'ellenismo della migliore acqua. Mi piace perciò ritenere che il cammino dell'uomo non conoscerà mai soste sulla strada della ricerca di Dio, ricerca che, in definitiva, diventa ricerca soprattutto di se stesso.