venerdì 30 novembre 2007

La musica ha un fascino irresistibile

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mercoledì 28 novembre 2007

L'inganno delle parole

"Eroe", "eroi", "il tal dei tali è morto da eroe", "è giunta a....la salma dell'eroe", celebrati i funerali dell'eroico..., "vengono oggi ricordati gli eroici caduti di......" e così via. Tra le parole che sento pronunciare con maggiore frequenza ricorre appunto questa: "eroe". Secondo me si tratta di un abuso bell'e buono. Non vedo eroismo dove non c'è. Vedo solo retorica della peggiore specie. Eroe è chi compie un atto di coraggio, chi si distingue per audacia, chi si spinge al limite del temerario e consapevolmente lo supera, chi eccelle per valore, chi si butta nella mischia con assoluta mancanza di paura, chi è capace di offrire anche la propria vita per difendere gli altri, chi fa tutte queste cose con assoluta gratuità, mosso unicamente da un altissimo e rarissimo senso del dovere. Non conosco nessuno di questi eroi. Non nego che essi esistano. Ma, se esistono, sono nascosti. E gli eroi nascosti nessuno li celebra. Come nessuno celebra i santi in carne ed ossa, i quali vivono al nostro fianco in questo basso mondo e vanno in giro non già con l'aureola attorno al capo ma con l'abito liso, le scarpe consunte e la borsa della spesa semivuota. Non amo la retorica ma mi sento di celebrare questi sconosciuti. Onore quindi ai veri eroi dimenticati. Onore ai morti del lavoro nero in cantieri senza protezione, onore ai caduti senza campana, a quelli cioè che muiono senza che ai superstiti venga riconosciuto il benchè minimo risarcimento, onore alle instancabili madri lavoratrici, onore ai padri che perdono il posto di lavoro e non sanno come andare avanti, onore alle vittime quotidiane di una società divenuta sorda e indifferente al bisogno!

P.S.: va da sé che non è affatto in discussione il profondo rispetto dovuto ai nostri caduti nelle missioni all'estero, non eroi ma incolpevoli vittime anch'essi.

martedì 20 novembre 2007

Paolo a Timoteo

2 Timoteo (3, 1 - 9)

Corruzione estrema degli ultimi tempi

1 Or sappi questo: negli ultimi giorni verranno tempi difficili; 2 perché gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, irreligiosi, 3 insensibili, sleali, calunniatori, intemperanti, spietati, senza amore per il bene, 4 traditori, sconsiderati, orgogliosi, amanti del piacere anziché di Dio, 5 aventi l'apparenza della pietà, mentre ne hanno rinnegato la potenza. Anche da costoro allontànati! 6 Poiché nel numero di costoro ci sono quelli che si insinuano nelle case e circuiscono donnette cariche di peccati, agitate da varie passioni, 7 le quali cercano sempre d'imparare e non possono mai giungere alla conoscenza della verità. 8 E come Iannè e Iambrè si opposero a Mosè, così anche costoro si oppongono alla verità: uomini dalla mente corrotta, che non hanno dato buona prova quanto alla fede. 9 Ma non andranno più oltre, perché la loro stoltezza sarà manifesta a tutti, come fu quella di quegli uomini.

In questa lettera a Timoteo sembra che l'Apostolo delle Genti prefiguri esattamente l'andazzo cinico e crudele dei nostri tempi. Se però - come ritengo più probabile - egli si limitava a descrivere i costumi propri del suo, allora è vero che non c'è mai stato niente di nuovo sotto il sole!

sabato 17 novembre 2007

Leggere stanca....perciò qualche interruzione fa bene!

Jean Baptiste Camille Corot - Lettura interrotta

Ritratto dal tocco romantico e di indubbia potenza espressiva del grande pittore francese.

domenica 11 novembre 2007

Il fumo fa male? E allora continuiamo a vendere sigarette

Oggi pomeriggio, uscendo da casa, ho notato che qualcuno - molto (in)civilmente - aveva lasciato (ancora una volta) un pacchetto vuoto di sigarette nella fioriera accanto al portone del condominio. Poiché - nei limiti del possibile - mi impongo volentieri qualche piccolo sacrificio personale allo scopo di favorire l'ordine e la pulizia almeno vicino al mio palazzo, ho racolto il pacchetto non per buttarlo a casaccio sul marciapiede ma in un apposito cestino gettarifiuti. Nel percorrere il tratto di strada che mi separava dal primo raccoglitore utile ho letto su entrambi i lati del pacchettto due inquietanti ammonimenti, tutti e due in caratteri maiuscoli ed evidenziati da una funerea, severa cornice nera. Il primo suonava così: "IL FUMO DANNEGGIA GRAVEMENTE TE E CHI TI STA VICINO". Il secondo invece: "IL FUMO OSTRUISCE LE ARTERIE E PROVOCA INFARTI E ICTUS". In alto campeggiava solenne il contrassegno dei Monopoli. Mi sono chiesto se tutte quelle paterne raccomandazioni dello Stato non fossero un colossale monumento alla più spudarata delle ipocrisie. A me pare proprio di sì. Se infatti io fossi convinto che un certo prodotto risultasse pericoloso per la salute di mio figlio, non continuerei di certo a comprarlo né tanto meno a darglielo.

martedì 6 novembre 2007

Le meraviglie dell'arte

Michelangelo Merisi detto il Caravaggio - Incredulità di San Tommaso

Si noti il verismo della ferita al costato, la smarrita espressione e la fronte corrucciata dell'apostolo Tommaso, la dolce violenza della mano sinistra del Risorto, la luce soffusa che plasma tutta la scena e fa emergere dal buio i singoli personaggi. Il Caravaggio è un vero mago della luce.

domenica 4 novembre 2007

Giornata delle Forze Armate


Quante volte nella mia carriera ho reso omaggio al nostro glorioso tricolore! E lo facevo sempre volentieri.
La cerimonia dell'alza bandiera, con il puntuale contrappunto dell'inno nazionale, era uno dei momenti più solenni e significativi delle nostre giornate sia in "guarnigione" sia fuori sede.

sabato 3 novembre 2007

Omaggio a don Benzi

La vita di don Benzi è stata una testimonianza concreta della povertà e della carità. Questo prete semplice, con la sottana lisa, per certi versi ingenuo, ha incarnato molto bene l'amore per il prossimo ed ha dedicato le sue migliori energie soprattutto a vantaggio delle donne di strada. Come Gesù nel mirabile passo della donna adultera, anche don Benzi ha saputo esprimere solidarietà e comprensione nei riguardi delle prostitute, creature spesso fragili e indifese, quasi sempre vittime dell'emarginazione e dello sfruttamento.